Tag Archives: Anne-Laure Bondoux

L’alba sarà grandiosa

20 Giu

Ho letto questo libro alla fine della scorsa estate, in francese, in una notte di quelle perfette per ascoltare storie. Perfetta per questa saga famigliare il cui racconto dura appunto il tempo di una notte, in cui le ore sono il tempo intimo e condiviso di una madre e di sua figlia, a fare i conti con la realtà taciuta, con i segreti covati per anni.

Tra poco sarà fine giugno, proprio come si dice nelle prime righe del romanzo e all’ora del tramonto, su un altopiano della Creuze, un’auto forse imboccherà il sentiero laterale del bosco, scendendo verso un lago. Quando questo succede, tra le pagine dell’ultimo libro di Anne-Laure Bondoux, nell’auto c’è la sedicenne Nine, arrabbiatissima con la madre alla guida: era proprio la sera del concerto di fine scuola, e ci sarebbero stati tutti, amici e compagni. Eppure la madre l’ha caricata in auto e adesso eccole in una casa di legno vicino a un lago, nascosta tra gli alberi, quasi invisibile. Anche se la ragazza non l’ho sa ancora, stanno andando incontro al tempo di un’attesa, alle ore che le porteranno verso l’arrivo degli ospiti. E cosa c’è di meglio nell’attesa che raccontare una storia? Quella però che Titania, scrittrice di successo, srotola sotto gli occhi della figlia non è qualunque, bensì la sua, di sua madre e dei due fratelli di cui chiunque la conosca ignora l’esistenza. Dopo tanti anni, è arrivata l’ora della verità e il tempo in cui tornare a essere se stessi, in cui si possono posare travestimenti che negli anni hanno protetto nuove vite. Titania Karelman in realtà ha un nome italiano, due fratelli gemelli, un padre italiano di cui si evocano i legami col terrorismo degli anni Settanta e una madre tanto forte da scombinare le carte del destino e assegnare nuovi nomi, modi e mondi ai figli pur di salvarli. Per il segreto taciuto, Titania Karelman continua a leggere con avidità le pagine degli annunci e si diverte a mettere in bocca la parola “capanna” a un personaggio di ogni libro che scrive.

Bondoux costruisce un’epica famigliare dai toni quasi fantastici, dove ogni particolare è esatto nell’ingranaggio generale del racconto. Ne nasce un romanzo che segue, per certi versi, i toni del precedente Finché siamo vivi: una riflessione sulla vita, uno sguardo sulle persone e sul modo di relazionarsi, qui in particolare sul rapporto tra adulti e ragazzi, sui meccanismi della famiglia, sul crescere. Anche se c’è lo sguardo di Nine che, catturata dal racconto, diventa sempre più desiderosa di sapere la verità, il punto di vista è comunque quello di sua madre che non solo narra, ma nel narrare mette le proprie riflessioni e il proprio sguardo su se stessa bambina e adolescente. Pertanto, questo è un libro da lettori della scuola secondaria di secondo grado e da adulti che senza dubbio apprezzeranno la bellezza della scrittura e il suo dire la vita.

Anne-Laure Bondoux, L’alba sarà grandiosa (trad. di Francesca Capelli), San Paolo, 274 p., euro 18

Annunci

Finché siamo vivi

19 Lug

bondouxAnne-Laure Bondoux ha abituato i suoi lettori alla sospensione del tempo narrativo: “Le lacrime dell’assassino” ad esempio avrebbe potuto – se non per qualche minimo particolare – essere ambientato in qualsiasi epoca storica; questo nuovo romanzo narra di avvenimenti che si potrebbero definire reali senza dar loro una collocazione precisa nel tempo e intrecciandoli con elementi magici. In questo modo l’autrice crea delle narrazioni che si prestano al vero senso del narrare (sembrano in qualche modo storie che vengono da un altro tempo, perfette per essere dette ad alta voce, per essere condivise, per lasciare un segno) e che veicolano, attraverso la poesia della parola, temi essenziali che attraversano la storia degli uomini.

Nella struttura circolare di questo romanzo trovano posto infatti la potenza dell’amore, la forza dell’accoglienza, ma anche il potere distruttivo della guerra e dei piccoli dubbi che si insinuano e che diventano presto fuoco che brucia, come la diffidenza verso l’estraneo, verso lo straniero di cui non si conosce nulla e a cui è facile allora e quasi immediato attribuire colpe di disastri, di crisi, di tempi bui. Il fuoco è elemento portante della storia, la storia che comincia ai tempi della Fabbrica, unica rimasta in città, dove si produce incessantemente materiale bellico tra fragore e sudore. Lì entra, con andatura disinvolta, Bo, un fabbro che arriva da non si sa dove, e subito, improvviso scocca l’amore con Hama, operaia dal turno diverso. Basta un attimo per ricordare a chi lavora in fabbrica che il fuoco con cui hanno a che fare nei forni è lo stesso che può bruciare nelle vene; basta una giacca colorata su un monumento grigio a dire la gioia della vita. La tragedia è dietro l’angolo: lo scoppio della Fabbrica, Hama che perde le mani, i sospetti e le violenze degli abitanti: Bo e Hama sono costretti a partire e a vagare tra i boschi, fino ad incontrare una strana famiglia dove tutti i fratelli si chiamano secondo il loro numero d’ordine di apparizione al mondo, ultimi rimasti di un popolo a sua volta cacciato e inseguito. Nel loro mondo sotterraneo cresce Tsell, la figlia di Bo e Hama; nella loro fucina, Bo forgia mani di metallo per la moglie e un’intelaiatura per contenere le forme molteplici che la figlia proietta come ombra, un dono particolare, forse una maledizione; dalla loro casa, la famiglia parte per raggiungere una penisola dove crescere Tsell che nulla sa fino all’adolescenza, del passato: sarà ancora una volta la partenza e il percorrere a ritroso i passi dei genitori a farglielo scoprire, in una circolarità che ricorda i momenti decisivi della vita, e come andare avanti sia saper lasciare andare, sia in qualche modo perdere per acquistare, esattamente come avviene crescendo. Di come le ombre possano svelare, di come sia bello correre per il solo fatto di essere vivi, di come  voler bene davvero sia il numero più difficile e azzardato del mondo.

Confesso la mia passione per la scrittura di Anne-Laure Bondoux; ho letto questo romanzo in francese e devo dire che il lavoro di traduzione è ottimo, anche se ovviamente non è stato possibile mantenere il sottile gioco di parole che c’è tra Dodici, il personaggio che accoglie la venuta al mondo di Shell, che pur essendo uomo è “sage-femme”, che in francese significa ostetrica.

Il sito dell’autrice. La copertina è di Hélène Druvet, colorata rispetto all’originale che forse rendeva un po’ di più.

Anne-Laure Bondoux, Finché siamo vivi (trad. di Simona Brogli), Mondadori 2016, 313 p., euro 16, ebook euro 7,99

Figlio della fortuna

28 Apr

More about Figlio della fortunaAvere una meta è come avere un paio di ali.

La prima volta che ho letto questo libro era notte, era estate e il libro era in francese. Ho cominciato a leggerlo nel silenzio increndibile di una notte di montagna e non ho smesso finché non sono arrivata all’ultima pagina. Ho avuto la forte tentazione, più volte lungo la lettura, di svegliare qualcuno per dire: “Ascolta” e leggergliene un pezzo ad alta voce. La stessa sensazione che ho provato qualche mese dopo con “Bambini nel bosco” di Beatrice Masini. Perché anche questo è un libro magico. Un libro che usa la leggerezza come tutti dovremmo imparare a usarla nella vita, per i momenti lievi e per quelli pesanti. Blaise Fortune, orfano francese  salvato durante un attentato terroristico in Caucaso negli anni Novanta quando era in fasce, è lieve  come un fiocco di neve, come lo sanno essere i bambini per i quali nulla è impossibile. A sette anni intraprende insieme a Gayla, la sua salvatrice, la donna a cui la madre lo ha affidato tra le fiamme dell’attentato, un viaggio verso la Francia per ritrovare la sua famiglia. Un viaggio da pagina 78 a pagina 16 del suo atlante verde, un viaggio dal Caucaso fino a Mont-Saint-Michel. Un viaggio per scoprire la verità e la bellissima storia che l’amore di Gayla gli ha cucito addosso.

Dormi adesso, piccolo miracolo. Domani, la vita sarà migliore.

Anne-Laure Bondoux, Figlio della fortuna (trad. di Francesca Capelli), San Paolo 2010, 203 p., euro 15.

La vita come viene

9 Ott

More about La vita come vieneSilenzio. Iniziamo a ridere piano. è così piacevole che non vorrei avesse mai fine. Sarebbe bello se tutta la vita assomigliasse a un istante così, quando è notte fonda, fuori l’aria è tiepida, tua sorella ti sembra all’improvviso la ragazza più carina del mondo e i segreti escono dalle tue labbra e si sciolgono sulla lingua come caramelle mou.

è sempre difficile evitare di fare confronti con un precedente libro dello stesso autore che ha avuto successo e di cui si è parlato molto perché ha suscitato passioni, perplessità, dibattito. Dopo Le lacrime dell’assassino, arriva in Italia un libro che Anne-Laure Bondoux ha pubblicato in Francia nel 2004, storia della transizione verso l’età adulta di Maddy, 15 anni, che dopo la morte dei genitori vive con Patty, la sorella maggiore di 5 anni. La vicenda, raccontata in prima persona dalla ragazzina, abbraccia l’arco temporale di pochi mesi in cui davvero tutto cambia. A sintetizzare la trama in poche parole, e anche forse banalizzando un po’, si ottiene una catena di eventi (morte in incidente dei genitori, battaglia della sorella maggiore per ottenere la tutela della minore, la gravidanza nascosta di Patty, il parto mentre sono in vacanza in campagna, il problema di cosa farne di questo bambino), che ricorda la reazione che hanno i ragazzi ascoltando per sommi capi la trama di Oh, boy! della Murail: “che sfigati, capitano tutte a loro”. Sì capitano tutte al loro, compreso qui un parto gestito con le conoscenze di un libro e dei serial medici della tv, però in questo caso ci sembra non riesca il gioco magnifico di sposare ironia e profondità del libro della Murail.

In compenso abbiamo letto Le temps des miracles, il libro di Anne-Laure Bondoux uscito in Francia a gennaio e ne aspettiamo presto la traduzione italiana: è un libro profondo e magico.

Anne-Laure Bondoux, La vita come viene (trad. di Francesca Capelli), San Paolo 2009, 242 p., euro 15.

Le lacrime dell’assassino

3 Dic

le-lacrime-dell'assassinoSe c’è una cosa che ho imparato dalla vita è accettare la felicità, anche la più assurda, la più impensabile. Accetti la felicità e faccia silenzio. Tutte le sue domande sono vane… (p. 137)

Se ad un certo punto non apparissero i cibi liofilizzati, le telecamere di videosorveglianza di una banca, i distributori di acqua, questo libro non avrebbe tempo. Sarebbe sospeso ai confini del mondo come il lembo di terra cilena in cui tutto inizia e finisce, ai limiti del possibile come la storia che racconta. Un assassino dall’assurdo nome di Angel Alegrìa uccide una coppia di contadini e si insedia a vivere nella fattoria insieme al loro bambino che ha risparmiato. Ne nasce una storia inaspettata di diffidenza e di scoperta, di convivenza e di sospetto, di gelosia e di cambiamento. Il mondo si affaccia nella vita dei due (padre e figlio? amici? carnefice e vittima?) sotto l’aspetto di un cittadino venuto dal mondo civile, di una donna che cambia l’equilibrio, di un saggio boscaiolo  tratteggiato splendidamente. Pablo – il bambino – assaggia il mondo: le lettere dell’alfabeto, una caramella portafortuna, un cucciolo di volpe, il porto, la fiera, un quadro, le metafore, la musica di Bach. E il mondo cammina, come la macchina della giustizia, come il finale della storia, ma nulla può scalfire il rapporto che si è creato tra un assassino che non riconosce più se stesso e l’innocenza di un bambino. Un romanzo che ha vinto in Francia venti premi letterari in poco più di un anno, da un’autrice coraggiosa che ha saputo portare in primo piano temi che fanno discutere ma che sono necessari.

La scorsa settimana Giorgia Grilli ne ha parlato in un articolo su TuttoLibri.

Anne-Laure Bondoux, Le lacrime dell’assassino (trad. di Francesca Capelli), San Paolo 2008, 187 p., euro 14,50.