Tag Archives: Carl Cneut

Rosmarino

27 Dic

C’è un pagina senza testo in questo albo in cui Cneut immagina la passeggiata nel bosco della protagonista come un’avanzare tra varietà differenti di fiori in cui lei si addentra arrivando quasi a confondersi tra loro, grazie al colore del suo vestito e nello stesso tempo spicca in qualche modo, decisa come il suo carattere. Rosmarino è una fata che vive come tutte le fate in un castello dalle torri dorate, dove tutte indossano abiti sui toni del rosso e del rosa e cappelli a punta e seguono regole ben precise di super buona educazione (niente briciole, niente schizzi, niente pattini a rotelle). Rosmarino non ci sta e decide di essere strega; nonostante gli avvertimenti della mamma, parte per il bosco delle streghe e ci si trova benissimo. sono gentili, le insegnano un sacco di trucchi e le prestano pure i pattini. E mica si annoia, come la mamma nel suo castello; del resto lei è Rosmarino e basta: un giorno mette il cappello tondo e un altro quello a cono; un giorno fa visita al castello, un altro un giro in barca. Non è tutta nera come le streghe né tutta leziosa come le altre fate: è se stessa e basta.

Un albo per pensare alla libertà di fare le cose che ci si sente di fare, per affermare se stessi.

Brigitte Minne – Carl Cneutt – adattamento di Giovanna Zoboli, Rosmarino, Topipittori 2017, 48 p., euro 24

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Il segreto dell’usignolo

7 Mar

More about Il segreto dell'usignoloDi questi tempi, nonostante l’aria fredda della coda dell’inverno, nei giardini cominciano a fare capolino le prime avvisaglie della primavera. In un giardino niente è quello che sembra: basta avvicinarsi un po’ di più ai crochi per scoprire che contengono mille sfumature diverse di viola che prima non avevamo visto, basta distrarsi mezza giornata di sole per scoprire quali bulbi han messo la testa fuori dalla terra e quali gemme si sono allungate. Nel giardino niente è quello che sembra dice anche questo splendido libro con cui cominciamo l’attesa della vera primavera. Centinaia di anni fa, l’imperatore cinese decise di far costruire il Giardino dei Giardini, scegliendone accuratamente il progetto e aspettando anni che fosse pronto. Noi guardiamo il giardino attraverso gli occhi di una bambina, bravissima arrampicatrice, chiamata a lavorare nelle cucine imperiali e spettatrice di quanto succede a palazzo: il canto di un usignolo fa il giardino perfetto e l’imperatore felice. Finché l’usignolo solitario e malato di solitudine sparisce, seminando tristezza. Una storia che dice del dolore e della tristezza, di quando si ha bisogno di qualcosa ma non lo si sa (o non lo si vuol sapere), del potere liberatorio e contagioso della risata, del segreto degli usignoli e del loro canto. E ripete quel che alla bambina diceva il suo papà: che non bisogna arrendersi mai, perché talvolta basta un solo fiammifero per incendiare un bosco.

Dalla favola di Andersen, testo di Peter Verhelst + illustrazioni di Carl Cneut = una storia d’incanto.

Peter Verhelst – ill. di Carl Cneut, Il segreto dell’usignolo (trad. di Sabina de Waal), Adelphi 2009, 61 p., euro 20.