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Allora, litighiamo?

18 Feb

litighiamoNel titolo dell’edizione originale il protagonista di questa storia è il re della bagarre e ben rende la sua passione per la zuffa in ogni sua sfumatura: colpi, risse improvvisate, schiaffi, pugni, battaglie, litigi e tafferugli. Una passione che condivide con amici e compagni di scuola, con cui si batte seguendo le regole: niente strangolamenti né morsi, nessun calcio in faccia o dove faccia particolarmente male, attenzione a chi porta gli occhiali. Il problema sono i grandi: la zuffa affatica le madri, fa urlare le maestre, genera punizioni anche quando il bernoccolo è causato non dai compagni, ma dall’aver dato una zuccata scivolando contro il muretto in cortile.

Insomma, il protagonista e i suoi amici dicono che ci si può divertire in una leale partita di superspinte e che sarebbe importante che a scuola, tra le tante materie, insegnassero anche a cadere bene. Lui fa un corso di judo e prova le mosse con suo fratello (peccato per le doghe del letto, ma insomma…); conosce anche la bellezza della corsa, di lanciare l’energia in una corsa sfrenata che sembra dover durare fino a “quando sarò diventato una persona grande” e la bellezza di cascare la sera sfiancato e felice nel letto, regolando il respiro e fingendo di dormire mentre il papà gli rimbocca le coperte.

Accompagnano il testo le illustrazioni di Marc Boutavant, ricomponendo la coppia autrice-illustratore che i lettori conoscono già dalle avventure di Tartattà pubblicate da La Nuova Frontiera junior: ecco, in queste pagine vediamo sfilare i fratelli minori di quei protagonisti, visto che le risse si svolgono alla scuola primaria e ai lettori che cominciano a leggere spigliatamente è adatto il libro.

Il libro fa parte della collana Leggimi! che utilizza la font appositamente creata per facilitare nella lettura chi fatica e in particolare chi è dislessico.

A proposito di Boutavant.

Béatrice Fontanel – ill. Marc Boutavant, Allora, litighiamo? (trad. di Marianna Bellettini), 59 p., euro 8,50

Tartattà in prima media

10 Set

tartatta_primaSettembre. Torna la scuola e torna anche Tartattà con una nuova avventura. Questa volta, a raccontare il primo giorno della scuola media, è il suo migliore amico che gli ha dato appuntamento prestissimo per fare la strada insieme e se lo ritrova tutto intabarrato. Tartattà finge di avere la laringite per non essere costretto a balbettare davanti ai nuovi compagni e ai nuovi insegnanti: sarà l’amico – secondo il suo piano – a parlare in sua vece. Ma la voce non serve, almeno non subito: infatti la nuova insegnante chiede di presentarsi compilando una scheda e poi i lavori in corso nell’edificio scolastico costringono l’intera classe a trasferirsi al parco per stare tranquilli, lontano dal martello pneumatico. Seduti sul prato, i ragazzi scrivono un tema sulle vacanze appena trascorse. Nessuno vuole leggere ad alta voce: solo Tartattà insiste perché l’amico legga il suo. Ha descritto di come ama arrampicarsi sugli alberi, che lo ascoltano senza prenderlo in giro, visto che lui è balbuziente e vuole che tutti lo sappiano fin da subito.

Ecco, detto. Detto scrivendo e grazie a una voce terza. Detto ai compagni e all’insegnante che pensa che sia importante leggere ad alta voce quel che si scrive per verificare se suona bene. Tutti avvertiti. Chissà come sarà il secondo giorno di scuola per Tartattà…

Béatrice Fontanel – ill. di Marc Boutavant, Tartattà in prima media (trad. di Lucia Roca), LaNuovafrontiera junior 2013, 48 p., euro 12,50

Acquatica (e Inverno)

6 Mar

Rifatevi gli occhi. Sfogliate questi due libri fotografici proposti da L’Ippocampo junior e lasciatevi stupire dalle meraviglie della natura, dai particolari, dai colori. Siccome son giorni di tempo incerto, di coda di inverno dopo un ingannevole accenno di primavera improvvisa, vi metto a lato l’immagine dei giardini sotto il mare, ma in realtà cominciamo a sfogliare il libro Inverno. Come sopravvivere al grande freddo? Quando le temperature si abbassano e i fiocchi di neve fanno il mondo immobile e di zucchero, come sopravvivono gli animali? Attraverso sessanta splendide immagini (molte delle quali vengono dal ricco database del Wild Wonders of Europe) attraversiamo quattro inverni – quelli degli uccelli, dei roditori, degli erbivori e dei carnivori – per approdare ai macachi giapponesi, alle loro pellicce folte e a una meritata primavera, portata dalle rondini e coronata dai ciliegi selvatici in fiore. In mezzo, moscardini accoccolati, topi quercini in letargo, fagiani in danze amorose sulla neve, il profilo nobile della volpe, le parate nuziali della gru.

Lasciando il biancore invernale, vi potete riempire gli occhi di colori sfogliando il secondo volume. Acquatica. Giardini sotto il mare. Dai gamberetti arlecchino ai nudibranchi che sembrano aver scelto le stoffe più originali per farsi delle tute, ai ricci che vi sembran fiori ai pesci mandarini, alle spugne tubolari in viola e fucsia, alle conchiglie ai ricci velenosi su cui all’apparenza vi siedereste scambiandoli per un comodo sofà. Qui, come nel precedente, le immagini sono accompagnate da didascalie utili a imparare, a confrontare, a capire dov’è il davanti e dov’è il dietro e che la bellezza può indurre in errore nascondendo armi d’attacco: in natura spesso la bellezza aiuta ad ingannare chi guarda (e non solo tra gli animali…)

Sfogliateli qui e qui.

Béatrice Fontanel, Inverno. Come sopravvivere al grande freddo?, L’Ippocampo junior 2012, 64 p., euro 15

Béatrice Fontanel, Acquatica. Giardini sotto il mare, L’Ippocampo junior 2012, 64 p., euro 15

La mia prima storia dell’arte

27 Mag

Béatrice Fontanel è un’esperta nel comunicare arte e bellezza ai ragazzi. Sonda ci propone questo suo testo, una passeggiata nella storia dell’arte attraverso i secoli, dalle incisioni rupestri a Jeff  Koons, passando attraverso MedioEvo, Rinascimento, Barocco e Rococò e poi i contrasti, le rivoluzioni e il grande laboratorio dell’arte sperimentale. Un’impostazione grafica eccezionale fa sì che questo testo possa, credo, aspirare a diventare una pietra fondamentale nell’educazione artistica dei ragazzi e va a coprire un vuoto nelle proposte didattiche rivolte all’infanzia: ogni argomento viene affrontato su una doppia pagina, con una spiegazione concisa, spesso ricca di riferimenti al periodo storico, agli avvenimenti sociali, all’accoglienza da parte della critica. Il testo è accompagnato da immagini di alta qualità che occupano la gran parte dello spazio e che invitano a tuffarcisi dentro: a pagina 57, ad esempio, sembra proprio di essere nella stessa stanza della Lattaia di Vermeer, di sentire il rumore del latte che scivola nella ciotola e il profumo dei semi di sesamo del pane. A pagina 83 si sente addosso l’acqua fresca dell’Asnières dipinta da Seraut. A pagina 76 si sta in silenzio davanti al tramonto, ascoltando quel che si sussurrano i due uomini nel Paesaggio serale con due uomini di Friedrich.

Le smorfie dell’espressionismo, il rebus del surrealismo, l’arte civile e quella che assembla materiale di recupero: una passeggiata che appaga gli occhi e aguzza la curiosità, facendo venir voglia di approfondire su un certo artista o su un certo periodo.  Un libro per parlare di arte dicendo quanto suscita in noi: stupore, sorrisi, tristezza, qualcosa che “sembra scavarci dentro come fanno i lombrichi quando muovono la terra”.

Béatrice Fontanel, La mia prima storia dell’arte (trad. di Mariateresa Cerretelli), Sonda 2011, 112 p., euro 24,50