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Champion

13 Set

Léon riprende in questo romanzo breve un elemento già presente in Reato di fuga: anche qui infatti c’è un incidente da cui si fugge, nello specifico un’auto potente guidata da un ragazzo senza patente che sfiora un coetaneo e cerca di rimuovere l’episodio. In questo libro però s’intrecciano le esistenze di sei ragazzi intorno alla scomparsa di Brandon, promessa dell’atletica.

Il punto di vista di ciascuno, il verbale della polizia e gli interrogatori ricostruiscono la vicenda che lascia un finale aperto sul protagonista. Il lettore incontra i ritratti di cinque adolescenti – amicizie, amori, tensioni con i genitori, modi di porsi rispetto ai coetanei – e di un ragazzo autistico poco più grande, per culminare nella vicenda personale di Brandon, dedito all’atletica per soddisfare la passione e i sogni di gioventù del padre e alle prese con la proposta dell’allenatore di doparsi.

Ancora una volta Léon utilizza le figure tracciate anche come pretesto per mettere in campo argomenti e tematiche diverse, lanciate sulla pagina come tante possibilità di riflessione, appigli per un possibile sviluppo lasciato al lettore.

La copertina è di Silvia Rocchi.

Christophe Léon, Champion (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2018, 124 p., euro 13,90.

Reato di fuga

12 Mag

reato-di-fugaNon si può non festeggiare la traduzione italiana di un altro romanzo di Christophe Léon che molti lettori avranno già apprezzato in GranPa’, storia densa e breve, spendibile anche con chi conta le pagine prima di prendere in prestito un libro 😉 Anche qui il tono è diretto, la prosa asciutta perché questo autore non spende parole più del necessario e quel necessario spesso è sottile e pungente come una freccia che rivela, nel suo colpire dritto nel segno, come quel di cui si parla possa corrispondere alla vita, alla realtà che qualcuno incontra.

Qui il racconto è fatto da due punti di vista, da un lato il quattordicenne Sébastien che narra in prima persona; dall’altro il diciassettenne Loïc che viene visto dall’esterno, da un occhio che gli dà del tu e che ne descrive i movimenti, le reazioni le giornate. A volte poi c’è un noi, quando i due ragazzi condividono una cena improvvisata, una fretta giornata di pesca in riva al fiume o una partita a domino intorno al letto d’ospedale della signora Marchadet. È la madre di Loïc, finita in ospedale dopo esser stata investita da un pirata della strada, aver passato parecchio tempo in coma ed ora, risvegliatasi, con la memoria alterata che confonde, cancella pezzi del passato, rimescola nomi. Alla guida dell’auto che l’ha investita c’era il padre di Sébastien e il ragazzo era al suo fianco, verso la casa di campagna dove trascorrono insieme il fine settimana. L’uomo ha inscenato un incidente, ha dato fuoco all’auto e ha fatto promettere al figlio di dimenticare tutto, comportandosi come se nulla fosse accaduto. Ma Sébastien cerca traccia on line dell’incidente, trova il numero di telefono di casa Marchadet e dà un volto a Loïc: i due si avvicinano, condividono le loro realtà, le loro situazioni familiari e quell’inizio di amicizia vede l’ombra del segreto allungarsi e poi assottigliarsi nel dubbio.

Come molti altri testi di Sinnos, anche in questo caso viene utilizzata una font ad alta leggibilità per venire incontro a chi ha problemi di lettura come la dislessia. La copertina è di Eleonora Antonioni.

Da questo romanzo è stato tratto un film per la tv francese dove Eric Cantona interpreta il padre del protagonista. Il sito dell’autore.

Christophe Léon, Reato di fuga (trad. di Federico Appel), Sinnos 2015, 153 p., euro 10,50

Granpa’

5 Giu

More about Granpa'Galoppammo su un sentiero di sabbia ed erba. L’aria mi frustava il viso. Ero stupidamente felice. Mi sembrava che la natura fosse stata creata solo per me. Le ramaglie che di tanto in tanto mi flagellavano il viso mi riattivavano la circolazione dando nuovo vigore alla mia felicità. La vita meritava decisamente di essere vissuta, qui, adesso e subito.

Siamo a giugno, ma io credo di aver trovato il mio libro dell’anno, un gioiellino tradotto dal francese nella collana Arcobaleni di Camelozampa dove si trovano libri per adolescenti: racconti sinceri e scomodi al punto giusto, racconti brevi, essenziali da leggere d’un fiato.

In questo racconto lungo la voce di John, sedici anni, ci porta dritto nel vortice della vicenda. Stiamo accanto a lui mentre passa al nonno gli attrezzi per sabotare i macchinari della compagnia petrolifera, galoppiamo sudando insieme a lui e guardiamo attraverso i suoi occhi l’avvicinarsi dello sceriffo col suo carico di notizie.

Da qualche mese John accompagna il nonno in atti notturni di sabotaggio nei confronti della Arizona Oil Company. Casualità, fortuna e un Winchester a tracolla come difesa, insieme alla volontà del nonno di difendere la sua proprietà e il paesaggio, di impegnarsi in una disobeddienza civile che ha radici profonde nella sua storia e nel suo rapporto con la terra, con la natura. Un nonno ottantenne bello della sincerità che solo chi crede in quello che fa sa avere, forte della certezza che la sfortuna è un problema che va preso per le corna e lanciato il più lontano possibile e che noi siamo solo una piccola parte di quel che ci circonda e che non siamo superiori a nulla se non siamo capaci di preservare quel che la natura ci offre. Un nonno un po’ mascalzone, un po’ burbero, con un certo senso dell’ironia.

Un racconto che parla della natura e del rispetto che esige, del modo di intendere la vita, ma anche di quando bisogna saper disubbidire a certe regole per rispettare quel che è giusto.

«Figliolo, devo dirti una cosa. Ma prima, vorrei che tu ti guardassi attorno con attenzione. Sì, così. Che tu osservassi gli alberi, gli animali e anche il più minuscolo degli insetti come se fossero parte della tua famiglia. Vorrei che tu mangiassi l’aria. Non accontentarti semplicemente di respirarla. Sentila che ti vibra nei polmoni, che ti nutre. E voglio che tu mi dica se vale davvero la pena».
«Se vale la pena di fare cosa, Granpa’?»
«Di vivere, figliolo. Di vivere…»

Ecco il sito di Christophe Léon.

Christophe Léon, Granpa’ (trad. di Sara Saorin, copertina di Giovanni Nori), Camelozampa 2012, 79 p., euro 9