Tag Archives: Amici

Il cappello di Topolina

30 Set

cappello-di-topolinaUn senza parole quadrato, dedicato ai più piccoli e ai loro adulti che avranno voglia di metterci voce, o magari solo versi e suoni di stupore, chissà… Sì, si presta anche a far le voci questo libro in cui Eric Battut inanella una catena di animali generosi e allegri che si prestano a vicenda il cappello rosso di Topolina. Ovviamente ciascuno lo adatta alle proprie orecchie e, con disinvoltura, anche alle proprie dimensioni, per cui, quando torna in mano alla sua proprietaria, non è più esattamente il cappello che aveva lasciato… Niente paura, perché dietro l’angolo c’è una grande idea che dà nuova forma (e nuova vita) al copricapo.amici

Come già detto, il libro è un senza parole: a volte questi libri fanno paura agli adulti, mentre invece danno possibilità di vera condivisione coi bambini con cui vengono letti perché si può creare insieme la storia, interpretarla, scegliere e dar voce, appunto. Ha le stesse dimensioni e lo stesso pubblico destinatario di un’altra novità Bohem Press, Amici, di Paloma Canonica, che invece il testo ce l’ha. Un testo breve che parla di amicizia, di quel che gli amici fanno insieme, di quel che condividono, di come si può essere diversi ma prossimi: le coppie di animali che infatti si vedono nelle illustrazioni sono in generale bestie che non accosteremo perché per stereotipo siamo abituati a considerarli come opposti.

Bel formato, belle scelte grafiche: due buone proposte per i lettori dai due anni in su.

Eri Battut, Il cappello di Topolina, Bohem Press, 32 p., euro 9,80

Paloma Canonica, Amici, Bohem Press, 32 p., euro 9,80

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Aspettando il vento

8 Gen

aspettando-il-vento

C’è un bambino di nome Arturo e c’è un paese di nome Serranova, che Arturo abita per via del mestiere di suo padre, ferroviere che di tanto in tanto cambia stazione e la famiglia via, al seguito. C’è una manciata di cose a Serranova, in provincia di Brindisi: una fontana, una chiesa, una posta, un alimentari e – poco più in là – un mare bellissimo, quello di Torre Guarceto, con la sua torre saracena, la spiaggia lunga e la palude. In realtà a Serranova c’è anche Caterina, ragazzina che non sta mai zitta, che vuole fare l’ornitologa e che sa tutto su qualsiasi specie di uccello. Arturo invece sta zitto volentieri, così maschera il suo balbettare e anche tutto quel che vorrebbe fare, ma che la madre non gli permette. Allora si rompono le regole: Arturo si sfida a raggiungere da solo la palude e scopre, dove le canne sono più fitte a nascondere uno stagno, un ragazzino magro e spettinato di nome Andrea che gradisce i suoi panini, la sua compagnia e il suo aiuto per costruire una zattera mimetizzata da cui osservare gli uccelli dal centro dello stagno senza spaventarli.

Arturo cominia ad andare ogni giorno allo stagno e persino la notte, sfidando il buio in sella alla bicicletta. Arturo dialoga con quell’amico misterioso, forse reale, forse frutto della sua fantasia, che sta rannicchiato con lui sulla zattera, quasi un nido da cui sporgersi fuori piano piano, mettendo fuori la testa a tratti, annusando il mondo, aspettando il vento giusto per uscire finalmente dal proprio guscio e crescere. Mentre osserva gli uccelli infatti e incamera nozioni e informazioni (dal mito dell’Orsa maggiore e dell’Orsa minore alle caratteristiche del barbagianni a quanti chilometri vola in un anno un colibrì), Arturo acquista senso di sé, perde la balbuzie, pedala forte sui pedali verso il tempo che viene.

C’è silenzio in questo fumetto, c’è vento che scompiglia piume e capelli, c’è la capacità di provare stupore e avere pazienza, di osservare i minimi cambiamenti, di attendere il momento propizio, il vento giusto. Se lo guardate lì rannicchiato in copertina, del resto, vi sembra proprio che stiano per aprirsi anche le ali di Arturo, con gli occhi pieni di cielo e di attesa.

Lo spettacolo teatrale da cui è nato questo fumetto.

Il sito dell’autore.  Il diario di viaggio di Luigi D’Elia, dove si cammina, si fanno nuovi incontri, si piantano alberi. Il blog dell’illustratore. La cooperativa Thalassia che a Torre Guarceto si occupa di sviluppo sostenibile, educazione ambientale e cittadinanza attiva nelle sue diverse forme e linguaggi.

Francesco Niccolini – Luigi D’Elia – Simone Cortesi, Aspettando il vento. Una fiaba verso sud, Becco Giallo 2014, 111 p., euro 14

Amici

6 Nov

amici

Dura il tempo di un’estate il racconto di amicizia e di crescita di questi ragazzi giapponesi, un trio mal assortito a vedersi (lo spilungone con madre alcolista; il miope che inventa un padre diverso ad ogni occasione; il terzo che sogna di essere un pescivendolo come il padre, anche se in famiglia tutti lo spingono verso un lavoro che vorrebbero migliore), ma i cui componenti sono accomunati dall’essere marginali a scuola e facili vittime di scherzi e prese in giro.

Il fascino della morte, che non hanno mai visto da vicino e che li incuriosisce ora che uno di loro ha partecipato ai funerali della nonna, li spinge a osservare e pedinare un anziano che nel quartiere si dice stia per morire: lo seguono, ne imparano le abitudini, ne scherniscono i modi e la monotonia alimentare, si dannano quando lo perdono di vista. Ma anche il vecchio li osserva, in un vicendevole addomesticarsi che diventa un rapporto di amicizia in cui si condivide il tempo dopo la scuola. Un tempo fatto di racconti del passato e di silenzi, di lavori in casa e in giardino, di pattume finalmente buttato e di segreti su come tagliare l’anguria e sbucciare una pera. Un tempo fatto di condivisione e di attesa; ne sono indizi i cuscini che crescono in casa del vecchio fino a quattro, uno per ciascuno, oppure il cibo acquistato apposta per i giovani amici, il loro tentativo di ritrovare la moglie abbandonata al ritorno della guerra, lo spettacolo di fuochi artificiali che l’anziano regala. O ancora il fatto che il vecchio, senza dover chiedere nulla, sappia caratteristiche e abitudini dei ragazzi e indovini al primo colpo chi ha dimenticato sul portico quel romanzo di Westall.cosmea

Un romanzo di formazione imperdibile che racconta del crescere dell’amicizia esattamente come fossero le cosmee che i ragazzi piantano nel giardino del loro anziano amico: prima solamente semi, un giardino di fiori addormentati in un cassetto, poi cura, riparo dalla pioggia, ascolto, preoccupazione. E infine mazzi di fiori colorati che i ragazzi portano via, quando la scuola ricomincia e si delinea per ognuno un percorso diverso, dopo esser riusciti a superare paure e a toccare la morte come all’inizio avevano sperato. La morte entra in questo romanzo in modo del tutto naturale, lasciando tristezza e sgomento, ma anche delicatezza e profondità a sostituire la curiosità iniziale.

A proposito dell’autrice. Il film tratto nel 1994 da questo pluripremiato libro a opera del regista Shinji Sōmai. L’illustrazione di copertina è di Francesco Sanesi.

Yumoto Kazumi, Amici (trad. di Daniela Guarino), Atmosphere libri 2014, 189 p., euro 14