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Il bambino detective

11 Set

Torna l’impareggiabile Ulf, già protagonista di altre avventure pubblicate in Italia da Iperborea nella collana I Miniborei. Ancora una volta il formato breve e illustrato striza l’occhio ai lettori alle prime armi che avranno la fortuna di approcciare un testo a loro misura e di potersi andare a cercare gli altri volumi della serie, anch’essi come questo adatti a una piacevole lettura ad alta voce da condire di risate.

A questo giro il piccolo intraprendente che non vuol mai essere da meno del fratello maggiore e dei suoi amici, non sta a lagnarsi perché lo escludono dal loro gioco dei detective: non è troppo piccolo come loro pensano e riesce a inscenare il furto della sua nuova bicicletta rossa, a creare le tracce per poi ritrovarla. Lui è un genio, mica un citrullo come lo definiscono sovente! E poco importa che intanto i più grandi abbiano già deciso di dedicarsi a un’altra attività, lasciando perdere lenti di ingrandimento e ricerche: una soluzione c’è sempre.

Da sottolineare ancora una volta come la scrittura di Stark, sostenuta dalla traduzione di Laura Cangemi, regali al lettore piccole perle: la bici brilla “in tutta la sua preziosità” e Ulf dice: “sono di buon umore perché sono in gamba” :-3

Ulf Stark – ill. Markus Majaluoma, Il bambino detective (trad. di Laura Cangemi), Iperborea 2019, p. 58, euro 9

Il libro di Hector

4 Gen

cerise-hectorTorna Cérise per una nuova avventura di questa serie che dopo il grande successo in Francia è stata ben apprezzata anche dai lettori italiani.  Come nella precedente, anche in questo caso si tratta di risolvere un mistero: per tenersi impegnata durante le vacanze, visto che non andrà via come le amiche, Cérise si tiene impegnata compilando il diario e facendo esercizi di osservazione e schede di personaggi, come le ha suggerito la scrittrice di cui lei vorrebbe ricalcare le orme. Scopre così che un’anziana signora si reca in biblioteca tutti i mercoledì alla stessa ora e che da anni prende in prestito solo un libro, sempre lo stesso, il resoconto dal fronte di un soldato che ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale.  La curiosità diventa necessità di risolvere un mistero che giace nascosto in biblioteca da troppi anni. Ma la foga con cui la protagonista si getta nell’impresa le fa trascurare le amiche e mette tensione tra lei e la madre: ancora una volta infatti, gli autori riescono a delineare una figura a tutto tondo, senza rimanere legati solo alla singola investigazione, ma restituendo al lettore il vissuto quotidiano e familiare di Cérise.

Il blog di Neyret.

Preparatevi: a maggio esce il terzo volume della serie!

Joris Chamblain – Aurélie Neyret, I diari di Cérise 2. Il libro di Hector (trad. di V. Vitali), Panini 9L 2016, 80 p., euro 15,90

Smart

26 Ott

SmartKieran vi piacerà. Andrà a popolare la stanza dei tanti protagonisti di romanzi che sentiamo vivi, che ci coinvolgono, che vorremmo facessero parte del presente per renderlo migliore. Kieran ve lo potrebbe presentare Ted de Il mistero del London Eye e sarebbe bello stare seduti ad ascoltarli parlare. Kieran vive a Nottingham, ha una passione sfrenata per le indagini, gli omicidi, CSI e sogna di diventare cronista di cronaca nera come Martin Brunt di Sky News. Ha un’insegnante di sostegno che lo segue per tutto il tempo scolastico, una serie di compagni che si divertono a chiamarlo down o mongolo (a cui lui spiega che la sua diversità coi cromosomi non c’entra nulla); scrive tutto quello che gli capita su un taccuino, perché della carta e delle parole ti puoi fidare più delle persone, e soprattutto disegna. Ha un talento innato per riprodurre la realtà che vede intorno, i volti delle persone, le situazioni; la stessa capacità che gli fa immaginare – quasi fosse vero – di poter contrastare le botte e la violenza del compagno della madre o gli insulti del figlio di lui. Kieran non ha paura di disegnare il mare cupo o di disegnare davvero una persona, cioè di guardare dietro i suoi lineamenti e rendere sul foglio tutta la sua vita e non solo la superficie, proprio come faceva LS Lowry, a cui lui guarda come fonte di ispirazione nel disegno e nei modi.

Siccome ogni buona storia deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine, Kieran spiega al lettore tutto quel che è successo dal giorno in cui ha scoperto il corpo di Colin, un senzatetto che viveva lungo il fiume, e si è messo in testa di indagare sul suo omicidio a scapito dei tempi lunghi della polizia. Date le sue conoscenze tecniche e lessicali decisamente all’altezza della situazione, si lancia nella raccolta di indizi, di testimonianze e nel pedinamento del presunto colpevole, coinvolgendo il suo nuovo amico, un compagno di scuola appena arrivato dall’Uganda.

L’ingenuità di questo ragazzino, che si rifugia lungo il fiume quando le cose in casa si mettono male, che ama personaggi fuori moda (dice lui) come Sherlock Holmes e Robin Hood, che studia la situazione per trovare la miglior soluzione, restituisce in realtà uno sguardo sull’umanità e sul mondo che lo circonda particolarmente lucido e causticamente veritiero. I sorrisi che strappa al lettore sono solchi in cui semina grazia e rara capacità di vedere oltre, in un romanzo di quelli che restano per sempre e di cui ne vorremmo ancora.

Il sito dell’autrice. L’illustrazione di copertina è di Helen Crawford-White.

Kim Slater, Smart (trad. di Anna Carbone), Il Castoro 2015, 240 p., euro 15,50