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L’ombra del lupo

13 Ago

“All’inizio degli anni Settanta del Novecento, il lupo in Italia era pressoché scomparso. Solo pochi branchi residui venivano segnalati tra la Sila e i Monti Sibillini. Sembrava che l’estinzione fosse ormai inevitabile. Poi il vento è cambiato” ci spiega Marco Albino Ferrari introducendo La via del lupo (Laterza, 2012), resoconto del suo viaggio per Alpi e Appennini sulle tracce del lupo. Di questi tempi, in cui in cronaca rimbalzano notizie di greggi attaccate dai lupi, proteste dei pastori e pensieri animalisti, noi bypassiamo ogni polemica e ci dedichiamo invece al fascino che questo animale ha e ha avuto nel tempo.

Lo facciamo con una storia in cui un gruppo di bambini comincia a interrogarsi dopo aver sentito di sfuggita che è stato visto un lupo sul sentiero sui monti dietro casa. Perché i lupi non sono solo nelle fiabe che conoscono, negli albi che hanno letto, nelle informazioni sull’enciclopedia o in esposizione in un angolo del Museo di storia naturale. Ci sono i lupi veri, di cui si possono seguire le tracce, per scoprire dove passano, cosa mangiano dove vivono, andando direttamente sul posto e cercando – come i piccoli protagonisti – impronte sui sentieri. Poi i lupi stanno nelle leggende e nelle tradizioni, come il vurzziddru, un sacchettino di peli di lupo portafortuna sui monti della Sila. Li puoi ascoltare ululare tra i boschi oppure li puoi vedere in… carnevale: sulle mie montagne occitane, il sabato di Carnevale si tiene una festa detta de Li Loups, dove un corteo di suonatori e uomini mascherati con le barboùires, cerca di acchiappare il lupo: solo così infatti la primavera potrà arrivare.

Nelle pagine finali del libro, il professor Ulisse dà ai giovani lettori una serie di informazioni sul lupo: curiosità, caratteristiche, tradizioni “lupesche”, spunti per approfondire e partire sulle tracce (di impronte e di storie).

Il sito e il blog di Anselmo Roveda. Il blog di Ilaria Guarducci. Se vi va di camminare sulle tracce del lupo, potete andare al Parco Naturale Regionale dell’Antola, al Parco Nazionale della Majella  oppure nel Parco Naturale delle Alpi Marittime dove c’è un Centro faunistico Uomini e lupi interamente dedicato a questo animale. Se volete fare festa a Carnevale, qualche notizia su Li Loups di Chianale.

Anselmo Roveda – illustrazioni di Ilaria Guarducci, L’ombra del lupo, Coccole e caccole 2012, 47 p., euro 10,90

Mamma farfalla

17 Mar

Ci sono storie davanti alle quali si fa fatica a dire cosa ne pensi; è un po’ come quando sei colma di gioia o di stupore o di bellezza e non la puoi dire, ma ti esce dagli occhi, tanta ce n’è. Non posso farvi vedere i miei occhi in questo momento, ma sono sicura che l’effetto è più o meno quello: mi pizzica addosso una gran voglia di dire “Leggi” oppure di non dir nulla, ma di lasciare semplicemente il libro sul tavolo dela cucina in modo che vedendolo vi venga voglia di aprirlo. Ecco, facciamo così: questo post è un po’ come il libro lasciato sul tavolo, tra una tazza e un cucchiaino. Vi dovete sedere e poi sentirlo, annusarlo, assaggiarlo, assaporarlo, girarlo in bocca per sentirne il gusto, pescare tra i ricordi. Perché in questo libro, sospeso tra Calabria e Sicilia, tra il quotidiano della protagonista di otto anni e l’imprevisto nella sua vita, ci sono i sassolini o l’erba sotto i piedi scalzi, il tuppu ordinato della nonna, le risate dei giochi coi cugini, le donne che raccolgono le nocciole, i calcoli che il nonno fa a matita sul muro, il legno giusto per intrecciare cestini, nomignoli e vezzeggiativi, tasche piene di caramelle mou, gelsomini, gigli, pervinche. C’è una bambina di otto che cresce, un po’ maschiaccio, con le ginocchia piene di lividi e le farfalle nella pancia quando vede Danilo a scuola. C’è la sua mamma, che si taglia i capelli corti corti prima che cadano a causa delle cure che deve fare. C’è il tempo di un’estate – l’adorata estate dai nonni in campagna – in cui la mamma però è lontana. E c’è il tempo dell’inverno, il tempo che passa, le bambine che crescono, la scuola che va avanti, i bruchi che dormono nel bozzolo (i bruchi-pensieri e i bruchi-mamma) e c’è la primavera, piena di farfalle.

Delicata come ali di farfalla è anche questa storia, accompagnata dalle immagini di Marcella Brancaforte.

Daniela Valente – ill. di Marcella Brancaforte, Mamma Farfalla, Coccole e Caccole 2012, 57 p., euro 12,90

E vallo a spiegare a Nino

10 Giu

More about E vallo a spiegare a NinoNino Genovese ha nove anni, la pelle spessa di qualche cicatrice, di quelle fatte giocando in strada, e una zazzera di riccioli neri. Nino a giugno, quando finisce la scuola, è felice.

Felice perché in estate ottiene di salire qualche volta sul peschereccio di suo padre e partecipare alla pesca notturna. La mattina invece, quando c’è la scuola, fa la strada insieme ai suoi fratelli più grandi e guarda con curiosità una casa che ha le finestre tutte chiuse, sempre chiuse. Nino comincia a chiedersi chi ci abita, cosa succede, perché c’è sempre un’automobile parcheggiata nello stesso punto, con un uomo diverso sopra? E quando Nino scopre che in quella casa ci vive don Lucio e che pur chiamandolo don non è un prete, le domande si moltiplicano. Però le domande bisogna saperle fare alle persone giuste perché c’è chi glissa, chi prende tempo, chi cambia discorso. Sarà lo zio Salvatore a spiegargli che quell’uomo è colluso con la mafia e chi sono e che fanno i mafiosi. E Nino vedrà coi suoi occhi che la casa che incute paura può cambiare e diventare un colorato e affollato centro di aggregazione per i giovani grazie ai provvedimenti legati alla confisca dei beni alla mafia, nonostante ci sia chi continua a remare contro.

Tra il Guardare e non vedere e il Male non fare, paura non avere, una storia semplice che parla di mafia, con una lettera finale di Monsignor Bregantini, vescovo di Campobasso, che coraggiosamente si batte contro la ‘ndrangheta. Il testo è di Anselmo Roveda, le immagini di Gianni De Conno, e come sempre, anche per i due precedenti volumi di questa collana SMS di Coccole e Caccole, sono andata subito a cercarmi la pagina centrale che si apre per ragalare un’immagine grande e suggestiva dove Nino domanda davanti a un magnifico mare. Che l’immagine finale, invece, dove una ragazzina vestita di bianco innaffia un albero che sta fiorendo, ci ricordi l’importanza di presentare temi come l’antimafia, la lotta per la legalità anche ai ragazzi più piccoli. Con un pensiero a Libera e a tutto quel che fa.

Anselmo Roveda – ill. Gianni de Conno, E vallo a spiegare a Nino, Coccole e caccole 2011, 56 p., euro 13

In cortile

5 Dic

Una storia in rima per quei bambini pigroni che non si vogliono mai staccare dagli schermi di tv e videogiochi trascurando la sana vita di relazione e movimento, i cui genitori concedono troppo senza dare neanche il tempo di desiderare.

Pietro é fatto proprio così e, nonostante viva in una bellissima casa in riva al mare con tanto spazio per giocare che tanti bimbi di città gli invidierebbero, preferisce non mettere mai il naso fuori dalla sua stanza, arrivando a addormentarsi tristemente davanti alla tv accesa e non cullato dalle parole di una favola letta da mamma o papà.

E così

Viaggiava nel mondo col telecomando,

ma nel suo cortile, che stava accadendo?

In un crescendo di pirati, draghi, giganti, unicorni e persino alieni arriva il giorno del compleanno di Pietro e… un lieto fine con due ladri a sorpresa 🙂

Riccardo Francaviglia, Margherita Sgarlata, In cortile. Coccole e caccole, 2010, 36p., euro 12,90.

L’isola di Cicero

29 Ott

More about L' isola di Cicero– Quando leggo sono molto esigente: pretendo che quel libro mi porti via con sé. I libri sono roba strana, credimi, Cicero. Lì dentro dei tipi gridano a perdifiato da centinaia d’anni, versano una lava bollente nelle nostre orecchie, un fiume ardente di miraggi, desideri, abbagli. Ti raccontano le cose grandi e le cose piccole. – Ho appena finito di leggere questo libro che mi ha regalato la signora Palmina, un libro che è tutto un susseguirsi di fuochi d’artificio che, all’ultima pagina, ti lasciano nella notte più buia. Ma tu a quel punto ti senti ormai senza più la paura dell’oscurità, come se conoscessi i nomi delle stelle, e ti senti una solitudine che non è triste, ma molto affollata, piena di gente.

I libri ti raccontano le cose grandi e le cose piccole. In questo caso le mettono in fila, le cose grandi e quelle piccole, in un anno di vita di un ragazzo su un isola, nei giorni che passano pigri, in quelli che passano a scuola, negli amici, nell’amore per Zita, nella gente più o meno strana che c’è intorno, in quel che succede di bello e di brutto. Su un’isola l’aria è salmastra, imbevuta di vento di mare, come il carattere degli abitanti, come la vita: bella, disperata, salmastra.

– Mi vuoi bene? – le chiedo a bruciapelo, trattenendo il respiro. Intanto mi faccio più vicino, per non perdere neanche una sillaba della risposta. – Da una settimana e mezza – è la risposta.

Bellissime le illustrazioni di Paolo Domeniconi, specie la doppia pagina dove campeggia Zarina, che è… non vi diciamo chi è 🙂

Antonio Ferrara – ill. di Paolo Domeniconi, L’isola di Cicero, Edizioni Coccole e Caccole 2010, 71 p., euro 13.

Una partigiana di nome Tina

23 Apr

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L’odore dell’autunno è diverso da quello dell’estate. Quello dell’estate ti fa venire il sorriso per il profumo di erba e di frutta: è un odore caldo, quasi giallo, che arriva col rumore del volo degli insetti. Anche quello dell’autunno mi piace: è un odore azzurro come il cielo pulito.

Il 26 settembre sta a metà tra l’estate e l’autunno. Il 26 settembre 1944 Tina, diciassette anni, Istituto Magistrale, un’ora di bicicletta tutte le mattine per andare a scuola, quattro anni di guerra che cambiano tutti, scopre un odore che entra prepotente e cupo nella sua giornata: tutte le classi delle scuole di Bassano del Grappa vengono costrette dai fascisti ad assistere all’impiccagione dei partigiani  catturati, lungo il viale principale della città. Tra di loro c’è anche Francesco, il fratello maggiore della migliore amica di Tina, Jolanda. Le domande che prima le giovani si facevano l’un l’altra lungo il tragitto da casa a scuola ora vengono sussurrate ai grandi, per cercare non una risposta ma una reazione ala crudeltà dell’uomo contro altri uomini. Così Tina diventa Gabriella, staffetta della locale banda partigiana ed entra nella storia. Attraverso le parole di Anselmo Roveda e le illustrazioni d Sandro Natalini (che forse ci sarebbe piaciuto gustare in un formato che le valorizzasse ancora di più), la storia della scelta di vita di Tina Anselmi, a testimonianza della possibilità di resistere di ogni cittadino di fronte all’oppressione e all’ingiustizia. Il nostro libro per questi giorni di ricordo delle resistenza e della Liberazione.

Anselmo Roveda – ill. Sandro Natalini, Una partigiana di nome Tina, Coccole e Caccole 2010, 64 p., euro 13.