Tag Archives: Davide Calì

La casa degli uccelli

25 Mag

Quando si parla molto di emigrazione e immigrazione, non è mai male ricordare di quando gli emigranti eravamo noi italiani: molti libri per ragazzi parlano di italiani partiti verso le miniere del Belgio, gli Stati Uniti, i Paesi del Sud America, l’Australia… Un romanzo prezioso come “Non piangere, non ridere, non giocare” di Vanna Cercenà (Lapis 2014) racconta degli italiani in Svizzera in un anno non troppo lontano: è il 1970 e Teresa si nasconde nell’appartamento dove vive la mamma perché è proibito ai lavoratori stagionali portare in Svizzera i propri bambini. La storia è ripresa in questo albo dal testo di racconto lungo in cui un bambino, abituato a cambiare sovente casa per il lavoro del padre, arriva nel nord della Svizzera e va a vivere in un palazzo a tre piani: quando comincia a sentire strani rumori dalla soffitta durante il giorno, si lascia suggestionare dalle storie di fantasmi che ha letto, dall’essere solo in casa e solo dopo un po’ ne capisce il motivo. C’è una bambina nascosta nell’alloggio affittato dagli italiani e il loro segreto tempo condiviso sarà fatto di disegni, di colori sovrapposti, di uccelli che volano liberi che la ragazzina ferma sui fogli per dire la sua voglia di essere libera. In quella soffitta nasce la passione per il disegno del bambino che, anziano pittore a Parigi, rievoca l’amica di cui ignora il nome, la denuncia dei vicini, la legge che qualche volta davvero non pare giusta.

La narrazione si fa ricca delle illustrazioni di Tiziana Romanin che usa la verticalità del formato e di alcune situazioni (la facciata del palazzo, il salire verso la soffitta) appaiandola con le figure degli uccelli che scrutano, occhieggiano, accompagnano i voli della fantasia dei due protagonisti. Il libro arriva proprio dalla Svizzera: Marameo è infatti una nuova esperienza editoriale del Canton Ticino.

Davide Calì – Tiziana Romanin, La casa degli uccelli, Marameo 2019, 48 p., euro 23,50

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Alla ricerca di Lola

7 Mag

Una nuova uscita per la collana Ponte delle arti di Jaca Book apprezzata da chi vuole avvicinare i giovani lettori all’arte e agli artisti attraverso la narrazione. Questa volta cambia il formato, decisamente interessante e le opere dell’artista di cui si parla – Edward Hopper – entrano nella narrazione insieme ai disegni di Ronan Badel con un risultato decisamente accattivante. A cucire il tutto insieme è la storia inventata da Davide Calì: un giallo, un mistero da risolvere che una donna consegna al protagonista Bob proprio la sera in cui lui sostituisce in ufficio l’amico detective privato. Bob sta tentando di scrivere un romanzo, ma non riesce ad andare avanti e non ha nulla da perdere nell’accettare l’incarico, tanto più che è ammantato di mistero: la donna le chiede di rintracciare il vero nome di una cantante che si esibiva facendosi chiamare Lola Pearl. Con alcuni indirizzi in tasca, l’uomo comincia un viaggio che porta il lettore tra le architetture e i paesaggi dipinti da Hopper, quelli più conosciuti e quelli meno noti.

Regge l’insieme, la tensione tiene fino in fondo ed è una lettura breve che sicuramente sarà apprezzata da molti. Come sempre, in fondo alcune pagine raccontano Hopper, quello che ha dipinto e come, l’America degli anni Trenta e Quaranta, e viene data voce ai due autori che raccontano ciascuno come hanno incontrato le opere di Hopper e com’è nata la storia da un lato, la scelta illustrativa dall’altra.

Da non perdere.

Davide Calì – Ronan Badel, Alla ricerca di Lola, Jaca Book 2019, 78 p.., euro 15.

 

Tre in tutto

14 Set

Sulla copertina di questo albo si incrociano gli sguardi: c’è una donna vestita di nero al centro che guarda avanti e altre due che guardano i bambini tra di loro. Si tengono per mano questi protagonisti, a dire l’unità oltre la distanza, il legame di affetto anche quando non è di sangue, il filo che rimane per tutta la vita come quando si è fatto un importante tratto di cammino insieme, non importa se lungo o corto. Uno dei ragazzini però si volta verso il lettore, quasi a chiedergli se non abbia voglia di scoprire questa storia.

Un invito allora, questo albo, a scoprire una storia vera, nel caso in cui non la conosceste già: quella dei circa settanta mila bambini che tra il 1945 e il ’52 partirono dalla Ciociaria, da Roma, dalla Campania e dalla Puglia verso il Nord Italia e furono ospitati da donne e famiglie che li nutrirono, li sfamarono e offrirono loro una possibilità di riparo e rinforzo dopo i danni delle guerra.

Scoprirono al Nord la loro povertà, facendo confronti e scoprendo cose che non conoscevano. Partirono su treni e videro tanto mare e poi la neve che credevano essere ricotta e il viaggio pareva non finire mai. Quando finì, c’era ad esempio l’Emilia Romagna, come nel caso dei due fratelli protagonisti del libro, l’angoscia di essere separati e la sorpresa di ritrovarsi a vivere a pochi metri, ospiti delle famiglie di due sorelle. Il testo di Davide Calì – essenziale e lirico il giusto, come in Mio padre il grande pirata – si accompagna alle illustrazioni di Isabella Labate che ancora una volta, grazie alle sfumature della grafite qui virata in seppia come a sfogliare un vecchio album fotografico, riesce calare il lettore a spettatore di quel che accadde nel quotidiano. Ci sono i volti, quelli che sorridono bonari guardando i nuovi arrivati, quelli spaventati dei bambini che non vogliono fare il bagno per paura dei comunisti che dei piccini fan sapone come  minacciava il parroco dall’altare prima della partenza, quelli beati al sapore di un nuovo cibo. Ci sono le mani,che prendono misure per gli abiti, chiudono i tortelli, incidono il pane. E ci sono i treni, chiamati “della felicità” che all’inizio portavano via i bambini dalla loro terra e alla fine li riportano, triste per quello che lasciano. La felicità se ne sta lì, nel gesto dell’accogliere, nell’idea di creare un legame tra terre lontane, nel riconoscere adulti la fortuna che si ha avuto.

Se volete saperne ancora di quel progetto del dopoguerra voluto dall’Unione Donne Italiane e dal Comitato per la salvezza dei bambini del partito Comunista, potete guardare Pasta nera, documentario di Alessandro Piva presentato a Venezia nel 2011, oppure Gli occhi più azzurri, altro film documentario di Simona Cappiello e Manolo Turri Dall’Orto con le animazioni di Marino Guarnieri (2018): a questo si accompagna un libro edito da La città del Sole che raccoglie le testimonianze, i documenti dell’Archivio UDI, gli articoli dei giornali dell’epoca.

Poi, se la graficte di Labate vi ha incantato, andatevi a riprendere il suo Lungo il cammino (Orecchio Acerbo, 2015) e perdetevi in quela storia lì.

Davide Calì – ill. Isabella Labate, Tre in tutto, Orecchio Acerbo 2018, 36 p., euro 15

Il venditore di felicità

9 Giu

Tornano insieme le quattro mani di Davide Calì e Marco Somà per le edizioni Kite; a differenza dei precedenti – La regina delle rane e Il richiamo della palude –  questa volta il testo è più breve, ma inteso e parla ancora una volta di cosa mica da poco: la felicità. La vende e la consegna a domicilio il signor Piccione, dotato di un furgoncino scoppiettante e di uno zaino razzo per raggiungere più facilmente i suoi clienti. Somà ha infatti immaginato una galleria di ritratti di uccelli e un villaggio di case sospese ai rami degli alberi di una foresta. Ecco allora affacciarsi cinciallegre, fagiani, upupe, luì, storni e via così. C’è chi ne compra in quantità, chi in formato famiglia, chi può permettersi solo un piccolo barattolo, chi non ne vuole, chi finge che per principio sia un articolo che non interessa per poi correre a comprarne su internet. Finché un barattolo cade dal furgone, rotola ai piedi del signor Topo e svela il contenuto e l’inghippo: la felicità si annida già nelle case e nelle vite apparse tra le pagine, nelle pieghe del quotidiano, nelle piccole cose come si dice.

La felicità del lettore di questo albo sta nei particolari piccini e minuti che ancora una volta, come suo solito, Somà inserisce nei suoi disegni, nel mondo animale a cui dà vita, in questo caso con una ricerca architettonica che mette in fila stili diversi, ispirazioni liberty, decori alpini, virtuosismi a piani sovrapposti o in funivia!

Davide Calì e Marco Somà, Il venditore di felicità, Kite 2018, 36 p., euro 18

Il richiamo della palude

29 Nov

richiamo-della-paludeBoris viene ritrovato vicino alla palude da un uomo e una donna che, non potendo avere figli, lo adottano e lo crescono, senza badare alle branchie, all’aspetto , alle differenze che ci possono essere. Boris cresce, impara cose, vive avventure e poi un giorno sente nostalgia; il vento porta un odore salmastro che sa di conosciuto e l’odore suscita domande: come sarebbe stato rimanere nella palude? Perché non lo hanno lasciato lì. Allora Boris parte seguendo la traccia profumata, fino a immergersi nella palude e a ridere insieme a chi gli somiglia, nell’aspetto fisico e nelle cose che piacciono. Questa è la sua famiglia? Oppure è quella in cui è cresciuto, di cui pian piano comincia a sentire mancanza?

Quanta somiglianza ci deve essere con le persone per voler loro bene? Quanto bene sta nel somigliarsi e quanto invece nell’amore incondizionato, che non chiede, che non fa paragoni, che supporta sussurrando felicità per la tua felicità?

Un testo che parla del voler bene, del senso di casa e di famiglia, del sentirsi davvero se stessi, delle legittime domande che ciascuno di noi affronta mentre cresce. Un albo in cui le immagini di Marco Somà, ricche come sempre di particolari, sfumature ed evocazioni, contribuiscono alla poesia, disegnando un mondo dove possiamo veder sotto la linea dell’acqua; un paesaggio autunnale di vento, foglie che volano e cieli lividi, dove i sussurri di speranza aiutano a far crescere radici: quelle salde del riconoscersi se stessi, di trovare propria forma e proprio posto; le radici di ognuno di noi, ben piantate nella certezza che c’è chi ci vede come siamo davvero e che di noi, di noi veri, è fiero.

Il sito di Davide Calì. Il blog di Marco Somà.

Davide Calì & Marco Somà, Il richiamo della palude, Kite 2016, 32 p., euro 16

La rapina del secolo

4 Lug

rapina del secoloRacconto breve, ideale per i lettori alle prime armi, ma anche per essere letto insieme ad alta voce: il protagonista Luigino racconta in prima persona l’avventura coi due compari, il Furbo e Carlone, uno tutto cervello e niente sforzo, l’altro sempre pronto a mettere qualcosa sotto i denti. La loro è una banda di ladri, ma mica qualsiasi: si infilano nei tombini, buttano giù muri a martellate, camminano nelle fogne, si rimpinzano di cannoli. E non indovinerete mai cosa contiene quella strana cassaforte che si apre in cinque minuti.

Biancoenero Edizioni inaugura così la nuova collana Minizoom che si propone di pubblicare testi brevi, accompagnati da illustrazioni, adatti a chi ha da poco imparato a leggere, che ovviamente font ad alta leggibilità. Il progetto si avvale della collaborazione del centro CRC- Balbuzie, divisione apprendimento di Roma che ha superivisionato dando suggerimenti su come eliminare le difficoltà di lettura. Accanto a questa, un’altra storia sempre di Davide Calì, omaggio al mondo del fumetto: La casa di riposo dei supereroi (sempre 48 p., euro 8) che accoglie Capitan Ametista, Vipera, Tritone, Testa di Ferro e altri ala soglia della vecchiaia. Vecchi sì, ma mica meno eroi….

Davide Calì, La rapina del secolo, Biancoenero, 48 p., euro 8

Biancaneve e i 77 nani

30 Mar

biancaneve e i 77 naniLa collana Sottosopra di EDT Giralangolo, di cui abbiamo parlato in più occasioni (qui e qui, tanto per dirne due) si arricchisce – da domani in libreria – di un nuovo titolo che ancora una volta punta a far riflettere sulle differenze di genere e a mettere sotto i riflettori, come appunto si propongono i diversi titoli già usciti, gli stereotipi a cui molti si adeguano. In questo caso, come già in altre uscite della medesima collana, il pregio è quello di suscitare la riflessione raccontando una buona storia, senza bisogno di sottolineature e forzature.

La rivisitazione della fiaba di Biancaneve aggiunge un 7 al numero dei nani, facendoli diventare non quattordici come potreste pensare, ma addirittura 77 in un tripudio di colori che li vestono delle diverse sfumature dal giallo all’arancione al rosso, e poi i toni del rosa, del viola, i blu, gli azzurri e i verdi. Eccoli, ciascuno con un buffo nome diverso, con una diversa preferenza in fatto di cibo e pure di storie della buonanotte. Ecco 77 barbe da spazzolare, 77 berretti da lavare, 77 cestini del pranzo da preparare. ma i nani sono anche esigenti, impazienti e … nullafacenti: Biancaneve, fuggita dalla strega, piomba in un altro incubo dove passa dai preparativi per la  colazione a quelli per la cena senza sosta e senza nessuno che le dia una mano a lavare i piatti. Perde progressivamente lo smalto, le vengono le occhiaie e all’ennesimo rifiuto di dare una mano, decide di averne abbastanza: meglio una mela con annesso sonno, o forse pure due.

L’ironia accompagnata dalla forza viva dei colori utilizzati da Raphaëlle Barbanègre non toglie nulla alla forza della narrazione, anzi consolida e  fa sentire, anche graficamente, il salire del colmo della pazienza e della sopportazione di Biancaneve.

Il sito dell’autore. Il sito dell’illustratrice e il suo blog.

Una chiacchierata di Morena Forza con Davide Calì, a proposito di libri per ragazzi e censure diverse, in cui si parla anche di adattamenti e richieste di editori e di questo libro nelle sue diverse edizioni in francese e in inglese.

Davide Calì – Raphaëlle Barbanègre, Biancaneve e i 77 nani, EDT Giralangolo 2016, 36 p., euro 13,50

La scimmia

21 Ott

scimmiaBruno è una scimmia, vive allo zoo e a furia di guardare le persone che lo guardano comincia ad interessarsi ai loro vestiti, a pensare che vorrebbe essere una persona, mangiare nei ristoranti, guidare l’auto. Piano piano comincia a capire la loro lingua e a riprodurla e poi prova a fischiare con una foglia, come ha visto fare ad un bambino. Bruno riflette (che è come pensare, ma forte ed è bello): se gli uomini prima erano scimmie, forse anche lui ha una possibilità. Bruno finisce al telegiornale, fenomeno di scimmia che fischia, e gli uomini se lo portano via: impara a suonare il sax, mette le scarpe e indossa i vestiti. Fa il gioco riflesso nelle illustrazioni del frontespizio: una scimmia dal pelo bianco che quasi sparisce, quasi si annulla dentro e dietro agli abiti, ai cappelli, alle cravatte, tentando di essere umano. Ma non lo sarà mai e questa certezza accompagna peraltro la consapevolezza di non essere solo una scimmia. Bruno è Bruno, e non è solo.

Un albo sulla ricerca della propria identità, sul senso di solitudine che si prova quando ci si dimentica che qualcuno come te c’è. Un albo da inserire nelle bibliografie degli illustrati da utilizzare anche con i lettori più grandi. Un albo le cui illustrazioni lasciano incanto, dando materia alle espressioni dei corpi e dei sentimenti, alle stoffe, ai panneggi, persino alle note musicali. Un albo su cui on line, nelle scorse settimane, tanto abbiamo visto scritto, polemizzato, sbrodolato: ci piace però guardarlo e pensare a queste storie, a queste pagine, nel modo in cui il lettore le prende in mano. Come la storia di Bruno che cerca sé stesso e che trova la definizione perfetta di sé, l’unica possibile, quella essenziale. Cosa che manca a molte persone, che devono per forza definirsi con la loro professione, il loro ruolo sociale, la loro posizione nel mondo. E non come se stesse.

Il sito di Gianluca Folì e il sito di Davide Calì.

Davide Calì – Gianluca Folì, La scimmia, Zoolibri 2013, 40 p., euro 20

Mio padre il grande pirata

10 Lug

Padre_pirata

Il padre del protagonista, che narra in prima persona, è un pirata: per questo vive lontano e quando torna racconta storie di mare, di tesori, di compagni di ciurma e di avventura e di una nave chiamata Speranza “come la speranza di tornare a casa”. Il protagonista raccoglie regali, ricordi, tracce di viaggi su una mappa e le immagini del tatuato col suo pappagallo Centesimo, del Barbuto, di Figaro, Libeccio e tutti gli altri. Finché tocca a lui partire insieme alla mamma e sognare la nave e il porto: ma non c’è mare quando scendono dal treno; c’è la pioggia di un paese che si chiama Belgio dove il padre lavora in miniera e dove ha appena rischiato la vita in un crollo che ha provocato la morte di molti compagni.

In una stanza d’ospedale dove se lo aspetta morto, il bambino ritrova vivo un padre che non conosce, che vive nelle baracche di legno, che torna per sempre al paese per raccontargli di aver desiderato e sognato di essere marinaio. Poi un giorno un nuovo viaggio per salutare la “nave” che finisce la sua attività, un incontro di uomini invecchiati tornati là dove hanno coltivato la speranza di tornare nel posto in cui erano nati e partiti senza averne manco un grammo. I loro volti ossuti e spigolosi, i loro occhi persi lontano in ricordi e pensieri a compagni perduti portano dentro le storie di emigrazione, i sogni segreti, le speranze che le hanno supportate.

A proposito di storie di miniera e emigrazione italiana, recuperate in biblioteca “Morte di un cane” di Gudule, pubblicato nel 1994 dalla E.Elle nella collana Ex Libris.

Il sito di Davide Calì. Il sito di Maurizio Quarello.

Davide Calì – illustrazioni di Maurizio A.C. Quarello, Mio padre il grande pirata, Orecchio Acerbo 2013, 48 p., euro 16

Signor Alce

29 Feb

Era solo il secondo sabato di settembre ma l’aria si era già rinfrescata e Signor Alce pensò che era il momento buono per fare il cambio del guardaroba.

Signor Alce abita in un villaggio tra i monti, si scalda con la legna, è disordinato il giusto e ha una borsa dell’acqua calda di colore rosso. Il rosso è il suo colore preferito, adora lo strudel, la cioccolata calda in inverno e la limonata d’estate. Non ama i negozi di abbigliamento e finisce sempre per comprarsi dei vestiti identici a quelli consumati, fa una deliziosa zuppa di cipolle e passa volentieri la serata davanti al camino in compagnia di un buon libro. Quando scopre che  Bruno il carpentiere, che vive isolato in una baita sul monte, si è rotto una gamba, decide di andargli a portare un po’ di spesa e poi torna col giornale, con le provviste, per fare due chiacchiere, per giocare a scacchi. Sul filo dei giorni d”autunno, Signor Alce scopre la bellezza di avere un amico, qualcuno con cui condividere le sue lente giornate, senza bisogno di una scusa.

Un albo per perdersi nei particolari delle illustrazione (mi fan venire in mente i particolari che Nordqvist semina qua e là nella casa di Petterson): tra le stoffe diverse dei cuscini, le fotografie alle pareti, gli utensili in cucina, l’armadio sottosopra. Un libro dove Bruno stira e Signor Alce cucina la zuppa, dove ci sono il caldo del fuoco nel camino e dell’amicizia, le montagne blu e frescoline dell’autunno che avanza, l’ultimo tepore del sole dietro ai vetri.

Qui il blog dell’illustratrice. Qui il sito dell’autore.

Davide Calì – Sara Welponer, Signor Alce, Emme 2012, 32 p., euro 13,90