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Gli ottimisti muoiono prima

14 Giu

Petula è una cinica pessimista con un solo credo: a pensar il peggio ci azzecchi sempre. Scontrosa e solitaria, paranoica al limite dell’assurdo, protettiva all’eccesso nei confronti anche dei genitori, la sedicenne sconta in questo modo il senso di colpa che porta dentro. È convinta infatti di aver causato la morte della sorellina, soffocata da un bottone che lei stessa aveva cucito su un costume fatto insieme alla sua migliore amica Rachel. Il dolore e la rabbia che ne è nata hanno fatto sì che rompesse i ponti con l’amico, coi compagni e si creasse una sorta di bolla protettiva da cui esce a scuola o nei casi in cui è obbligata, ad esempio nella partecipazione agli incontri di arteterapia insieme a un manipolo di singolari ragazzi. Finché arriva Jacob, che offre un altro punto di vista: la trova anticonformista e fatalista (diciamo che lui è un gran ottimista, in questo caso!). Jacob ha una mano artificiale, un incidente d’auto ha segnato la sua vita, non compare su nessun social, ha la passione per il cinema e vuole diventare un bravo regista. Sarà proprio un lavoro insieme a scuola a dare il via alla loro complicità, fatta di scontri, parole e silenzi, che coinvolgerà tutto il gruppo di arteterapia, ciascuno dei cui componenti svelerà pian piano se stesso.

Lo stile di Nielsen è sempre estremamente scorrevole, complice anche la traduzione ovvio, si legge speditamente e ti fa venir voglia che tanti altri romanzi abbraccino il lettore con la stessa facilità e con la stessa semplicità parlino della vita. Ancora una volta si ritrova il gioco letterario che l’autrice si diverte a fare anche nei suoi precedenti romanzi: tanti rimandi letterari e tante citazioni di libri, letti dai protagonisti oppure amati quando erano più piccoli, a cominciare da “Nel paese dei mostri selvaggi” fino a “Cime tempestose” che la fa da padrone. Le lettrici affezionate a Harriet apprezzeranno la sintesi che Petula fa di “Professione? Spia!”, recentemente ripubblicato da Mondadori: “Professione? Spia! è soltanto il miglior libro per ragazzi mai scritto nella storia. Louise Fitzhugh ha dato al mondo un genere di protagonista femminile completamente nuovo. Un tipo risoluto, saccente e a volte perfino cattivo”. Complice il padre di Petula e la sua sterminata collezione di vinili, a questo giro si aggiungono tante chicche musicali che il lettore potrà scoprire. E grazie a Jacob, una miriade di film da andare a vedere. Insomma, piatto ricco!

Il lavoro di gruppo che Petula e Jacob presentano in classe a proposito di “Cime tempestose” è un gattadattamento: alcune scene del romanzo vengono riadattate e girate mettendo in costume i gatti di casa. Il professore non apprezza (e fa veramente una pessima figura), ma i compagni, il preside e il popolo del web sì. Ah, se non amate i gatti, vi avvertiamo che questo libro ne è pieno, di felini e peli connessi. Vi potrebbero quindi dare qualche problema (di certo, cari adulti, molto più della narrazione della prima volta dei protagonisti, o altro, che invece ci sta proprio bene, detta così).

Il sito dell’autrice. Gli altri suoi libri pubblicati in Italia che abbiamo recensito: Lo sfigato, Stecco, Caro Geroge Clooney, puoi sposare la mamma?, Siamo tutti fatti di molecole. L’autrice sarà presente al Festival Mare di Libri a Rimini nei prossimi giorni. Sul sito dell’editore, Susin Nielsen in dieci risposte.

Susin Nielsen, Gli ottimisti muoiono prima (trad. di Claudia Valentini), Il Castoro 2017, 264 p., euro 15,50

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Roba da Matti

8 Lug

roba da matti

Nel titolo del libro c’è “matti” sì, ma è da intendersi – anche – con l’iniziale maiuscola perché Matti è il nome del protagonista di questo breve romanzo che ne combina di tutti i colori nel tentativo di correggere quelli che ritiene essere gli errori dell’universo e di realizzare il sogno di vedere finalmente la Finlandia, Paese da cui proviene suo padre. In undici anni i suoi genitori non lo hanno mai accontentato, non gli hanno nemmeno permesso di andare in vacanza con la famiglia del suo migliore amico e né Matti né suo fratello parlano una parola di finlandese… insomma, il loro papà parla poco di suo e non vuol sentire parlare della sua famiglia d’origine.

Matti inanella un guaio dopo l’altro, dando forma di valanga a un castello di bugie che diventa sempre più grande e che finisce per travolgerlo a danno fatto: la sua famiglia lascia la Germania per la Finlandia dove la madre è convinta di aver vinto una casa, i genitori si sono licenziati, i mobili sono venduti. Ma tutto quel che combina il protagonista è una reazione rabbiosa alle bugie che scopre gli sono state raccontate: da anni, come quella dei genitori che hanno sostenuto fin da quando era piccolo di versare un contributo per salvare gli animali , fino alla più recente in cui il padre si inventa un trasferimento e un nuovo lavoro per non essere da meno dei successi del fratello. Se una bugia nasce da un’altra bugia, allora forse la seconda non è poi così grave, pensa Matti. Il grave è invece non riuscire a fermarsi, non riuscire più ad aprire bocca per urlare la verità, per fermare il trasloco, per ammettere di fronte all’amico che è tutto un’invenzione.

Il sito dell’autore.

Salah Naoura, Roba da Matti (trad. di Alessandra Petrelli), Beisler 2015, 126 p., euro 12,90