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Sotto il cielo di Buenos Aires

24 Apr

Più riguardo a Sotto il cielo di Buenos Aires

Un romanzo che mescola nella storia di Ines due temi importanti dal punto di vista storico: l’emigrazione italian (in questo caso dall’Abruzzo) verso il Sud America e il dramma dei desaparecidos durante la dittatura argentina e dei bambini cresciuti nelle famiglie dei militari e rintracciati dalle nonne di Plaza de Mayo.

Il piano narrativo procede su quattro  tempi diversi: il 1952, dove Ines e i suoi genitori aspettano “la chiamata” da parte dei cugini già emigrati in Argentina e la ragazzina si trova in biblico tra le speranze di realizzare i suoi sogni nel nuovo continente e la nostalgia di quel che lascia; il 1978, a Buenos Aires, dove Ines è madre e nonna e vive il dramma del rapimento e della scomparsa della figlia, del genero e di due dei tre nipotini; il 1992 sempre nella città argentina dove la donna ritrova i nipoti che vivono in maniera differente la scoperta della verità sul proprio passato; infine Madrid ai giorni nostri dove una nuova Ines, una ragazzina in ricerca, vìola la consegna materna e scopre grazie a una lettera cosa si nasconde nella storia della sua famiglia, abbracciando la prima Ines che il lettore ha conosciuto, ormai novantenne e rientrata in Italia.

Il blog dell’autrice. La copertina del libro è di Olaf Hajek.

Daniela Palumbo, Sotto il cielo di Buenos Aires, Mondadori 2013, 249 p., euro 15

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Le valigie di Auschwitz

18 Feb

More about Le valigie di AuschwitzQuando ho aperto questo libro, ho pensato alle mie vacanze di Pasqua in Austria quando facevo terza elementare e i miei genitori mi portarono a Mauthausen, e poi a quando ho camminato ad Auschwitz. Credo siano domande comuni quando si passa in un campo di concentramento quelle di chiedersi a chi appartenessero quelle valigie, quei capelli, quegli occhiali, quelle scarpe. Daniela Palumbo prova a dare una risposta immaginando le storie che potevano esserci dietro quattro valigie, dando un volto, una voce, una vita a quattro ragazzini che abitavano in Paesi diversi (l’Italia, la Germania, la Francia, la Polonia) e che hanno incrociato, pur con esiti diversi, la furia nazista. Quattro storie per dirci la vita normale, i colori, il calore, la famiglia, la scuola, e poi il mondo mandato a rovescio di chi fu in quegli anni bambino ebreo. In poche pagine tanti spunti: chi scappò, chi denunciò, chi protesse, chi fece finta di non vedere, chi fu eliminato perché nato diverso. Tra le tante figure che appaiono tra le pagine, ci piace citare il maestro di Carlo, Francesco Sarfatti,  sostituito improvvisamente e sparito dalla scuola, uno che non aveva mai bisogno di urlare con i suoi studenti, perché quando spiegava qualcosa ci metteva sempre una storia dentro.

Questo libro ha vinto il Premio Il Battello a Vapore 2010.

Daniela Palumbo, Le valigie di Auschwitz, Piemme junior 2011, 193 p., euro 11.