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Una vita da somaro

20 Ago

somaro

Il nonno di Bruno lavora insieme ai taglialegna che sfoltiscono gli alberi per far respirare il bosco; il suo mulo Giardino trasporta i tronchi e, passando, smuove la terra per far ricrescere il sottobosco. Giardino è forte, bello, segue il nonno con gli occhi e pare che si intendano a meraviglia. Fino al giorno in cui il nonno deve lasciare quel lavoro perché il suo cuore è stanco e a Giardino viene trovata una nuova occupazione:  trasporterà i libri della biblioteca fino a scuola e sarà impegnato anche nella pet terapy, intendendosela con un bambino di poche parole e lunghi sguardi.

La storia è raccontata da Bruno, con le intersezioni della voce di Giardino in colore diverso.

La biblioteca ambulante a dorso di mulo ci ricorda il biblioburro di Luis Soriano in Colombia, ma anche il progetto Biblioasino a Milano.

Con appendice finale in cui si parla di muli, somari e bardotti, ma anche di somari in biblioteca, sui francobolli, nelle fiabe.

Il sito di Flavia Sorrentino e il suo blog.

Daniela Valente – ill. di Flavia Sorrentino, Una vita da somaro, Coccole Books 2013, 67 p., euro 10,90

Mamma farfalla

17 Mar

Ci sono storie davanti alle quali si fa fatica a dire cosa ne pensi; è un po’ come quando sei colma di gioia o di stupore o di bellezza e non la puoi dire, ma ti esce dagli occhi, tanta ce n’è. Non posso farvi vedere i miei occhi in questo momento, ma sono sicura che l’effetto è più o meno quello: mi pizzica addosso una gran voglia di dire “Leggi” oppure di non dir nulla, ma di lasciare semplicemente il libro sul tavolo dela cucina in modo che vedendolo vi venga voglia di aprirlo. Ecco, facciamo così: questo post è un po’ come il libro lasciato sul tavolo, tra una tazza e un cucchiaino. Vi dovete sedere e poi sentirlo, annusarlo, assaggiarlo, assaporarlo, girarlo in bocca per sentirne il gusto, pescare tra i ricordi. Perché in questo libro, sospeso tra Calabria e Sicilia, tra il quotidiano della protagonista di otto anni e l’imprevisto nella sua vita, ci sono i sassolini o l’erba sotto i piedi scalzi, il tuppu ordinato della nonna, le risate dei giochi coi cugini, le donne che raccolgono le nocciole, i calcoli che il nonno fa a matita sul muro, il legno giusto per intrecciare cestini, nomignoli e vezzeggiativi, tasche piene di caramelle mou, gelsomini, gigli, pervinche. C’è una bambina di otto che cresce, un po’ maschiaccio, con le ginocchia piene di lividi e le farfalle nella pancia quando vede Danilo a scuola. C’è la sua mamma, che si taglia i capelli corti corti prima che cadano a causa delle cure che deve fare. C’è il tempo di un’estate – l’adorata estate dai nonni in campagna – in cui la mamma però è lontana. E c’è il tempo dell’inverno, il tempo che passa, le bambine che crescono, la scuola che va avanti, i bruchi che dormono nel bozzolo (i bruchi-pensieri e i bruchi-mamma) e c’è la primavera, piena di farfalle.

Delicata come ali di farfalla è anche questa storia, accompagnata dalle immagini di Marcella Brancaforte.

Daniela Valente – ill. di Marcella Brancaforte, Mamma Farfalla, Coccole e Caccole 2012, 57 p., euro 12,90