Tag Archives: Catarina Sobral

Tanto tanto grande

8 Apr

Samuel è, tra le altre cose, un appassionato di entomologia e non a caso nella sua camera c’è un libro aperto sulla figura di uno scarafaggio: è proprio Gregor Samsa ! Anche Samuel vive qualcosa di simile al protagonista kafkiano: si sveglia un mattino e si trova trasformato in un gigantesco ippopotamo; non è un sogno e non c’è nulla da fare, non serve manco chiudere gli occhi o cercare di uscire dalla finestra.  E poi tutti lo chiamano, ricordandogli che deve sbrigarsi, che deve andare a scuola: come fare a nascondere la terribile iattura? Finché sua sorella spalanca la porta e… sorpresa!

Sempre coloratissima e ironica Catarina Sobral, sempre rispettosa delle capacità del suo lettore a cui affida nessi sottintesi e strizzate d’occhio. E sempre amante dei suoni meravigliosi della lingua e delle parole inventate e senza apparente significato, da dire a voce alta per il gusto di sentirle: come già in Cimpa, anche qui ce ne sono, sono “nomi di suoni”, come le definisce il protagonista.

La storia è davvero divertente e si presta, con la sua struttura e il colpo di scena finale inatteso, ad essere letta insieme; dice metaforicamente dei cambiamenti legati alla crescita e al corpo, della paura che fanno, delle insicurezze, della sorpresa che suscitano.

Il sito dell’autrice.

Catarina Sobral, Tanto tanto grande (trad. di Marta Silvetti), La Nuova Frontiera junior 2017, 40 p., euro 16

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Mio nonno

16 Feb

mio_nonnoCi sono un nonno e un bambino per mano, sul frontespizio di questo albo giocato sui toni del verde, del nero e del rosso con altre occasionali incursioni colorate. Li vediamo di schiena e intuiamo da cappucci e ombrelli che sono usciti di casa mentre minaccia pioggia e che se ne vanno tranquilli, forse chiacchierando o magari in uno di quei silenzi che stanno bene così, quando non c’è bisogno di dir nulla.

La storia ci viene raccontata dal nipotino: un ritratto del nonno fatto da un punto di vista particolare, affiancandolo cioè nelle sue azioni quotidiane al vicino di casa. Il dottor Sebastiano è sempre indaffarato e il ritmo giornaliero è scandito dal suo mestiere, mentre il nonno è in pensione e ha tempo da dedicare a passioni e hobby diversi. Il libro procede così, dicendo di come ciascuno fa diversamente le medesime cose (mangiare, fare movimento, scrivere lettere d’amore,…); è interessante ritrovare entrambi i personaggi in uno stesso momento, ciascuno intento a portare avanti la propria vita.

Un albo che dice anche della differenza che esiste tra comprare il quotidiano e leggere le notizie oppure di come sia possibile andare a Parigi molto sovente: chi per lavoro viaggiando fin là, chi dilettandosi grazie a libri e immagini, rimanendo nella poltrona di casa.

Il testo è in stampatello maiuscolo.

Il sito dell’autrice, che ha vinto il Premio Internazionale d’Illustrazione 2014. Qualche pagina da sfogliare sul sito dell’editore. Il booktrailer.

Catarina Sobral, Mio nonno (trad. di Marta Silvetti), La Nuova Frontiera junior 2015, 40 p., euro 14

Cimpa la parola misteriosa

30 Gen

Questo albo comincia in una biblioteca. Una di quelle grandi, forse anche un po’ polverose, dove ci sono postazioni per i microfilm, cartelli che dicono “manoscritti e rari”, collocazioni per palchetto e dove si aggirano studiosi che accumulano pile di libri. Salta fuori un vecchio dizionario e da esso una parola che non veniva più utilizzata dalla notte dei tempi: cimpa. Non se ne conosce l’esatto significato, né a quale classe appartenga (il dizionario sarà stato difettoso o forse l’umidità si era mangiata qualche riga?) e secondo la professoressa Zelinda, che pontifica dall’alto dei suoi centotrentasette anni, èun verbo della prima coniugazione. Tutti cominciano a usarla come verbo, poi ne fanno un sostantivo (è un linguista di verde vestito e corredato di pipa a sostenere questa tesi) e cercano di acquistarla, rintracciarla, farci il risotto. E se fosse un aggettivo o magari un avverbio o un pronome, una congiunzione… Insomma, il caos. Dalla radio al parlamento, dall’autobus al taxi tutti la usano a piacere. E quando lo studioso che l’ha scoperta setaccia biblioteche e librerie per venirne a capo, scopre che cimpa è un perlinco e si comincia daccapo!

Un albo coloratissimo per parlare della classi grammaticali, ma anche per fare un tour di librerie: quelle disegnate nella pagina loro dedicata sono tutte realmente esistenti! E per pensare alla lingua, ai suoi usi, alle parole che usiamo poco, ai lessici familiari, alle parole il cui significato è a volte così sottile da essere intraducibile, alle parole che non hanno significato se non alle orecchie di pochi con cui si gioca ad avere una lingua propria. Voi avete qualche parola così? Io sì, una è tygy e si porta in tasca.

Il sito dell’illustratrice. Il video orginale della storia. Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

Catarina Sobral, Cimpa. La parola misteriosa (trad. Marta Silvetti), La Nuova Frontiera junior, 2013, 36 p., euro 16,90