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Louis e i suoi fantasmi

27 Mar

Dopo Jane, la volpe & io, la coppia Arsenault-Britt racconta di un personaggio maschile, anch’esso alle prese con i problemi connessi al crescere e in particolare alla famiglia. Louis ha undici anni e dal nuovo anno scolastico vive insieme al fratellino Funghetto diviso tra la campagna, dov’è rimasto a vivere il padre, e la città, dove si è trasferita la madre. La rottura tra i genitori è dettata dall’alcolismo paterno e ha costretto i ragazzi a trasferirsi in un appartamento con vista tangenziale. Louis ha un nuovo amico di nome Boris e un amore enorme, immenso, fulminante: quello per Billie, ragazzina silenziosa e persa tra i libri, dalla voce ferma e l’atteggiamento pacato anche quando affronta i bulli della scuola. Billie è un raggio di sole, una regina muta, un temporale d’estate. Billie lo paralizza al punto che pensa non riuscirà mai a parlarle. Billie è in qualche modo il punto fermo, il quotidiano che ricomincia dopo che pareva le cose in famiglia si fossero aggiustate e invece era solo parentesi, una  folgorante e profonda dichiarazione d’amore in cui trabocca tutta la forza del sentimento.

Il racconto procede per capitoli, ciascuno un episodio, quasi una lezione di vita, che fanno procedere la storia nel corso dell’estate e poi nella ripresa scolastica. Si procede grazie alle domandi incessanti di Funghetto, alle citazioni musicali, ai ricordi. Se nel libro precedente la protagonista Hélène incontrava una volpe, qui è un cucciolo di procione a farsi prossimo a Louis e a lasciare che il ragazzo si prenda cura di lui come forse non riesce e non può a fare con gli umani che ha intorno. Anche in questo libro il colore appare tra i grigi e i neri: sprazzi di verde fluo e di giallo, colori da ghiaccioli estivi, che sottolineano le emozioni, i momenti importanti in una riflessione sulla famiglia, sui genitori, sulla fragilità degli adulti, sul coraggio e sull’amore. Ovviamente perle di saggezza seminate qua e là, sovente in bocca al più piccolo che dice senza filtri, come capita spesso.

Il blog dell’illustratrice. A Isabelle Arsenault sarà dedicata una mostra a Bologna dal 5 aprile al 7 maggio prossimi, a cura di Hamelin.

Isabelle Arsenault – Fanny Britt, Louis e i suoi fantasmi (trad. di Michele Foschini), Mondadori 2017, 160 p., euro 16

Quindici giorni senza testa

28 Gen

quindiciUn segreto è come una borsa che devi sempre portarti addosso – ogni giorno ci metti dentro una nuova bugia, e diventa sempre più pesante e difficile da trasportare da soli.

La borsa è quella che cerca di trascinare Lawrence, quindici anni, un fratellino di sei da accompagnare a scuola, una madre che scompare improvvisamente. Sulle prime Lawrence cerca di non farci troppo caso, di dirsi che è ad uno dei due lavori tra cui si divide, che sta smaltendo la solita sbornia del mercoledì, poi non può fare a meno di pensare che li abbia abbandonati. Abituato a rapidi trasferimenti di città quando i servizi sociali si fanno pressanti; abituato a badare al fratello e alla casa; abituato a nascondere le difficoltà, Lawrence si imbarca nell’impresa di far finta che tutto vada come il solito. Il che implica mentire alla ficcanaso del piano di sotto e agli insegnanti; travestirsi per tentare di incassare i soldi sul conto che la nonna gli ha intestato; imbastire una sorta lavoro di squadra col piccolo Jay, prendendo spunto dai suoi adorati cartoni di Scooby Doo. Ma non a tutti si può mentire; non di certo a Mina, la ragazza che lo trova un po’ strano ma che sa leggergli dentro; non di certo quando ci si convince che la propria madre sia in realtà vicinissima, persa nei sensi di colpa e nel convincimento che i figli meritino altro.

Comincia allora un lavoro di squadra dove Jay ovviamente è Scooby (e morde proprio come il cane in questione), Lawrence è Shaggy e Mina Velma. Con una segreta missione speciale in più: per due settimane, tutte le sera, Lawrence partecipa a un quiz telefonico, utilizzando il nome del padre prematuramente scomparso, per tentare di vincere una vacanza gratis per tutta la famiglia.

In questo libro non si ha da mangiare, non si sa cosa fare, si ipotizza di rubare al supermercato e di raggirare la cassiera della banca, si scappa, si finge, si allaga la casa del vicino e si sa tutto degli scarafaggi perché si incontrano sul divano del salotto o nel lavandino della cucina. Eppure in questa storia si ride con il cuore e la si legge tutta d’un fiato per indovinare la risposta alla domanda cruciale. Quella di un quiz telefonico. Ma  anche quella di cosa meriti nella vita. E di cosa si è disposti a fare per quel che davvero merita.

Ecco il sito dell’autore

Dave Cousins, Quindici giorni senza testa (trad. di Giulia Guasco), San Paolo 2013, 325 p., euro 17,90

L’attimo perfetto

19 Nov

Ma non so proprio perché dovrei dare spiegazioni a chicchessia. Perché non dovrei fare esattamente quello che sto facendo? è splendido andarsene in giro il mattino all’alba, prima che sorga il sole. Si ha la sensazione di essere supervivi. Sei a conoscenza di un segreto che tutte le persone squallide, addormentate, non sanno. Al contrario di loro, tu sei vigile e consapevole di esistere proprio qui, in questo preciso istante, tra quello che è successo e quello che sta per succedere.

Ecco il classico libro a cui dalla copertina non daresti grande fiducia e invece ti trovi a leggere un romanzo piacevole, scorrevole e con un finale decisamente non scontato e non banale.

Sutter è l’anima di tutte le feste della scuola, dovrebbe diplomarsi entro pochi mesi ma pare che i suoi voti non siano del tutto d’accordo, ha un lavoretto pomeridiano in un negozio di abbigliamento dalla cui vetrina osserva il mondo e una sola religione: abbracciare il bizzarro. Soprattutto se a rendergli più semplice la vita c’è la sua attrezzatura quotidiana: l’inseparabile fiaschetta di whisky e l’immancabile 7Up. Perché Sutter è convinto che la sua abitudine di bere “un pochino più di un pochino troppo” non sia dipendenza, ma un semplice modo di vivere.

Finché la sua ragazza lo lascia e lui non sa nemmeno esattamente perché (era troppo ubriaco quando lei glielo ha comunicato), il suo migliore amico cambia giro e abitudini e lui decide di lanciarsi inaspettatamente in una missione speciale: conquistare Aimee Finecky e tirarla fuori dal guscio. Certo lo scopo è solo quello di dare fiducia in se stessa a una ragazzina che a scuola nessuno nota, ma in realtà i due finiscono per fare coppia fissa: Aimee anche con la fiaschetta del whisky e Sutter con la capacità della ragazza di guardare oltre i suoi modi di fare, in quei segreti di famiglia che lui tiene ben nascosti sotto le storie che continua a raccontarsi.

Il sito dell’autore.

Tim Tharp, L’attimo perfetto (trad. di Francesca Flore), Piemme freeway 2012, 399 p., euro 16.