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Perché il cane ha il naso bagnato

19 Feb

cane nasoRivisitazione della storia dell’arca di Noè in salsa nordica, dove l’arca è propriamente una barca di salvataggio, gli animali vengono convinti a salirci mentre stanno bevendo qualcosa al bar e il patriarca ha un tatuaggio da marinaio di lungo corso sull’avambraccio sinistro. Le delicate e surreali illustrazioni di Øyvind Torseter – vincitore del Bologna Ragazzi Award nel 2008 e autore de Il buco, uscito per Orecchio Acerbo nel 2013 – ne fanno subito un racconto divertente dov’è possibile individuare quali animali salgono a bordo, con quale tipo di bagaglio e a quali attività si dedicano durante la lunga traversata (lettura, carte, massaggi, tuffi in piscina) mentre Noè è costretto a impegnare la giornata per nutrirli, visto che ognuno mangia cibo diverso, in quantità differenti e a orari non coincidenti. Dopo venti giorni di navigazione però tra le assi di legno si apre un piccolo buco; la soluzione è a portata di mano: chi se non il cane, ultimo salito a bordo e fedele confidente del patriarca, può rimanere per i biblici quaranta giorni e quaranta notti a tapparlo col suo naso? Lo sforzo dell’animale verrà ripagato: felici e festanti, tutti scendono a terra dopo che l’arca ha sbattuto contro una montagna. Ci sono fiori e piante nuove, l’arcobaleno e un mondo da colonizzare; Noè corre indietro a riprendersi il cane che da allora appunto ha il naso umido. 

Lettura di sicuro successo con i piccoli lettori, insieme ai quali osservare gli animali, le loro feste, le attività, le posture e questo Noè rock che si scatena in un ballo sul ponte insieme alla moglie.

Il sito dell’autore.

Kenneth Steven – Øyvind Torseter, Perché il cane ha il naso bagnato (trad. di Virginia Ponciroli), Electa Kids 2014,32 p., euro 14,90 

Quando Noè cadde dall’Arca

4 Nov

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Ecco la storia dell’arca di Noè in rima baciata, accompagnata dalle illustrazioni di Tessaro che regalano gallerie di animali, ma anche di alberi ed erbe (sì, c’è un’isola lussureggiante in mezzo al mare) e persino di umani, con gli incanti finali della barca che naviga sotto le stelle mentre nel mare la accompagna un pesce gigante formato da pesci di tutti i colori e di tutte le forme.

Fin dalla prima pagina, l’autore dice che racconterà la storia ben nota cambiandola a suo modo, introducendo una sorpresa che giunge per via, quando appunto la famiglia di Noè tenta di raggiungere la rigogliosa isola e poi finisce a mollo, patriarca compreso. A questo punto gli animali si danno da fare per trovare una corda con cui issarli a bordo, ma per un attimo si è sull’orlo dell’ammutinamento: il maiale infatti fa riflettere tutti su come andrà il mondo se gli umani verranno salvati e si mangeranno wurstel, salami, bistecche (e si avvolgeranno in pellicce). Ma poi qualcuno (chi sarà mai?) getta una fune, i naufraghi tornano a bordo, esce il sole, “e la colomba col ramo d’ulivo /diede il segnale che il mondo era vivo”.

Il libro si presta decisamente per la lettura ad alta voce, anche se il testo è scritto in quartine senza virgole, senza punteggiatura, senza segnalazioni di discorso diretto e probabilmente in alcuni passaggi risulta di non così immediata comprensione nella struttura sintattica ad un lettore alle prime armi. Se oltre alla lettura ad alta voce, decidete di utilizzarlo in un laboratorio sull’immagine si apre al discorso di tutto quel che si può fare tagliando e assemblando la carta e sta in compagnia di tutti gli albi di Eric Carle costruiti in questo modo (a proposito, sul sito ufficiale trovate giochi e immagini da scaricare e utilizzare).

Il sito di Tessaro. I libri di  Cinquetti.

Nicola Cinquetti – illustrazioni di Gek Tessaro, Quando Noè cadde dall’Arca, Lapis 2013, 28 p., euro 14,50