Tag Archives: buio

Il Grotlyn

8 Apr

Davies si misura a questo giro con una storia della notte, giocando con il lettore e preparandogli un piatto ricco perché in realtà il libro si presta a essere letto e riletto, tornando indietro a scovare gli indizi che sono disseminati qua e là, come indizi rivelatori del mistero.

Si sentono infatti strani rumori, fruscii improvvisi che spaventano i piccoli Rubi e Sam e poi furti che fanno pensare a un famigerato Grotlyn che si aggira nel quartiere, i cui abitanti si confrontano e si lamentano: persino al poliziotto rubano il bucato! A quel punto si intuisce chi sia il ladro e poi si scopre il suo progetto di libertà e di fuga. Ecco allora che si può ripercorrere l’albo per scovare gli indizi, i particolari e… le zampe.

La traduzione italiana segue la struttura a rime baciate dell’originale e permette quindi una lettura ad alta voce coinvolgente a affascinante: vi conviene rodarle con un buon esercizio, per non incagliarvi laddove le frasi sono più lunghe e neppure nelle allitterazioni dell’ “annoda nodi e allaccia lacci” e parimenti provare i toni. Sussurrati, bassi, improvvisi daranno corpo al testo e accompagneranno il lettore nel paesaggio notturno illuminato dalla luna e dai lampioni, tra comignoli e piccioni e tetti degni di un tempo dickensiano.

Il booktrailer dell’edizione Harper Collins.

Benji Davies, Il Grotlyn (testo italiano di Anselmo Roveda), Edt Giralangolo 2018, 36 p., euro 15

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Una lucciola per lanterna

22 Ago

lucciola per lanternaC’è una certa magia nel vedere le lucine delle lucciole che aprono nel buio, nel seguirne la traiettorie e anche nell’osservarle più da vicino, quando nelle sere d’estate le si blocca per un attimo sotto un bicchiere, a patto di lasciarle andare in fretta, come impara la protagonista di questo albo.

Quando la lucina che Nina tiene sempre accesa la notte per combattere la paura del buio si spegne improvvisamente , ecco che la lucciola che brilla nel barattolo sembra la soluzione migliore. Ma Nina non ha più sonno, quindi si ingegna a intrattenere la nuova amica organizzando un tè per bambole e giocando con le ombre cinesi. Le ombre sono le protagoniste delle illustrazioni, sia quelle che spaventano la bambina sia quelle che lei stessa crea sul muro, e il contrasto di bianco e nero ravvivato dai particolari rossi dell’abbigliamento di Nina accompagna il lettore lungo le pagine, mentre la piccola prende coscienza che non si può ricaricare una lucciola, ma solo renderle la libertà.

Il testo è in stampatello maiuscolo,la copertina cartonata. Una bell’uscita da proporre ai lettori alle prime armi che possono soddisfarsi leggendo da soli una buona storia.

Il sito di Gabriel Alborozo.

Gabriel Alborozo, Una lucciola per lanterna, Sinnos 2016, 32 p., euro 10

La pantera sotto il letto

15 Apr

LA_pantera sotto il letto

Quando ero bambina, mi domandavo spesso cosa succedesse nella casa di montagna quando nessuno la abitava; soprattutto nei mesi in cui nessuno camminava per le strade del piccolo paese in fondo alla valle e in cui non solo nessuno viveva nelle sue stanze, ma manco c’erano occhi a guardarla di fuori: esisteva davvero? E che faceva? La casa non dice parola, in questi casi, e non accende le luci la sera, proprio come quella su cui si apre il racconto di Andrea Bajani, conosciuta da alberi, uccelli e animali del bosco e abitata a volte nel fine settimana da una bambina e dal suo papà, che arrivano in auto il venerdì e dividono la stanza coi lettini gemelli per dormire. Ma è il buio a farla da padrone nelle tavole di Mara Cerri, quello che inquieta la bambina e che regala al lettore sfondi neri su cui si appoggiano sagome scure, per poi prendere la forma di una pantera da guardare in faccia, per fissare i propri occhi nella paura e poi addentrarsi nel buio come si entra nel mare, lasciandosi avvolgere, danzandoci dentro.

Dentro la notte che avvolge la casa ci sono le mani del papà: un luogo caldo in cui abitare, case dove non piove mai, accompagnate da parole che sanno spegnerla, la notte (per i grandi è semplice come accendere una lampadina), e condurre verso il sonno,tenersi vicini lungo il corridoio scuro e convincere che il buio può non essere così terribile. La bambina ha paura e non vuole uscire neanche per fare pipì; si porta dietro una padella da tenere sotto il letto e da usare come vaso da notte all’occorrenza. Se però guardi in faccia il mistero del buio poi sei pronta ad affrontarlo, volando verso le stelle, oltre il nulla che si è mangiato l’intorno della casa e poi perderti nei sogni mentre fuori l’alba spinge la notte più in là.

Andra Bajani – Mara Cerri, La pantera sotto il letto, Orecchio Acerbo 2015, 44 p., euro 16

Virginia Wolf, la bambina con il lupo dentro

14 Mar

Più riguardo a Virginia WolfVanessa, di radioso giallo vestita, ci racconta dell’umor nero di sua sorella Virginia. Così nero che l’ha trasformata in un lupo (sottraendo una -o al suo cognome!): sono versi da lupo quelli che fa, ma anche orecchie da lupo quelle che spuntano dalle coperte e zampe pelose quelle chiudono le finestre lasciando fuori il sole, gli amici, i colori. Poi Virginia urla in stampatello maiuscolo, non sopporta i minimi rumori, trasforma ogni su in giù e nulla la fa felice, né dolci né musica né boccacce di fratellino. Poi, nel buio rifugio sotto le coperte, la bambina-lupo confida alla bambina-sorella che forse potrebbe star meglio se potesse volare fino a Bloomsberry, un posto perfetto pieno di dolci, fiori, alberi e da cui è bandita la malinconia.

Virginia dice “A Bloombsberry, naturalmente”, come se tutti sapessero che quel luogo immaginario è il posto perfetto per stare bene. E mentre lei crolla addormentata, sua sorella prova a disegnarlo sui muri, a immaginarselo. Lo riempie di colori, bestie, fiori; ci mette un’altalena e una scala per trasformare i giù in su e strappa risate a Virginia tornata bambina.

L’umor lupo ti prende a volte per un motivo solo, a volte per la somma di una caterva di motivi, a volte per nessun motivo. C’è chi lo chiama buio. Fa fare i versi, gli urli, i ringhi e preferibilmente non si vuol veder nessuno. Come dice l’autrice di questa storia in una bella nota, se prende te devi nutrirti di cose belle e portarlo a fare una passeggiata. Se invece l’umor lupo è di qualcun altro, bisogna offrirgli spazio e pazienza, qualche coccola leggera non invasiva e piano piano tirargli fuori i sorrisi.

Il tratto e i colori hanno il garbo e la grazia di Isabelle Arsenault, di cui vi abbiamo raccontato la graphic novel Jane, la volpe & io, che qui dà corpo alle due sorelle Woolf in versione bambina.

Il sito di Kyo Maclear e il suo sito dedicato alla produzione per bambini e ragazzi. Il sito di Isabelle Arsenault.

Kyo Maclear – Isabelle Arsenault, Virginia Wolf, la bambina con il lupo dentro (trad. di Beatrice Masini), Rizzoli 2014, 32 p., euro 13

Nero-Coniglio

5 Mar

neroconiglio

Il piccolo coniglio bianco protagonista di questo albo non riesce a liberarsi dall’ingombrante e minacciosa presenza di un grande coniglio nero che lo segue… come un’ombra, si direbbe. Ed è in realtà davvero la sua ombra, proiettata lunga nella limpida giornata. Sparisce solamente quando si inoltra nel bosco buio e fitto; allora davvero è possibile fare brutti incontri e un’ombra imponente può aiutare, ingannare e salvare (un po’ come accadeva in “La zuppa del coraggio”, prezioso albo di Maryann Cocca Leffler edito nel 2003 da Il punto d’incontro che potete ancora trovare sugli scaffali di qualche biblioteca).

Un albo sulla conoscenza della propria ombra, che sempre – quando la scoprono – incuriosisce i più piccoli. Un albo per fare amico con la sagoma nera che portiamo cucita ai piedi, per farle cambiare forma, allungarla e giocarci a piacere.

Qui l’autrice racconta come è nato l’albo. E qui le ombre da ritagliare e indovinare.

Philippa Leathers, Nero-Coniglio (trad. di Maddalena Pennacchia), Lapis 2014, 40 p., euro 12,50

Piccolo buio

3 Feb

Piccolo_buioIl buio è una delle grandi paure dei piccoli: tanti albi e tante storie ne parlano; a questo giro è Cristina Petit che dà volto e voce alla piccola Talla , sveglia di notte e con la curiosità della provenienza della luce che vede in casa, oltre la porta della sua stanza. Le illustrazioni ci mostrano in realtà luci di colore diverso che sembrano abitare la casa: la bambina si chiede se siano gli occhi di un lupo, l’uomo nero, un fantasma, uno squalo o forse un alieno. La soluzione è molto più semplice e la permette di sentirsi grande e ribaltare i ruoli, rimboccando le coperte alla mamma e spegnendole la lampada sul comodino.

L’albo è adatto soprattutto a una lettura a gruppo ristretto perché è corredato da un’interessante spiegazione finale da guardare insieme: sulla piantina della casa  scopriamo da dove venivano le luci di diverso colore: lo schermo del pc, la spia della lavatrice e quella del lettore dvd, la lucina della caldaia. Un invito anche a spegnere quelle possibili, a chiudere il computer, a non lasciare in pausa il televisore.

Il blog dell’autrice.

Cristina Petit, Piccolo buio, Il Castoro 2014, 36 p., euro 12,90

La magia del buio

22 Nov

magia_buioQuella del buio è una delle tipiche paure con cui si confrontano i piccoli e che viene affrontata in numerosi albi dedicati a loro. Questo albo quadrato presenta una galleria di possibilità quando scende la notte:  scegliere una stella, inseguire le lucciole, osservare le luci (gli occhi del gatto, le finestre illuminate della città), ma anche giocare e osservare: per esempio, provare a riconoscere un oggetto dalla sua forma oppure giocare con le ombre proiettate sul muro. Anche se tra tutte c’è un’attività che affascina i bambini e in cui è divertente vederli impegnati: scoprire la loro ombra, che li segue sempre, che diventa grande o piccina a seconda di come ci si posizione sotto un lampione, che li fa giganti imbattibili.

Non lasciatevi ingannare dalla copertina: le illustrazioni all’interno vi convinceranno decisamente di più.

A proposito, potete leggere anche Al buio vedi… edito da Panini oppure Il mio libro pop-up delle Ombre di Gallucci o ancora giocare come la bambina protagonista di Ballando con il buio.

Il blog dell’illustratore. E il blog dell’autrice, dove racconta di libri, non solo i suoi.

Marica Bersan – Andrea Alemanno, La magia del buio, Paoline 2013, 28 p., euro 9,50

Al buio vedi…

22 Dic

Nella collana Zerotre di Panini dedicata ai piccoli che crescono, un cartonato per scoprire la bellezza del buio e soprattutto quante cose si possono vedere anche quando è buio: le immagini del libro infatti sono costruite in modo da poter “brillare” anche quando si spegne la luce. Per cui è facilissimo fare con il piccolo lettore il gioco dello sfogliare le pagine con la luce accesa, poi spegnere e continuare a divertirsi. Al buio si vede davvero molto: se c’è festa, se qualcuno compie gli anni, se arriva un temporale…

Ah… al buio vedi anche se arriva Natale. Arriva? Sì sì è lì dietro l’angolo…

Massimo Canuti – Gianluca Belmonte, Al buio vedi…, Panini 2010, 16 p., euro 11.

Ballando con il buio

13 Nov

ballando-con-il-buioC’è un mano nera, lucida lucida, che si insinua sul davanzale della finestra, sul frontespizio di questo strepitoso albo. Appartiene a Buio che sta arrivando, visto che scende la sera, nella camera di Alice. Ma Alice non ha sonno e non ha nemmeno paura: vuole ballare. E così ogni sera, la bambina che non vuole dormire e il Buio giocano e ballano finché sono stanchi. Allora Alice si infila nel lettino, Buio l’abbraccia e insieme chiudono gli occhi.

Ella Burfoot, Ballando con il buio, Lapis 2008, 28 p., euro 13,50.