Tag Archives: Anna Laura Cantone

Giochiamo a capirci

12 Feb

orangepampDa tempo chi scrive questo post blatera anche di app e ebook e, specie in incontri e convegni, dice della necessità che anche il mercato editoriale italiano provi, sperimenti, si lanci in questa avventura cercando la qualità migliore per bambini e ragazzi. Come sempre, quando il campo è nuovo, si sbircia quello che fan gli altri (cioè gli editori esteri), si va per tentativi, si prova. C’è molto da dire, da sondare, da interrogare. C’è di che confrontarsi: penso alle persone che lavorano coi ragazzi, coi libri, sulla promozione della lettura, a chi i libri li pensa, a chi li pubblica e continuo a credere che non ci sia strada migliore di un lavoro comune (almeno nel confrontarsi e nel discutere).

Su una cosa però dobbiamo capirci. Che anche se il nuovo è incerto, le arance non sono pompelmi. Un libro preso e trasferito pari pari – con qualche animazione, con la voce che legge la storia – in versione digitale non è un’app. Ma è il rossetto sul maiale che anche Valeria Baudo ci ricordava qui in occasione di una veloce ricognizione di un anno fa. Si continua a vederne diversi esempi, non ultimo il prodotto digitale tratto dalla versione cartacea del libro “La maestra è un capitano” scritto da Antonio Ferrara per Coccole Books. Le illustrazioni di Anna Laura Cantone occhieggiano dal tablet; posso scegliere di ascoltare la voce di Elisa Mazzoli che mi legge la storia o leggermela da solo; ma non basta la possibilità di fare un disegno a fare di questa storia altro che il passaggio in digitale dell’esatta versione cartacea. Che può essere valida quanto si vuole, che può riproporre in altro formato in testo che piace ai bambini, ma che non è un’app.

Intanto Timbuktu dà la possibilità di leggere per la prima volta in italiano una delle storie proposte e crea l’app dedicata allo Schiaccianoci: la veste grafica è come sempre elegantissima (le illustrazioni sono in questo caso di Philip Giordano); non c’è nessuno che ti racconti la storia e questa è una  scelta voluta perché segue l’idea che l’app vada condivisa insieme tra bambino e adulto; forse verrebbe da chiedere ancora più musica originale rispetto a quanta già inserita. Eppure, mentre scorro le istruzioni di come interagire con la storia mi chiedo: “Se senti il bisogno di indicare al lettore cosa bisogna fare, forse allora non è tutto così intuitivo”. Forse certe interazioni sono davvero poi funzionali alla storia, come si chiedeva su Ottimomassimo Deborah Soria a proposito di un’altra app splendida disegnata da Oliver Jeffers?

“Non tutto deve diventare per forza ebook” ha scritto Valentina Colombo in un post  che dice anche di come il catalogo di un editore possa abbracciare un altro formato, ma non tutto, ma non per forza. Riflessione suffragata da quella di Giovanna Zoboli dove si parla dell’obiettivo di “creare testi, nel senso proprio in cui Dallari li descrive: supporti che stimolino una pratica di lettura attiva e sviluppino le abilità narrative dei lettori. Oggetti pensati, cioè, per far crescere capacità testuali complesse e strutturate, capaci di formare il pensiero e di creare orizzonti di significato originali” (il testo di Dallari a cui si fa riferimento è “Testi in testa”, Erickson 2012).

Curiosa di vedere cosa ci riserverà questo anno nel digitale per ragazzi, penso sia alle riflessioni degli editori rispetto al loro catalogo, sia al progettare testi e narrazioni nativamente in digitale. Prossimamente vi parlerò di un e-book per ragazzi testato con la partecipazione degli stessi giovani lettori. Un’altra strada, sicuramente da tenere d’occhio.

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L’uovo di Colomba

13 Set

Quando diciamo “l’uovo di Colombo” pensiamo a una soluzione semplice per una situazione all’apparenza impossibile. L’uovo di Colomba prende il nome dalla protagonista della storia e ci dice delle soluzione ribelle a una situazione sfiancante. Colomba è una delle galline del pollaio su cui regna, incontrastato despota, il gallo  Bernardo che porta alla zampa un orologio digitale e incita le galline a produrre ogni giorno un uovo in più. Colomba è il suo vanto: una gallina che non fa mai domande, ma solo uova, arrivando addirittura a cento al giorno. Finché la vecchia Lolla sparisce all’improvviso per andare a “fare il brodo” per la cena del fattore. Complici così la tristezza, una meravigliosa luna piena e la scoperta che gli animali non fanno solo le uova, Colomba fugge verso la libertà e verso un futuro da cuoca sopraffina.

Per i lettori alle prime armi, storia sulla libertà (di farsi domande e di prendere un’altra strada) con le buffissime illustrazioni di Anna Laura Cantone.

Laura Walter – ill. Anna Laura Cantone, L’uovo di Colomba, Emme 2012, 43 p., euro6,90

L’oritteropo che non sapeva chi era

28 Lug

More about L' oritteropo che non sapeva chi eraSapete che cos’è un oritteropo? Io no, non sapevo manco dove bisogna piazzare l’accento quando lo chiami. Però ho scoperto tutto leggendo un divertente libro di Jill Tomlinson dedicato proprio a questo mammifero che vive in Africa ed è il protagonista della storia: Pim è un cucciolo di oritteropo che piano piano, spronato dalla mamma, scopre il mondo che lo circonda, attraverso mille domande e qualche avventura. Scopre di avere una lingua lunga e appiccicosa per mangiare le termiti (Cos’è termiti?), scopre chi sono le scimmie e le giraffe, gli istrici e i ghepardi, chi è pericoloso per lui e chi no. Impara a scavare una tana, a fare la lotta ed è molto contento di esser nato dalla mamma e non da un uovo, come il pitone. Come ogni cucciolo, Pim è buffo, curioso, strampalato e assillante… mille domande, mille perché, mille curiosità. E piano piano, Pim cresce.
Con le illustrazioni di Anna Laura Cantone.

Jill Tomlinson – ill. di Anna Laura Cantone, L’oritteropo che non sapeva chi era (trad. di Chiara Gandolfi), Feltrinelli 2009, 92 p., euro 15.

Il pinguino che voleva diventare grande

21 Gen

il-pinguino-che-voleva diventare grandeUna storia sulla famiglia, nei suoi diversi modi di essere, nei rapporti che si creano all’interno, nei satelliti che ci ruotano intorno (zie, tate, parenti, amici), nelle difficoltà di crescere. Il tutto raccontato attraverso il mondo dei piguini: Otto è un piccolo pinguino contestatore e saputello che si interroga sul mondo intorno. Fa parte dei pinguini imperatore, che si prendono cura gli uni degli altri: in modo particolare i grandi si avvicendano nella cura dei piccoli mentre si cerca il cibo. Capita così che ci siano papà diversi a prendersi cura di Otto, e zie e zii e ognuno di loro sappia qualcosa di interessante e sia indubbiamente diverso dagli altri. Poi ci sono le piccole foche, ognuna delle quali ha un grande tutto per sé. Allora anche Otto dice al suo papà Claudio: “Io ti voglio tutto per me”. La storia di Jill Tomlinson è accompagnata dalle belle illustrazioni di Anna Laura Cantone. A rendere il libro ancora più apprezzabile è il formato: una sorta di albo grande con la copertina rigida. Ci sembra una buona scelta, visto che questa è una storia per crescere ed è dedicata ai lettori di quella fascia d’età in cui si sta a cavallo tra gli albi e i libri di formato più tascabile. In cui si è a metà, né carne né pesce, e allora è bello sapere che qualcuno ha fatto un libro proprio per te: non per i più grandi, non per i più piccoli,  sapere che il libro si adatta a te lettore e non viceversa.

Jill Tomlinson, ill. Anna Laura Cantone, Il pinguino che voleva diventare grande (trad. di Chiara Gandolfi), Feltrinelli kids 2008, 83 p., euro 15.

Tre piccoli fantasmini

31 Ott

Tre minuscoli, buffi fantasmi si gloriano e si vantano delle loro spaventosissime imprese: cos’hanno combinato, quale scherzo hanno fatto, quanto terrore hanno provocato. Poi, alla ricerca di un’azione ancora più spaventevole, arrivano proprio … a casa mia! Se la caveranno? Ancora una volta i disegni di Anna Laura Cantone ci incantano e ci divertono. Storia per una dolce notte di Halloween dalla casa editrice Leonardo Publishing cha ha compiuto un anno.

Goodhart – Cantone, Tre piccoli fantasmini, Leonardo publishing 2008, 32 p., euro 14,90