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Un libro sulle balene

25 Mag

un-libro-sulle-baleneUltimamente l’editoria è ricca di albi con le balene (quelli già tradotti, uno su tutti La balena nella tempesta, e quelli che vorremmo presto in italiano, come Barriga da baleia) per cui festeggiamo l’arrivo di un libro che racconta le balene ai giovani appassionati, dando informazioni di ogni tipo e incuriosendo per la ricerca di altre informazioni. E festeggiamo ancora di più perché questo libro ha un notevole significato anche dal punto di vista grafico (e di eleganza, nel suo grigio e blu) e ci piace l’andamento coinvolgente che ha, rivolgendosi direttamente a chi sta leggendo come fosse un interlocutore diretto, vis-à-vis.

Si parla delle balene, dei loro antenati, di dove vivono e di cosa mangiano. Si indaga sul lor stomaco, sul loro “naso”, sul loro soffio, sul loro linguaggio. Si dà un po’ di nomenclatura: spyhopping, breaching, logging, lobtailing. Si dice di ospiti, di dimensioni e anche di come l’uomo si comporti con loro (caccia alla balena, ma anche whale watching). Poi la sezione “una per volta”, una scheda in doppia pagina per ogni tipologia di balena.

Il libro è la tesi dell’illustratore Andrea Antinori all’ISIA di Urbino e, come molti altri libri editi da Corraini, ne è disponibile anche la versione in inglese.

Andrea Antinori, Un libro sulle balene, Corraini 2016, 64 p., euro 16

Distruggi questo diario (dove vuoi)

4 Mar

distruggi questo diario

Quando si decide di seguire le istruzioni di Keri Smith si è pronti ad essere creativi, a mettersi in gioco (mani, tempo e immaginazione), a farsi un po’ dissacranti come in questo caso. Dopo aver invitato infatti i lettori a esplorare il mondo intorno e a documentare le proprie scoperte e le proprie osservazioni, dopo averli sfidati a trovare nuove prospettive e punti di vista e ad addestrarsi alla ricerca come veri investigatori, dopo aver dato il via libera a quello che molti considerano “disordine”, ecco una serie di suggerimenti per distruggere il volume che tenete in mano.

Pensate a Munari oppure date semplice sfogo alla vostra creatività; approfittate di un momento pesante e trovate una valvola di sfogo; divertitevi da soli o in compagnia: trascinate il libro come fosse un cane al guinzaglio, lasciatelo alla pioggia o sotto la neve, strofinateci sopra un po’ di terra, lanciatelo dall’alto. Alcuni suggerimenti suonano particolarmente evocativi e coinvolgenti: tipo “trasforma questa pagina in un compost” oppure “infondi un odore a scelta in questa pagina”: insomma, ti senti felicemente pieno di super poteri. Solo quando ti viene chiesto di provare a chiedere un timbro all’ufficio postale… ecco, forse anche i super poteri potrebbero scemare in certi uffici italiani. Ma ci si può sempre rifare con la sfida “trova il modo di indossare questo libro”: divertente, no? Ecco, magari indossatelo e poi andate in posta a farvi timbrare il lobo di un orecchio 😉

Tutti i libri/taccuini d Keri Smith sono editi da Corraini e sono ovviamente adatti a tutte le età!

Il sito di Keri Smith e il suo blog.

Keri Smith, Distruggi questo diario (dove vuoi) (trad. di Francesca Cantinotti), Corraini 2015, 144 p., euro 12

I nostri anni ’70

6 Giu

i_nostri_anni_70

Con questa recensione, accogliamo la nuova collaborazione al blog di Ilaria Colasanti.

Il manuale che presentiamo è stato pubblicato in concomitanza della mostra Anni ’70. Arte a Roma, in corso fino al 20 luglio al Palazzo delle Esposizioni. In quest’occasione sono stati esposti al pubblico i libri d’arte destinati ai ragazzi che la Biblioteca del Palazzo delle Esposizioni conserva in uno scaffale dedicato, presentati in abbinamento ad un’accurata ricerca bibliografica.
Questo saggio fornisce molti spunti di riflessione e molti contributi relativi al decennio che forse, più di altri, ha contributo a svecchiare la nostra cultura e a darle uno slancio internazionale. Per il picture book sono anni fecondi proprio in virtù del fatto che il bambino “apprendista lettore perde lo statuto di minore per acquisire pari dignità del lettore adulto”.
La cifra stilistica e contenutistica del cambiamento vede la pubblicazione, per volontà di Rosellina Archinto nel catalogo Emme, di “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni e “Nel paese dei mostri selvaggi” di Maurice Sendak. Siamo nel 1969: da questa data in avanti si susseguiranno esperienze editoriali di grande rilievo e pubblicazioni di libri poi divenuti classici della letteratura per l’infanzia. Nel 1972 Antonio Faeti pubblica presso Einaudi il saggio “Guardare le figure”, un’indagine critica fino allora mai tentata sul ruolo dell’illustrazione e dei “figurinai” attivi nel nostro Paese tra Otto e Novecento. L’illustrazione, storicamente definita e valorizzata del punto di vista tecnico-artistico, smette di essere “ancella” delle parole e può finalmente comunicare con un linguaggio proprio.
Moltissimi i contributi presenti nel libro. Da quelli in prima persona di David Macaulay (architetto, autore de “La città romana”, Nuove Edizioni Romane, 1978) e di Roberto Piumini (che racconta la nascita della sua ispirazione e dell’incontro con Gabriella Armando, suo primo editore) ai contributi critici divisi in sezioni:
Artisti ed editori per apprendisti lettori. Qui possiamo leggere l’intervento di Paola Vassalli Pagine rivoluzionarie (che ripercorre cronologicamente il percorso degli albi illustrati negli anni Settanta); l’intervista di Marcella Terrusi a Rosellina Archinto; il saggio di Laura Scarlata dedicato a Pinin Carpi e al suo lavoro di divulgatore artistico per i bambini.
L’arte è una necessità umana contiene il saggio di Orietta Fatucci dedicato al lavoro della casa editrice EL, il saggio di Elena Fierli Dalla parte delle bambine che indaga la reazione del mondo dell’editoria al saggio di Elena Gianini Belotti (1973), i contributi autobiografici di Loredana Farina (La Coccinella Edizioni) e di Gabriella Armando (Nuove Edizioni Romane). Seguono poi i ritratti dedicati alle Edizioni Quadragono Libri e Fatatrac.
I sentieri della creatività si occupa di delineare i personaggi, poi icone, Valentina Mela Verde, Pimpa, i Barbapapà; altri contributi si concentrano sulla fondamentale opera di Bruno Munari (a cura di Giulia Franchi), sul teatro di Emanuela Luzzati (Silvana Sola), sulla poesia di Toti Scialoja (Francesca Romana Mastroianni).
– Infine, la sezione Uno scaffale pedagogico sulla linea del tempo si occupa di indagare le opere che, a livello teorico, costituiscono ancora oggi contributi fondamentali in ambito critico e pedagogico (“Il paese sbagliato” di Mario Lodi, “Il Mondo incantato” di Bruno Bettelheim, per citarne solo alcuni). Viene infine tratteggiata la figura di Maria Luisa Bigiaretti, maestra militante, amica di Gianni Rodari, che ha sperimentato un modo nuovo di insegnare con i bambini delle scuole di borgata.
Come si vede, il libro non è un semplice catalogo. Moltissimi sono gli spunti di riflessione e molto ben raccontato è il clima di quegli anni, non solo attraverso l’appendice cronologica che chiude il volume ma per i racconti in prima persona dei protagonisti di allora. Un volume interessante, imprescindibile per gli addetti ai lavori. Di altissimo livello il progetto grafico, dalla copertina ai contenuti interni, dalla carta alla fattura complessiva.

I nostri anni ’70. Libri per ragazzi in Italia, a cura di Silvana Sola e Paola Vassalli, Corraini 2014, 144 p., euro 24

 

Henri va a Parigi

27 Set

Evitate di leggere la quarta di copertina e di perdere la vista sui caratteri bianchi stampati su fondo ruvido e andate direttamente al testo, pubblicato per la prima volta nel 1962, frutto della collaborazione tra Saul Bass, uno dei più famosi grafici americani, filmaker di successo che fece diventare arte le sequenze introduttive dei film di Wilder, Hitchcock e Kubrick (qui le sequenze e qui le locandine da lui realizzate; qui i suoi loghi tra cui uno che abbiamo sul naso quasi quotidianamente!) e Leonore Klein, bibliotecaria e autrice di libri per ragazzi.

Henri abita a Reboul, in una piccola casa bianca coi fiori sul davanzale e sogna Parigi. Perché Parigi è accogliente, bellissima, meravigliosa, adorabile; perché Parigi è sole, è pioggia, è un buon profumo, è primavera, è tanta gente. E anche tanti bus, mentre a Reboul ce n’è uno solo e tanti alberi, non solo cinque come nel parco vicino a casa. Insomma, Henri non può aspettare un giorno di più: così con un po’ di formaggio, di pane e una carota parte alla volta della capitale, munito di foglio e matita per fare disegni da mostrare agli amici. Affamato e stanco si riposa lasciando la matita in direzione Parigi, pronta ad indicargli la strada al momento di rimettersi in cammino. Complice un uccellino curioso, Henri si sveglia, fa la strada a ritroso e comincia a stupirsi di come la grande città somigli a Reboul e di come ci si senta a casa.

Mentre Henry cammina verso la grande città sognata, il lettore cammina tra il grafismo essenziale e colorato di Bass in un mondo ad altezza Henry, dove la mamma e il papà sono gambe, dove gli alberi sono tronchi, dove il tanto riempie la pagina, dove il bosco (ma anche il gruppo dei bus) sa di tappezzeria perfetta per parete anni Sessanta sempre attuale davanti a cui costruire avventure fantastiche.

Henri va a Parigi, illustrato da Saul Bass – storia di Leonore Klein, Corradini 2012, 48 p., euro 19.

Bestiario pop-up

24 Ott

Carnevale di animali, dice la quarta di copertina. Carnevale di animali nei colori, nelle forme, nelle combinazioni diverse che è possibile ottenere mescolando gli elementi diversi, girando le porzioni di pagina, regalando code e penne a chi non ne ha mai avute. Carnevale di animali ancor di più perché questi animali sono tutti pop-up e ciò ne fa un’ulteriore festa per gli occhi. Gli animali di base del bestiario disegnato da Iris de Vericourt (specializzata in didattica visiva) sono una volpe, una scimmia, un gallo, un’aragosta, un orso e un camaleonte. Hanno code a ventaglio, pance muscolose, folte pellicce, pelli rugose. Il lettore può divertirsi a creare gli animali più strani e più bizzarri e magari cucire addosso agli anomali animali storie diverse, storie matte, storie bislacche. C’era una volte un orso dalla pelle rugosa in equilibrio sulle sue zampe magre… Meraviglia per gli occhi e per la fantasia!

Iris de Vericourt, Bestiario pop-up, Corraini 2011, 6 p. con inserti pop-up, euro 18.

Nella foresta del bradipo

13 Giu

More about Nella foresta del bradipoDa qualche tempo covo la bellezza di questo pop up, che arriva dopo il successo di Popville sempre per Corraini. Mi scopro a riprenderlo in mano di tanto in tanto, ad aprirlo quando ci passo davanti, a lasciarmi cullare dalla semplice bellezza degli inserti che si aprono a raccontare una storia di ecologia e di ambiente, di foreste e di possbilità. Nella foresta amazzonica tutto è verde e tutto è vita, il bradipo si dondola dolcemente sul suo albero e sonnecchia senza accorgersi del tempo che passa, delle ruspe che arrivano, degli alberi che diminuiscono poco a poco finché ne rimane uno soltanto. Finché arriva un uomo che sente la mancanza del vento che accarezza le foglie, del canto degli uccelli e comincia a seminare. Pian piano tutto torna: gli alberi, l’erba, gli uccelli, i serpenti. E anche il bradipo. E a far tutto questo, dice il libro al suo lettore, è un uomo come te.

Un libro stampato con inchiostri di soia nel rispetto dell’ambiente e su carta proveniente da foreste gestite in modo sostenibile.

Questo è il sito di Louis Rigaud; questo quello di Anouk Boisrobert: cercate le immagini realtive a Loulitu e lasciatevi rapire da questo progetto che la giovane artista ha realizzato come conclusione del suo corso di studi. Qui invece il blog di Anouk, ricco di spunti e di sorprese.

Anouk Boisrobert – Louis Rigaud – testo di Sophie Strady, Nella foresta del bradipo (trad. di Nicola Locatelli), Corraini 2011, 14 pagine pop up, euro 18

Tutto da me

9 Feb

More about Tutto da me. Ediz. italiana e inglese

Edito nel 1963, a cavallo tra realtà e immaginazione, tra fotografia e illustrazione, tra testo nero e tratto arancione, questo libro è stato uno dei primi per bambini ad inserire immagini fotografiche all’interno di una serie di illustrazioni.  La protagonista è Alison, la figlia dell’autore (che compare tra le pagine  come autista dell’autobus) che in modo buffo ci elenca  le cose che sa fare con i suoi cinque anni: farsi il letto, ascoltare sia la pioggia che suo padre che russa, nuotare nella vasca, fare una capriola, fare un sogno, urlare… e un giorno diventerà grande, tutto da sé!

Willian Wondriska, Tutto da me (trad. di Nicola Locatelli), Corraini 2010, 48 p., euro 16.

Una casa, la mia casa

12 Apr

Il 6 aprile scorso è stato un anno dal terremoto in Abruzzo. Noi ricordiamo la situazione ancora tragica e gli aspetti   di cui poco si parla attraverso un libro-poesia che Alessandro Sanna ha illustrato all’indomani di quel terremoto, dedicandolo a tutti i bambini del mondo che hanno perso la loro casa. Nell’albo Corraini c’è tutta la poesia del tratto di cui Sanna è capace, raccontando in sei lingue diverse e in quella universale dell’illustrazione. Sulla pagina di sinistra infatti una breve frase che ci dice cosa può essere una casa, a destra invece delle immagini giocate intorno alla silhouette di un’abitazione (quei semplici quattro tratti con cui si esemplifica una casa col tetto a punta) e alcune pagine finali dove il lettore può scrivere e disegnare lui stesso sulla scia di quanto c’è prima e delle proprie emozioni.

Non diciamo di più perché non è possibile dire scrivendo le sensazioni che si provano leggendo.

Alassandro Sanna, Una casa, la mia casa, Corraini 2009, 40 p., euro 10