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Una vita da somaro

20 Ago

somaro

Il nonno di Bruno lavora insieme ai taglialegna che sfoltiscono gli alberi per far respirare il bosco; il suo mulo Giardino trasporta i tronchi e, passando, smuove la terra per far ricrescere il sottobosco. Giardino è forte, bello, segue il nonno con gli occhi e pare che si intendano a meraviglia. Fino al giorno in cui il nonno deve lasciare quel lavoro perché il suo cuore è stanco e a Giardino viene trovata una nuova occupazione:  trasporterà i libri della biblioteca fino a scuola e sarà impegnato anche nella pet terapy, intendendosela con un bambino di poche parole e lunghi sguardi.

La storia è raccontata da Bruno, con le intersezioni della voce di Giardino in colore diverso.

La biblioteca ambulante a dorso di mulo ci ricorda il biblioburro di Luis Soriano in Colombia, ma anche il progetto Biblioasino a Milano.

Con appendice finale in cui si parla di muli, somari e bardotti, ma anche di somari in biblioteca, sui francobolli, nelle fiabe.

Il sito di Flavia Sorrentino e il suo blog.

Daniela Valente – ill. di Flavia Sorrentino, Una vita da somaro, Coccole Books 2013, 67 p., euro 10,90

L’ombra del lupo

13 Ago

“All’inizio degli anni Settanta del Novecento, il lupo in Italia era pressoché scomparso. Solo pochi branchi residui venivano segnalati tra la Sila e i Monti Sibillini. Sembrava che l’estinzione fosse ormai inevitabile. Poi il vento è cambiato” ci spiega Marco Albino Ferrari introducendo La via del lupo (Laterza, 2012), resoconto del suo viaggio per Alpi e Appennini sulle tracce del lupo. Di questi tempi, in cui in cronaca rimbalzano notizie di greggi attaccate dai lupi, proteste dei pastori e pensieri animalisti, noi bypassiamo ogni polemica e ci dedichiamo invece al fascino che questo animale ha e ha avuto nel tempo.

Lo facciamo con una storia in cui un gruppo di bambini comincia a interrogarsi dopo aver sentito di sfuggita che è stato visto un lupo sul sentiero sui monti dietro casa. Perché i lupi non sono solo nelle fiabe che conoscono, negli albi che hanno letto, nelle informazioni sull’enciclopedia o in esposizione in un angolo del Museo di storia naturale. Ci sono i lupi veri, di cui si possono seguire le tracce, per scoprire dove passano, cosa mangiano dove vivono, andando direttamente sul posto e cercando – come i piccoli protagonisti – impronte sui sentieri. Poi i lupi stanno nelle leggende e nelle tradizioni, come il vurzziddru, un sacchettino di peli di lupo portafortuna sui monti della Sila. Li puoi ascoltare ululare tra i boschi oppure li puoi vedere in… carnevale: sulle mie montagne occitane, il sabato di Carnevale si tiene una festa detta de Li Loups, dove un corteo di suonatori e uomini mascherati con le barboùires, cerca di acchiappare il lupo: solo così infatti la primavera potrà arrivare.

Nelle pagine finali del libro, il professor Ulisse dà ai giovani lettori una serie di informazioni sul lupo: curiosità, caratteristiche, tradizioni “lupesche”, spunti per approfondire e partire sulle tracce (di impronte e di storie).

Il sito e il blog di Anselmo Roveda. Il blog di Ilaria Guarducci. Se vi va di camminare sulle tracce del lupo, potete andare al Parco Naturale Regionale dell’Antola, al Parco Nazionale della Majella  oppure nel Parco Naturale delle Alpi Marittime dove c’è un Centro faunistico Uomini e lupi interamente dedicato a questo animale. Se volete fare festa a Carnevale, qualche notizia su Li Loups di Chianale.

Anselmo Roveda – illustrazioni di Ilaria Guarducci, L’ombra del lupo, Coccole e caccole 2012, 47 p., euro 10,90