Tag Archives: Dida Paggi

L’ultimo branco selvaggio

7 Gen

L'ultima terra selvaggia

Quanto mai attuale l’ambientazione catastrofica a livello naturale di questo romanzo: un mondo dove gli animali non esistono più, colpiti da una misteriosa epidemia chiamata virus degli occhi rossi, dove gli umani si sono concentrati a vivere nelle città e mangiano un preparato che cambia gusto ogni giorno in quanto non è più possibile coltivare nulla. Un mondo dove un’azienda ha preso il controllo di tutto, comprese le azioni governative.

Kester vive a Spectrum Hall, un istituto rieducativo per ragazzi difficili dove è stato portato dopo aver perso la parola in seguito alla morte della madre. Da sei anni non sa nulla del padre, valido veterinario, non fa che seguire gli orari e le regole della scuola e non pronuncia parola. Fino al giorno in cui si rende conto che uno degli scarafaggi che osserva e che tocca nonostante i divieti gli sta parlando e lui riesce a comunicare. Kester ha il dono della parola, non quella verso gli uomini, ma quella che gli permette di interagire con le bestie: sono proprio loro, scarafaggi e piccioni, a portarlo fuori dall’istituto e a mostrargli l’ultimo branco di animali rimasti che, guidati da un cervo, lo accolgono come colui che può aiutarli a salvare i superstiti dal virus. Kester conosce allora un mondo mai visto prima: la natura selvaggia, i fiumi, la campagna rimasta; incontra Polly, i cui genitori hanno per lungo tempo resistito nella fattoria di famiglia fino a quando – finito il cibo – sono andati verso la città per non fare più ritorno. Inseguiti dai classici “cattivi”, i ragazzi e il loro branco cercano la soluzione, assai più vicina di quanto potessero pensare: le peripezie, i pericoli condivisi, gli insegnamenti che ricevono a proposito della natura non sono altro che tappe di avvicinamento a chi può davvero fare qualcosa. il padre di Kester.

Questo libro è il primo di una trilogia: pur concludendosi l’avventura narrata, il finale dà già l’apertura sul seguito; i conti con la Facto non sono certo chiusi, bisogna ritrovare i genitori di Poly e il mondo deve trovare una sua misura. Non c’è che da sperare che le traduzioni dei due volumi successivi non tardino e i lettori non rimangano sospesi troppo a lungo.

Il sito dell’autore. L’illustrazione di copertina – ma che bella copertina! – è di Thomas Flintham.

Piers Torday, L’ultimo branco selvaggio (trad. di Dida Paggi), Salani 2015302 p., euro 15,90, ebook euro 9,99

Il canto infinito della balena

25 Set

Come sempre i libri di Jacqueline Wilson affrontano in modo non banale temi difficili, che ruotano solitamente attorno al tema della famiglia. In questo caso Ella si trova alle prese con un patrigno, una nuova casa troppo distante da quella delle sua amica del cuore (che forse non è neanche più la sua a mica del cuore) e un fratellino in arrivo. Il tutto si complica quando la madre, dopo il parto, finisce in coma. Allora tutto impazzisce: Ella deve fare i conti con il suo vero padre che lei si aspettava diverso, con le lunghe attese fuori dalla scuola perché il patrigno è sempre in ritardo, con i pianti e la gestione del piccolo Sam e con la sua scuola, dove comunque lei è sempre quella meno capace a nuotare e Martha non perde occasione per prenderla in giro. Ogni sera, accanto al letto della madre, Ella racconta le sue giornate, nella speranza che lei apra gli occhi. Le racconta anche della sua ricerca sulle balene: un’improvvisa passione che le ha permesso di imparare molte nuove cose, di diventare ancora più brava nel disegno e di trovare un nuovo amico. Storia (anche) di come appassionarsi a qualcosa ci tenga in piedi nei momenti più complicati.

Jacqueline Wilson, Il canto infinito della balena (trad. di Dida Paggi), 285 p., euro 15,80

Mamma acrobata cercasi

23 Ago

More about Mamma acrobata cercasiVi consigliamo l’ultimo libro di Jacqueline Wilson se siete degli appassionati di feuilleton ottocenteschi che qualcuno potrebbe definire strappalacrime, ma in cui in realtà si ride anche di gusto. La protagonista dell’avventura è Hetty Feather, cioé Hetty Piuma. Ha gli occhi azzurri, i capelli rossi che odia e una natura selvaggia, dice lei. La cosa che sa far meglio è immaginare, in materia di fantasia non la batte nessuno e la fantasia, come l’aver imparato a leggere, le è assai utile nelle sue giornate, per poter sognare un’altra vita, un altro futuro. Hetty è stata abbandonata alla nascita, per alcuni anni è stata data in affidamento ad una famiglia che l’ha cresciuta come fosse una figlia, in mezzo a tanti fratelli, libera di giocare e amata. Poi un giorno l’affidamento è scaduto e Hetty è tornata nell’istituto pieno di orfani dove ora è costretta a vivere. Ma non ha mai perso la speranza di poter ritrovare la famiglia che l’ha cresciuta, Jem che ha promesso di condividere con lei la sua vita e soprattutto la sua mamma. Già, perché Hetty è convinta che la sua mamma sia stata costretta ad abbandonarla contro la propria volontà e se l’è immaginata così tante volte che ora la vuola proprio ritrovare. Specialmente dopo aver incontrato il Grande Circo Itinerante Tanglefield’s dove l’acrobata coi capelli rossi come i suoi l’ha fatta partecipare a un numero coi cavalli…

Jacqueline Wilson, Mamma acrobata cercasi (trad. di Dida Paggi), Salani 2011, 319 p., euro 15.