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Cercando l’onda

1 Ago

cercando l'ondaMagnifica sorpresa questo romanzo d’esordio, dal ritmo incalzante e dall’andamento mai banale che cattura il lettore e lo porta fino all’ultima pagina (e sicuramente anche l’ottima traduzione ha i suoi meriti). Ha proprio l’andamento di una delle onde che il protagonista prende la sua tavola da surf: appare all’improvviso tra la calma del mare, porta sempre più in alto e travolge.

Si racconta di Sam, sedici anni, tornato con mamma e sorella in Cornovaglia, dove ha vissuto i suoi primi quattro anni, fino alla morte del padre e al trasferimento a Londra. La prima persona che incontra è Jade, vicina di casa appassionata di surf, dall’aria inquieta, dalla risposta tagliente e sprezzante del pericolo; è lei a presentarlo al gruppo di amici che fa surf, in cui Sam viene simpaticamente nominato “lo sfigato”. Appassionato di astronomia e di fisica, sa bene la forza che può avere un’onda, conosce le caratteristiche dell’energia, ma non sembra affascinato dal saltare su una tavola e mettersi a surfare. Eppure pian piano gli pare la via più semplice per risaltare agli occhi di Jade e comincia da solo, di nascosto ad assaggiare al mare, fino a venire travolto dalla passione, dall’adrenalina che gli fa passare ore e ore sulla tavola. Intorno c’è il gruppo, le rivalità tra bande, la droga che uno degli amici più grandi spaccia, le bugie, la forza dell’amore per Jade e i suoi lati oscuri. Su tutto c’è il mare e quei leggendari scogli denominati Corna del Diavolo che nessuno sa identificare, ma che sembrano perfetti per generare onde enormi. Fino al giorno in cui Sam, frugando tra le carte del padre nella casa della nonna, scopre una sigla accanto a un punto preciso su una carta nautica: CD. Forse è proprio lì che il padre è scomparso in mare durante una terribile tempesta; sicuramente è lì che i ragazzi vogliono a ogni costo surfare.

Christopher Vick, Cercando l’onda (trad. di Alessandra Orcese), Giunti, 382 p., euro 14, ebook euro 8,99

Wonder

20 Giu

Più riguardo a Wonder

Qualche volta cominci un libro proprio nel giorno sbagliato, in cui hai pensieri concentrati che proprio non ti lasciano andare avanti, così finisce nel bagagliaio del’auto e te lo porti in giro fino a un tardo pomeriggio di luce di montagna in cui ti siedi in mezzo a un prato e lo leggi fino alla fine. Un libro che fa ridere e piangere, in cui io ho fatto i conti del “questo ce l’ho” condividendo con Auggie situazioni e stati d’animo, “peste” e ribellioni a eccessive protezioni. Forse leggendo la trama vi sembrerà triste o difficile, ma fa ridere davvero. Fa ridere con ironia bella e spesso feroce perché il protagonista, proprio come capita in questi casi,  dice di se stesso con nonchalance  delle cose terribili e vi graffia un po’ con la sua causticità di diritto e vi fa sorridere, se ne avete l’intelligenza.

Auggie è nato con la sindrome di Treacher-Collins, malattia ereditaria che colpisce i tratti del viso, il palato, i condotti uditivi. Auggie è consapevole di essere  “un mostro”, come lui stesso si definisce. Conosce alla perfezione la reazione delle persone che lo vedono per la prima volta e quell’attimo in cui abbassano le palpebre o distolgono lo sguardo, quasi potessero annullarne la presenza insieme al loro imbarazzo. Conosce quel che sussurrano di lui le persone quando passa o le domande che gli possono fare gli altri bambini con cui gioca al parco, ma anche quanto possono essere veloci alcuni adulti ad allontanare da lui i loro figli o dolorosi gli insulti. La sua conclusione è molto semplice: “l’unica ragione per cui non sono normale è perché nessuno mi considera normale”. E bisogna farci i conti, soprattutto nel momento in cui entra in prima media e per la prima volta va a scuola, abbandonando il nido protetto della sua famiglia e della cerchia dei conoscenti.

Affrontare la scuola significa per Auggie affrontare il mondo, con le sue paure, con gli errori che commettono gli altri pensando di facilitargli la vita, con i pregiudizi e i preconcetti (compreso il fatto di chi si stupisce di quanto sia intelligente), con la paura che chi gli diventa amico non lo faccia spontaneamente ma per commiserazione o perché qualche adulto – un genitore, il preside, gli insegnanti – glielo ha chiesto come favore.

Il libro è costruito a più voci: non solo il punto di vista del protagonista, ma anche dei compagni di scuola e della sorella, dando così al lettore la possibilità di wonderavere più voci da ascoltare e di cui tener conto. Dentro ci trovate Guerre Stellari, i migliori travestimenti per Halloween, una ragazza di nome Summer che è un po’ la Stargirl di Auggie, la colonna sonora che corre lungo le pagine, i precetti del prof. Browne e quelli dei suoi alunni. E che a ognuno di voi capiti un giorno una standing ovation dedicata e la possibilità di conservarne il ricordo come se fosse sempre in corso: è una meraviglia, davvero.

Il sito dell’autrice, Jill Aramor, e il suo blog. Il libro diventerà un film la cui sceneggiatura è stata affidata a John August (Frankenweenie).

In Francia questo romanzo è stato protagonista di una duplice scelta editoriale: è stato proposto da Pocket jeunesse per la fascia +13 anni, con una copertina che richiama l’edizione originale americana a cui rimanda anche la grafica italiana, e da Fleuve Noir nella collana di letteratura generale.

R.J. Palacio, Wonder (trad. di Alessandra Orcese), Giunti 2013, 285 p., euro 9,90 (ebook euro 5,99)

Senza paura

19 Ago

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Questo libro è il seguito di Un’estate, una vita che ha avuto molto successo di pubblico tra le adolescenti e a buona ragione, visto che era un romanzo delicato e insieme difficile che raccontava i dubbi di Mia, incinta a quindici anni, in fuga da tutti quelli che sembravano sapere cos’era meglio per lei. Quel viaggio alla ricerca della propria scelta si concludeva con la decisione di tenere il bambino e infatti il nuovo libro si apre con la nascita del piccolo: un ciuffo di capelli neri come alghe, due bellissimi occhi azzurri e un nome da trovare. Quando Mia torna a casa si trova a gestire una nuova situazione nell’ambiente di prima in cui nulla è cambiato: le amiche preparano esami e feste, il padre ha una nuova compagna, la madre è lontana, le sorelle assenti. E  Will, il padre del bambino, sembra proprio non volerne sapere. Un romanzo all’altezza del precedente, che sicuramente piacerà alla giovane lettrici.

Qui il sito dell’autrice, che merita davvero una visita… guardate che belle illustrazioni e che grafica ci accolgono: si vede che all’autrice piace il mare, sempre presente anche nei suoi libri!

Julia Green, Senza paura (trad. di Alessandra Orcese), Mondadori 2009, 263 p., euro 8,50