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L’albero al centro del mondo

26 Set

Essere il fratello di mezzo non è semplice, specie se come Marnus non brilli come il tuo fratello maggiore, asso del rugby circondato da ragazzine adoranti, e il minore, piccolo genio fuori dal comune. Marnus viene costantemente preso in giro e costretto a sobbarcarsi i lavoretti in casa che gli altri due schivano; i suoi tredici anni non gli sembrano nulla di che. Fino al giorno in cui una ragazzina si presenta alla porta chiedendogli di firmare una petizione e lo trascina a vedere l’oggetto della sua battaglia: un grande albero nel parco che gli addetti del comune hanno ordine di abbattere. Così, improvvisamente, Marnus si trova a passare le giornate sull’albero e a dormici ai piedi, finisce sulle pagine del giornale locale e abbraccia una causa che pian piano conquista sempre più persona. Ma sull’albero impara a conoscere Leila, o almeno ci prova, e il motivo per cui quell’albero per lei tanto conta. E dall’albero ha una nuova prospettiva, un nuovo punto di vista sui suoi genitori, sui meccanismi che governano il mondo, su certe battaglie che per alcuni sono piene di passioni e per altri occasioni da sfruttare a proprio vantaggio.

Un libro breve, che si legge facilmente e si svolge nell’arco di una manciata di giorni, e che porta in Italia Jacobs, il più prolifico autore afrikaner per ragazzi.

Jaco Jacobs, L’albero al centro del mondo (trad. di Marina Mercuriali), Rizzoli 2019, 192 p., euro 15, ebook euro 7,99

La scorciatoia

25 Mar

Tamaya e Marshall percorrono ogni giorno la strada di andata e di ritorno dalla scuola; abitano nella stessa strada e, siccome la madre di Tamaya non vuole che si muova da sola, da quattro anni lei cammina insieme al ragazzo più grande di lei. Lo osserva e sa che negli ultimi mesi è cambiato, così come i suoi voti e il modo in cui si comportano con lui i compagni. Tamaya non sa che lo ha preso di mira il bullo della scuola, uno dei ragazzi al cui tavolo le sua amiche hanno cominciato a sedersi. Nella prestigiosa scuola che frequenta grazie a una borsa di studio, Tamaya si sente una “brava bambina” che non ha mai fatto assenze né cose cattive, un’etichetta che pare stridere col nuovo corso inaugurato dalle compagne. Allora Tamaya sfida il divieto imposto da sempre: segue Marshall anche quando decide che torneranno a casa passando per il bosco proibito. Marshall cerca di sfuggire alle botte di Chad, ma innesca una catena di eventi che portano alla scoperta di un grave danno ambientale, tanto grave da generare un’epidemia che arriva a minacciare l’intera cittadina  e che potrebbe avere conseguenze mondiali.

Sachar costruisce una narrazione essenziale e asciutta, dove c’è tutto il necessario; intreccia punti di vista diversi a seconda dei capitoli e intervalla la scansione cronologica degli avvenimenti con le udienze segrete della Commissione per l’Energia e l’Ambiente sulla Sun ray Farm, che ha sede proprio a una cinquantina di chilometri dal bosco in questione, e sul biolene, scoperta d’avanguardia per l’approvvigionamento di energia. Il lettore conosce i protagonisti, sa dei loro pensieri e dei loro stati d’animo e parallelamente si trova invischiato in una faccenda dove vorrebbe andare avanti il più rapidamente possibile, sperando in una soluzione positiva. Ma non è solo il fango avvelenato che invischia, sono anche tutte le domande che vorticano nella testa di Marshall: perché nessuno fa qualcosa se tutti sanno cosa gli sta capitando? Perché lui stesso è tanto codardo? E cosa fa differenza tra audacia e coraggio, si chiede a sua volta Tamaya.

Questo è uno dei titoli che inaugurano la nuova collana Piemme/Il Battello a vapore chiamata I vortici: ecco il video di presentazione; raccoglie romanzi mai tradotti prima in italiano e alcune nuove edizioni che festeggiamo, come La grande avventura di Westall e Ragazzi di camorra di Varriale.

Il sito dell’autore, che vi accoglie con la potente immagine della copertina dell’edizione originale proprio di questo romanzo.

Louis Sachar, La scorciatoia (trad. di Flora Bonetti), Piemme 2017, 192 p., euro 12, ebook euro 6,99

Granpa’

5 Giu

More about Granpa'Galoppammo su un sentiero di sabbia ed erba. L’aria mi frustava il viso. Ero stupidamente felice. Mi sembrava che la natura fosse stata creata solo per me. Le ramaglie che di tanto in tanto mi flagellavano il viso mi riattivavano la circolazione dando nuovo vigore alla mia felicità. La vita meritava decisamente di essere vissuta, qui, adesso e subito.

Siamo a giugno, ma io credo di aver trovato il mio libro dell’anno, un gioiellino tradotto dal francese nella collana Arcobaleni di Camelozampa dove si trovano libri per adolescenti: racconti sinceri e scomodi al punto giusto, racconti brevi, essenziali da leggere d’un fiato.

In questo racconto lungo la voce di John, sedici anni, ci porta dritto nel vortice della vicenda. Stiamo accanto a lui mentre passa al nonno gli attrezzi per sabotare i macchinari della compagnia petrolifera, galoppiamo sudando insieme a lui e guardiamo attraverso i suoi occhi l’avvicinarsi dello sceriffo col suo carico di notizie.

Da qualche mese John accompagna il nonno in atti notturni di sabotaggio nei confronti della Arizona Oil Company. Casualità, fortuna e un Winchester a tracolla come difesa, insieme alla volontà del nonno di difendere la sua proprietà e il paesaggio, di impegnarsi in una disobeddienza civile che ha radici profonde nella sua storia e nel suo rapporto con la terra, con la natura. Un nonno ottantenne bello della sincerità che solo chi crede in quello che fa sa avere, forte della certezza che la sfortuna è un problema che va preso per le corna e lanciato il più lontano possibile e che noi siamo solo una piccola parte di quel che ci circonda e che non siamo superiori a nulla se non siamo capaci di preservare quel che la natura ci offre. Un nonno un po’ mascalzone, un po’ burbero, con un certo senso dell’ironia.

Un racconto che parla della natura e del rispetto che esige, del modo di intendere la vita, ma anche di quando bisogna saper disubbidire a certe regole per rispettare quel che è giusto.

«Figliolo, devo dirti una cosa. Ma prima, vorrei che tu ti guardassi attorno con attenzione. Sì, così. Che tu osservassi gli alberi, gli animali e anche il più minuscolo degli insetti come se fossero parte della tua famiglia. Vorrei che tu mangiassi l’aria. Non accontentarti semplicemente di respirarla. Sentila che ti vibra nei polmoni, che ti nutre. E voglio che tu mi dica se vale davvero la pena».
«Se vale la pena di fare cosa, Granpa’?»
«Di vivere, figliolo. Di vivere…»

Ecco il sito di Christophe Léon.

Christophe Léon, Granpa’ (trad. di Sara Saorin, copertina di Giovanni Nori), Camelozampa 2012, 79 p., euro 9