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Una casa sulle ruote

14 Set

Bello poter cominciare una nuova stagione di condivisione di lettura con un nuovo romanzo di Susin Nielsen che ha regalato negli anni ottimi titoli; il migliore resta sicuramente Lo sfigato che l’ha fatta conoscere ai lettori italiani e il protagonista di questa storia è sicuramente un po’ parente di Ambrose Bukowski. L’autrice ha la capacità di inserire nelle sue trame le difficoltà della vita quotidiana e tocca qui un argomento che è davvero contemporaneo: il protagonista e la sua mamma hanno visto in poco tempo peggiorare il proprio stato economico e sono passati da una casa di proprietà ad affitti vari fino a finire a vivere per alcuni mesi in un furgone. Felix ha ottenuto che la mamma scegliesse di parcheggiarlo in quartiere prossimo alla scuola che desidera frequentare per via di un programma intensivo di francese e dove incontra di nuovo anche il migliore amico che abbia mai avuto e che ha perso causa traslochi. Negli anni non ha più avuto un’amicizia simile, ha dovuto imparare a districarsi tra vari gradi di bugie, a nascondere la situazione per paura dei servizi sociali, ad arrangiarsi anche senza un bagno a disposizione o una cucina degna di questo nome. Felix e Astrid vivono dignitosamente, anche se è difficile, anche se a volte si ha fame o si è costretti a lavarsi nei bagni della scuola. Quando però la situazione precipita, Felix cerca di aggrapparsi alla sua ultima risorsa: vincere un quiz televisivo e ottenere l’ingente somma in premio.

Plauso all’autrice per scartare nel finale e renderlo felice sì, ma non semplice né banale.

Susin Nielsen, Una casa sulle ruote (trad. di Claudia Valentini), Il Castoro 2020, p. 240, euro 15,50

Come funziona la città

28 Dic

Cartonato resistente, ricco di informazioni, di alette da sollevare e di finestre da aprire, dedicato agli appassionati che svela come storicamente si siano sviluppati villaggi, paesi e città, per poi lasciare posto agli approfondimenti a doppia pagina dedicati a grattacieli, spazi verdi, municipi e servi vari, a quel che accade sottoterra, a come ci muove e a come saranno in futuro le città. C’è davvero tanto da scoprire, tra un ascensore e una fognatura, tra la caserma dei vigili del fuoco e la galleria della metro, tra orti verticali e musei. C’è anche la possibilità di vedere cosa succede in città di giorno e di notte, quando buona parte degli abitanti ma non certo tutti, dormono.

Questa tipologia di libri ha sempre i suoi appassionati che possono passare ore a osservare tutti i particolari della illustrazioni e a leggere ogni informazione presentata o nascosta sotto le varie alette; in questo caso poi si presenta robusto rispetto ad altre uscite editoriali simili, alette e finestrelle non sono troppo piccole e anche in biblioteca non si rischia di veder subito il libro strappato o con qualche pezzo in meno.

Il sito dell’autore, che – come dice lui stesso – è ossessionato dal re-immaginare e dal reinventare il mondo intorno a lui. E che probabilmente ama molto viaggiare. Del resto, da uno che porta nel suo nome Gulliver e qualche assonanza a James Cock, cosa potevamo aspettarci? 🙂 Godetevi anche il suo profilo Instagram e i suoi papillon…

James Gulliver Hancock, Come funziona la città (trad. di Claudia Valentini), Edt Lonely Planet Kids 2017, 24 p., euro 17,50

Gli ottimisti muoiono prima

14 Giu

Petula è una cinica pessimista con un solo credo: a pensar il peggio ci azzecchi sempre. Scontrosa e solitaria, paranoica al limite dell’assurdo, protettiva all’eccesso nei confronti anche dei genitori, la sedicenne sconta in questo modo il senso di colpa che porta dentro. È convinta infatti di aver causato la morte della sorellina, soffocata da un bottone che lei stessa aveva cucito su un costume fatto insieme alla sua migliore amica Rachel. Il dolore e la rabbia che ne è nata hanno fatto sì che rompesse i ponti con l’amico, coi compagni e si creasse una sorta di bolla protettiva da cui esce a scuola o nei casi in cui è obbligata, ad esempio nella partecipazione agli incontri di arteterapia insieme a un manipolo di singolari ragazzi. Finché arriva Jacob, che offre un altro punto di vista: la trova anticonformista e fatalista (diciamo che lui è un gran ottimista, in questo caso!). Jacob ha una mano artificiale, un incidente d’auto ha segnato la sua vita, non compare su nessun social, ha la passione per il cinema e vuole diventare un bravo regista. Sarà proprio un lavoro insieme a scuola a dare il via alla loro complicità, fatta di scontri, parole e silenzi, che coinvolgerà tutto il gruppo di arteterapia, ciascuno dei cui componenti svelerà pian piano se stesso.

Lo stile di Nielsen è sempre estremamente scorrevole, complice anche la traduzione ovvio, si legge speditamente e ti fa venir voglia che tanti altri romanzi abbraccino il lettore con la stessa facilità e con la stessa semplicità parlino della vita. Ancora una volta si ritrova il gioco letterario che l’autrice si diverte a fare anche nei suoi precedenti romanzi: tanti rimandi letterari e tante citazioni di libri, letti dai protagonisti oppure amati quando erano più piccoli, a cominciare da “Nel paese dei mostri selvaggi” fino a “Cime tempestose” che la fa da padrone. Le lettrici affezionate a Harriet apprezzeranno la sintesi che Petula fa di “Professione? Spia!”, recentemente ripubblicato da Mondadori: “Professione? Spia! è soltanto il miglior libro per ragazzi mai scritto nella storia. Louise Fitzhugh ha dato al mondo un genere di protagonista femminile completamente nuovo. Un tipo risoluto, saccente e a volte perfino cattivo”. Complice il padre di Petula e la sua sterminata collezione di vinili, a questo giro si aggiungono tante chicche musicali che il lettore potrà scoprire. E grazie a Jacob, una miriade di film da andare a vedere. Insomma, piatto ricco!

Il lavoro di gruppo che Petula e Jacob presentano in classe a proposito di “Cime tempestose” è un gattadattamento: alcune scene del romanzo vengono riadattate e girate mettendo in costume i gatti di casa. Il professore non apprezza (e fa veramente una pessima figura), ma i compagni, il preside e il popolo del web sì. Ah, se non amate i gatti, vi avvertiamo che questo libro ne è pieno, di felini e peli connessi. Vi potrebbero quindi dare qualche problema (di certo, cari adulti, molto più della narrazione della prima volta dei protagonisti, o altro, che invece ci sta proprio bene, detta così).

Il sito dell’autrice. Gli altri suoi libri pubblicati in Italia che abbiamo recensito: Lo sfigato, Stecco, Caro Geroge Clooney, puoi sposare la mamma?, Siamo tutti fatti di molecole. L’autrice sarà presente al Festival Mare di Libri a Rimini nei prossimi giorni. Sul sito dell’editore, Susin Nielsen in dieci risposte.

Susin Nielsen, Gli ottimisti muoiono prima (trad. di Claudia Valentini), Il Castoro 2017, 264 p., euro 15,50