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Breve storia di un lungo cane

25 Nov

Hankino 2 copertinaNon è già buffo il solo titolo con cui si presenta questa nuova avventura di Hank Zipzer? Fa parte della serie “Vi presento Hank”, in cui Uovonero traduce le avventure di Hank a sette anni, sorta di prequel della serie con cui abbiamo cominciato a conoscerlo in Italia, di formato più ampio e sempre con le caratteristiche dell’alta leggibilità.

Nel testo si racconta di come Cheerio, il lungo e basso cane che somiglia ad una salsiccia, sia arrivato in casa Zipzer. Siccome la sorella Emily ha un’iguana di nome Katherine che viene trattata alla stregua di animale molto domestico (può ingurgitare il cibo degli altri commensali e pare partecipare alle conversazioni con i suoi sibili), anche Hank chiede di poter avere un animale, un cane, di cui giura solennemente di occuparsi. Il padre stabilisce che a fare la differenza saranno i voti ottenuti in pagella: allora Hank, con le difficoltà che già conosciamo, si impegna al massimo, arrivando anche a vestirsi da squalo per presentare la ricerca di scienze. E così arriva il momento: andare al canile a farsi scegliere da un cane (perché questo succede), assistere ai primi danni prodotti dall’irruenza della salsiccia con le zampe e battersi perché – come dice Emily – “quel che è giusto è giusto”.

I bambini che tanto spesso desiderano un animale non potranno non identificarsi in Hank. Inoltre è uscito recentemente anche un altro titolo dell’altra serie che racconta degli stessi personaggi intitolato Hank Zipzer e il peperoncino killer, in cui Hank si fa un nuovo amico giapponese grazie agli scambi scolastici e decide di preparare delle enchiladas messicane insieme a Yoshi.

Henry Winkler – Lin Oliver, Breve storia di un lungo cane (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2015, 166 p., euro 12

Muschio

16 Giu

9788880339694_muschio

Ci sono tanti modi e angolazioni diverse per narrare di un tema importante come la guerra, in questo caso la Seconda Guerra Mondiale in tutti i suoi aspetti: invasione, bombardamenti, fame, campi di concentramento, paura, ritorno alla pace e ripresa della vita quotidiana nonostante tutto. Il catalano David Cirici sceglie la voce di una cane, Muschio, che gli permette di offrire al lettore un particolare punto di vista sugli avvenimenti e sulle persone che gli ruotano intorno, quelle più prossime e quelle che esemplificano in qualche modo i vari aspetti della situazione di difficoltà.

Muschio insegue i ricordi sul filo degli odori, in particolare quelli che gli riportano alla mente Janinka, la bambina con cui è cresciuto, e suo fratello Marek. parla della sua casa, in cui vivevano i due bambini con i loro genitori, e ricorda quel che amava di quei giorni, falsati dai primi allarmi e dalle fughe nel rifugio e poi annientati definitivamente dal bombardamento che spazza via casa e famiglia. Muschio diventa allora un cane di strada; con una banda di altri cani affronta e condivide l’avventura di procurarsi del cibo, di finire in un circo come preda di un leone, di essere venduto ai soldati per abbaiare quando i prigionieri si avvicinano nel campo alle reti di filo spinato. Ma Muschio e Menta si lasciano addomesticare da un prigioniero e seguono la sua fuga verso la libertà e la pace ritrovata, per poi riprendere con lui, il filo dei giorni, gravati dal peso dei ricordi, e dall’inattesa di gioia di ritrovare volti e mani e coccole amate.

Attraverso la descrizione canina, lieve e insieme onesta, l’autore affronta il tema della guerra nelle sue diverse tragedie, accompagnato a perfezione dalle illustrazioni di Federico Appel che danno muso e volto ai protagonisti: non perdetevi i tanti animali raffigurati, i cani che vien voglia di accarezzare, il cinghiale che “fuma”, le facce quanto mai espressive. Il romanzo breve affianca al pregio di dire in modo bello temi importanti e tragici la capacità di una narrazione fluida e coinvolgente: provate a leggere ad alta voce le pagine iniziali e catturerete chi vi ascolta. Di certo un’uscita editoriale felice, anche per i lettori intorno ai dieci anni che trovano finalmente un buon libro adatto a loro, di qualità nella scrittura (e nella traduzione) e nelle ilustrazioni che lo accompagnano.

Il blog dell’autore che con questo libro ha vinto il Premio Edebé 2013.

David Cirici – ill. Federico Appel, Muschio (trad. di Francesco Ferrucci), Il Castoro 2015, 111 p., euro 13,50

Bella e Gustavo

31 Mar

9788880337942 Le storie che vedono cani protagonisti hanno sempre un grande successo tra i giovani lettori che, in questo caso,  potranno identificarsi con una coetanea che ne desidera tanto uno, ma alla quale i genitori rispondono sempre di no.  Incontreranno così una storia delicata nata da un episodio vero, dalla cronaca milanese di qulache anno fa, quando un  clochard venne ridotto in fin di vita, episodio tra i tanti che dovrebbero fare notizia, ma che spesso passano inosservati o  vengono presto dimenticati.

Incontriamo i protagonisti, Petra e Nino, all’inizio di un’estate – quella libera che precede l’inizio delle superiori – e  all’inizio di una storia d’amore che li vede muovere i primi passi, i primi tentativi di scoprirsi all’altro, i primi scontri. Il  loro dialogo procede tra silenzi, gesti appena accennati, domande, ma anche scontri, incomprensioni, studio di ciò che  dell’altro affascina o stupisce e intanto si intreccia col cammino di Gustavo, che vive in un parco insieme ad un cucciolo,  trascinandosi dietro un carrello della spesa piano di cartoni e borse, indossando tre cappotti e ricopiando su un quaderno frasi de “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar. Le fiamme distruggono in una notte la baracca in cui trova riparo e anche i due ragazzi fanno i conti con la stessa persona che minaccia il clochard in una notte  passata sotto le stelle, quando Petra decide di non rientrare a casa, visto che le è proibito portare anche il cane. Ma al commissariato il loro racconto si intreccia con la sorte di Gustavo, che lotta tra la vita e la morte in ospedale: i ragazzi ricostruiscono parte della sua identità e riescono ad offrirgli l’appiglio per riaprire gli occhi.

Un libro di cui si apprezza sicuramente la descrizione del lento avvicinarsi dei due ragazzi, ritratto delicato e lieve di un innamoramento, visto da entrambi i punti di vista e, a tratti, anche attraverso gli occhi del cucciolo di cane.

La copertina è di Alessandro Baronciani.

Zita Dazzi, Bella e Gustavo, Il Castoro 2014, 160 p., euro 14,50, ebook euro 10,99

Perché il cane ha il naso bagnato

19 Feb

cane nasoRivisitazione della storia dell’arca di Noè in salsa nordica, dove l’arca è propriamente una barca di salvataggio, gli animali vengono convinti a salirci mentre stanno bevendo qualcosa al bar e il patriarca ha un tatuaggio da marinaio di lungo corso sull’avambraccio sinistro. Le delicate e surreali illustrazioni di Øyvind Torseter – vincitore del Bologna Ragazzi Award nel 2008 e autore de Il buco, uscito per Orecchio Acerbo nel 2013 – ne fanno subito un racconto divertente dov’è possibile individuare quali animali salgono a bordo, con quale tipo di bagaglio e a quali attività si dedicano durante la lunga traversata (lettura, carte, massaggi, tuffi in piscina) mentre Noè è costretto a impegnare la giornata per nutrirli, visto che ognuno mangia cibo diverso, in quantità differenti e a orari non coincidenti. Dopo venti giorni di navigazione però tra le assi di legno si apre un piccolo buco; la soluzione è a portata di mano: chi se non il cane, ultimo salito a bordo e fedele confidente del patriarca, può rimanere per i biblici quaranta giorni e quaranta notti a tapparlo col suo naso? Lo sforzo dell’animale verrà ripagato: felici e festanti, tutti scendono a terra dopo che l’arca ha sbattuto contro una montagna. Ci sono fiori e piante nuove, l’arcobaleno e un mondo da colonizzare; Noè corre indietro a riprendersi il cane che da allora appunto ha il naso umido. 

Lettura di sicuro successo con i piccoli lettori, insieme ai quali osservare gli animali, le loro feste, le attività, le posture e questo Noè rock che si scatena in un ballo sul ponte insieme alla moglie.

Il sito dell’autore.

Kenneth Steven – Øyvind Torseter, Perché il cane ha il naso bagnato (trad. di Virginia Ponciroli), Electa Kids 2014,32 p., euro 14,90 

Cane nero

17 Dic

caneneroSe nelle leggende del Centro America il Cadejo è un grosso cane nero che spaventa coloro che si trovino a camminare di notte nelle strade di campagna, il Black Dog ricorre anche nella tradizione della Gran Bretagna  nelle diverse sfumature che vogliono la bestia dagli occhi fiammeggianti essere portatrice di sventura: pare scateni eventi terribili, segni destini e addirittura indichi la morte se si incrocia il suo sguardo per tre volte. Gli echi di questa figura si ritrovano ampiamente nella letteratura (fate mente locale – tra gli altri – su Sherlock Holmes o Harry Potter) e anche in questo albo se ne prende spunto per parlare della paura, di come sia possibile ingigantirla a seconda di quel che si vuol vedere e di come sia possibile affrontarla, dandole le giuste dimensioni.

Un mattino un cane nero fa visita alla famiglia Hope; la carrellata di immagini ci propone la reazione dei diversi membri che, in pigiama, si stanno preparando ad affrontare la giornata: ognuno in una stanza diversa della casa, ciascuno con una reazione differente e con una sua unità di misura per descrivere la bestia che occhieggia dalle finestre. Il cane è grande come una tigre, come un elefante, come un Tyrannosaurus Rex, come l’Incredibile Hulk e tutti si nascondono sotto una coperta. Sarà la sorellina più piccola, non per niente detta Small, chiusa nella sua giacca imbottita giallo canarino a metà tra uno scafandro e un’armatura, ad uscire per farsi annusare dalla bestia e per trascinarla in giro al suono di piccole rime, sfiancandola di corse e di passaggi stretti, fino a riportarla alla sua stazza reale, di cui non c’è davvero da avere paura. Insomma, non a caso una Small Hope luminosa contro una nera paura.

Il libro procede per testo e piccole immagini quasi paratestuali affiancate a pagine di illustrazioni colorate in cui è possibile giocare alla caccia al particolare e scoprire le abitudini e le caratteristiche della famiglia Hope: la passione per gufi e civette, i gomitoli di lana pronti a farsi sciarpa o maglione, gli omini Lego e Playmobil sparsi qua e là, un pupazzo di Pomelo, i disegni dei bambini (qualcuno anche sui mobili della cucina). Giocate con rimandi, assonanze e una figura verde che riappare qua e là.

Il sito dell’autore. Sfoglia qualche pagina on line.

Levi Pinfold, Cane nero (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2013, 32 p., euro 15

Verso casa

7 Mag

Più riguardo a Verso casa La fuga da un paese in guerra raccontata attraverso l’eroica figura di un cane antibomba intorno a cui ruota l’intera vicenda. Nel testo si alternano tre voci: quella del protagonista Matt, quella del nonno con cui passa un periodo estivo, quella del suo amico Aman rinchiuso in un centro di raccolta e detenzione per immigrati in attesa di essere rimpatriato.

Matt convince il nonno a raggiungere il centro per vedere Aman racconta di come lui e la madre abbiano lasciato l’Afghanistan e le peripezie, le condizioni disumane, il dolore che hanno affrontato per raggiungere lo zio in Inghilterra. E di come, sei anni dopo, la polizia si sia presentata a casa per rimandarli indietro. Alla loro si intreccia la vicenda di Ombra, uno spinter spaniel arrivato per caso nella grotta in cui vivevano, che li ha accompagnati durante una parte del viaggio e che è stato riconosciuto come uno dei cani addestrati dall’esercito e creduto morto. Un cane che aiuterà anche a chiudere il cerchio della vicenda, che finisce e non finisce, lasciando mille domande e possibilità sul futuro di Aman e della sua mamma.

Pensavate che la stagione dei libri sui cani fosse finita… eh no 😉 Se invece volete saperne di più su Morpurgo, ecco la biografia uscita lo scorso anno. Il sito dell’autore.

Michael Morpurgo, Verso casa (trad. di Maria Bastanzetti), Piemme 2013, 187 p., euro 16

Io sono soltanto un cane

23 Apr

Più riguardo a Io sono soltanto un cane

Permettete che mi presenti? Mi chiamo Brendon e vengo dall’Ungheria. Antica razza di cani pastori.

La stagione canina nella letteratura per ragazzi continua dall’autunno e propone questa volta – con un titolo davvero troppo simile al romanzo di Michael G. Bauer – un testo di Jutta Richter dove la voce narrante è quella di Anton, anzi di Brendon, cane pastore arrivato dal’Ungheria e adottato al canile dalla famiglia che gli ha cambiato nome. 

Con ironia, Anton racconta: i membri della sua nuova famiglia, la gatta con cui condivide gli spazi, la scuola dove lo addestrano per farne un buon cane, le passeggiate, le risate sotto il tavolo con la piccola bambina di casa, la volta in cui ha divorato un’oca arrosto e quella in cui ha assaggiato una scarpa, l’Ungheria e il lavoro dei cani pastore così come glieli ha raccontati lo zio Ferenc.

Dice che i cani sanno piangere e ridere; che si accorgono quando li inganni col rumore del cibo che poi viene negato; che avere a che fare con gli umani non è proprio come radunare un gregge di pecore racka.

Un libro che vola via in un attimo e che di sicuro piacerà ai lettori della scuola primaria.

Il sito di Jutta Richter.

Jutta Richter – illustrazioni di Hildegard Muller, Io sono soltanto un cane (trad. di Bice Rinaldi), Beisler 2013, 91 p., euro 10

Un cane e il suo bambino

11 Mar

Più riguardo a Un cane e il suo bambinoEnnesima storia di cani della stagione autunno-inverno (ma sta arrivando la primavera…!), ma è una storia di Eva Ibbotson, di fatto l’ultima scritta dall’autrice inglese scomparsa nel 2010, e quindi imperdibile perché racchiude, come ogni suo libro, avventura, ironia e uno sguardo profondo che guarda con la giusta leggerezza (non leggera, ma lieve) anche a situazioni sconcertanti e a lati non proprio esaltanti dell’animo umano.

In questo racconto, il piccolo Hal cresce in una famiglia e in una casa terrificanti, dove il papà è sempre in viaggio, la mamma presa a licenziare domestiche e a inseguire l’ultima moda in fatto di colore della moquette, i nonni tenuti lontani perché considerati troppo poveri e non all’altezza e lacamera da letto piena di qualsiasi giocattolo. Eppure Hal vorrebbe solo un cane. E siccome lo chiede insistentemente da tempo, il padre decide di accontentarlo. Affittandone uno per un fine settimana. E affittandolo in un negozio dove ai cani si bada solo in base a quanto rendono e dove nessuno si occupa davvero di loro se non una ragazzina sottopagata. Insomma, un panorama di orribili situazioni che esplodono quando Hal capisce di essere stato ingannato dai suoi genitori (che per altro han già pronte le valigie per spedirlo in collegio, con tanto di portamerenda coordinato con la divisa) e torna a cercare Macchia, il buffo cane che sa essere il SUO cane. Inizia la fuga verso la casa dei nonni, in compagnia di un’intraprendente ragazzina di nome Pippa e di altri quattro cani aggregatisi.

Incontri e avventure varie, tra le quali ognuno (a due o a quattro zampe) trova il suo posto esatto, non prima di compiere la missione di portare anche Hal e Macchia nella casa sul mare in cui due anziani nonni li sanno guardare e apprezzare per quello che semplicemente sono: un cane e il suo bambino. Dove si capisce, tra le altre cose, che per cavarsi dai guai è necessario saper raccontare delle buone storie (non bugie. Storie 😉 )

Eva Ibbotson, Un cane e il suo bambino (trad. di Guido Calza), Salani 2013, 217 p., euro 13,90.

è soltanto un cane

17 Dic

More about È soltanto un caneDeve essere il periodo delle storie di cani 🙂 Ne stiamo leggendo e recensendo parecchie. Non che io ne vada pazza, ma per fortuna, nella più parte dei casi sono storie che dicono ben altro. Questo libro di Bauer semina indizi dalle prime pagine. Sai subito che prima o poi verserai lacrime perché anche le bestie muoiono e quando muore una bestia a cui si è dato un nome è triste, che sia un pollo o un pesce rosso. Sai anche che Corey ti racconta una storia che conosci perché è così: quel cucciolo di dalmata incrociato con non si sa che non è solo un cane; è un pezzo della famiglia, è un amico, un compagno di giochi, un gioco da colorare e travestire, un fantastico acchiappagiornali. Leggi le avventure e ridi e sorridi e ci leggi tra le righe quello che succede alla famiglia del protagonista, ai suoi genitori. Una storia di tutti i giorni, un libro che dice – in modo lieve e bene come sa fare Bauer – vicende normali. Che fanno piangere e ridere e sorridere e sospirare. In cui tanti piccoli lettori si possono ritrovare.

Copertina orribile: mi ricorda quelle cartoline anni 60-70, con una bestia in posa su sfondo colorato. Ma del resto non sono migliori neanche quelle delle altre edizioni straniere. E non è un motivo di consolazione 😉 . Qui intanto il blog dell’autore.

Michael Gerard Bauer, è soltanto un cane (trad. di Francesco Gulizia), Rizzoli 2012, 134 p., euro 12, ebook euro 8,99