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L’anno che il mondo si è fermato

26 Feb

furnissIl mondo può rovesciarsi da un momento all’altro e mandare a gambe all’aria tutto quello che fino a quel momento pareva scontato e certo: può succedere mentre sei al cinema con la tua migliore amica e ti scocci anche all’uscita a trovare quindici chiamate di tuo padre sul cellulare, fino a quando non capisci che c’è un motivo e sai istintivamente cosa è successo. Pearl perde la madre a sedici anni, improvvisamente: la lascia in cucina a sfornare una torta e la trova morta in ospedale, con l’unico lascito frignante della sorellina Rose, venuta al mondo prematura. Per settimane il padre passa le giornate vicino alla bambina e Pearl si chiude nel guscio che la protegge da tutto: la scuola, gli amici, la vita quotidiana; l’unico pensiero è continuare in qualche modo a comunicare con la madre. Intanto cresce la rabbia: verso l’uomo che l’ha cresciuta come un padre pur non essendolo, verso la madre che l’ha lasciata e che non le ha raccontato cose del passato che ora sembrano tanto importanti; verso la scuola, l’amica che ha un nuovo ragazzo all’apparenza perfetto, la vita che si stravolge quando Rose torna a casa e al seguito una nonna esuberante.

In questo romanzo ci sono gli elementi giusti, giusti anche magari per farlo diventare un romanzone adolescenziale (tragedia in famiglia, un’amicizia spezzata, un senso che non si trova, un’anziana vicina che sa com’è la vita e da cui arriva un nipote prossimo alla partenza per il conservatorio, un padre mai conosciuto da ritrovare), ma l’autrice sceglie la misura dell’essenziale, la misura dell’asciugare e del sottrarre l’inutile, regalando una prosa esatta che segue lo scorrere dei mesi e non indugia in inutili particolari, frasi superflue o scandaglio di ogni situazione. Lascia un respiro giusto che fotografa i rovesci continui del mondo quotidiano dopo la tragedia, i piccoli cambiamenti, gli scarti che sommandosi fanno un nuovo mutamento, e non per forza negativo.

Il sito dell’autrice.

Clare Furniss, L’anno che il mondo si è fermato (trad. di Beatrice Masini), Bompiani 2015, 237 p., euro 18, ebook euro 9,99

Incendi estivi

17 Feb

incendi

L’estate post diciotto anni di Rachele e quella dei sedici di sua sorella Sabrina in un fumetto che si potrebbe definire sommesso, per la bicromia che contraddistingue le sue tavole, per il modo naturale – naturale come la quotidianità dei giorni di ciascuno – con cui inanella quel che capita: le incertezze, le rabbie improvvise, l’insofferenza, le scelte da fare, quelle non fatte, gli errori, il pentirsi, il perdersi in una liberatoria risata di condivisione.

Le due sorelle fanno le sorelle: liti, sottintesi nei discorsi a tavola davanti ai genitori, smascheramenti e bugie, pianti in comune, porte sbattute. Intorno gli amici, il gruppo, i compagni di scuola, ma anche il corpo che cambia, i desideri taciuti e quelli soddisfatti senza chiedersi troppo, chi fa le tacche su un taccuino e chi mette punti interrogativi sull’amico che forse è qualcosa di più.

L’estate scorre in un paese del Centro Italia sulla cui collina continuano a dilagare incendi notturni, scorre tra una lezione e l’altra in vista dell’esame di guida. E a questo somigliano i giorni di Rachele: agli strattoni che dà l’automobile quando ancora non la comandi bene, allo spegnersi improvviso di quando ti dimentichi della frizione, ai passi incerti nel bosco alla ricerca di tracce di piromani e di animali da salvare; sono fatti di momenti in cui ti lasci scorrere tutto addosso e in cui scegli di non scegliere, di non rispondere ad un telefono, di fare ripicca per poi scoprire che chi combinava con te lo scambio scolastico dall’altra parte del mondo è partito davvero mentre tu continui a fissare un telefono. Per poi capire che è più semplice ricominciare a parlarsi forse proprio perché c’è la distanza di mezzo.

Un buon specchio di adolescenza, con una gran colonna sonora, esplicitata tra l’altro a fondo volume, per cui potete farvi una playlist con cui accompagnare la lettura.

Il sito di Giulia Sagramola.

Giulia Sagramola, Incendi estivi, Bao Publishing 2015, 204 p., euro 18

Dammi la mano

17 Dic

dammi-la-manoLa rabbia dell’adolescenza concentrata sui volti crucciati e torvi dei protagonisti di questo fumetto, all’ultimo anno di scuola media, convocati dalla preside perché protagonisti di una zuffa nell’ora di inglese. Affidati a un professore che sa vedere oltre le apparenze, si vedono assegnato come punizione un lavoro comune: ogni pomeriggio, sabato compreso, dovranno lavorare insieme per rimettere in sesto la carcassa di un vecchio biplano che giace nel terreno della scuola. A colpi di cartavetro e insulti, silenzi e vernice, i due cominciano a scoprire angoli di sé, raccontandosi prima attraverso musica e libri fino a far emergere i motivi principali della loro rabbia. Entrambi vengono da situazioni famigliari complesse, hanno a che fare – per cause diverse – con un solo genitore e la vita in casa non è semplice. Si sentono soli, arrabbiati e non ascoltati; hanno dei segreti e hanno dei sogni a cui necessitano ali per poter prendere il volo.

Si parla di libri e di musica (c’è De André, ma anche i Subsonica e gli Oasis), di dignità, di lavoro che manca, di modi di fare, di pari e di madri. Si parla di scuola, di insegnamenti, di possibilità di fidarsi, della bellezza che qualcuno si fidi di te. E siccome è un fumetto italiano ci fa ancora più piacere segnalarlo.

Il blog dell’autrice.

Simona Binni – colori di Marcello Iozzoli, Dammi la mano, Tunué 2015, 128 p., euro 14,90

L’estate del cane bambino

10 Nov

estate cane bambinoRecupero quest’uscita dello scorso anno per segnalare un libro che ben si inserisce fra le letture dei ragazzi più grandi e che ci rimanda ad altri interessanti testi italiani che ripropongono le vicende di un gruppo di giovani amici, l’estate, il dramma che irrompe (tra gli altri, “Il regno degli amici” di Raul Montanari, Einaudi, e “L’estate del cane nero” di Francesco Carofiglio, Marsilio).

Costruito in una sorte di sospensione temporale che cristallizza un’estate degli anni Sessanta in un piccolo borgo del veneto, il romanzo fa leva su una commistione fra realtà e leggenda: la realtà di un piccolo paese in cui tutti si conoscono, quel che si dice alle spalle degli altri in un paese dal nome che si presa alla leggenda, Brondolo; le leggende appunto che si raccontano e si tramandano: l’Uomo Sauro, un pesce siluro chiamato coccodrillo di fiume, un suonatore di fisarmonica che appare dal nulla, la valle dei sette morti. Sono le storie che con maestria narra il nonno del protagonista, quelle che fanno paura ai bambini, che i ragazzi vogliono ascoltare e ascoltare ancora e che, in qualche modo, fanno naturalmente parte del loro mondo, scandito di scuola, lavoro negli orti dei genitori, vita ai margini della mondanità e dei divertimenti adulti che stanno qualche chilometro più in là.

Quando scompare il fratello minore di uno dei cinque ragazzi del gruppo, che da sempre condividono il tempo libero, le partite a pallone, gli appostamenti a spiare le lavandaie, il sogno di evadere dalla sonnolenta quotidianità del borgo, ecco che pare allora quasi naturale pensare che si sia trasformato in un piccolo cane nero apparso da non si sa dove proprio coincidentemente la scomparsa. Un modo per esorcizzare la verità, per credere che al piccolo Narciso non sia successo nulla di grave, per tentare di tornare alla vita nonostante il dolore e le perdite che la fine dell’estate porterà con sé. Raccontato in prima persona dal protagonista, che torna dopo tanti anni nel luogo dove non ha più messo piede, il romanzo diventa una rilettura degli avvenimenti di allora attraverso gli occhi del ragazzo di un tempo e dell’adulto di adesso. La capacità narrativa degli autori regala passi perfetti per essere condivisi ad alta voce e per introdurre a una storia intima e dura, che parla di omertà, di abusi, di manicomi come San Servolo, di impossibilità di fuggire la realtà, ma anche di possibilità di costruire rapporti onesti tra adulti e ragazzi, anche quando le cose sono difficili da dire. La descrizione del rapporto tra nonno e nipote protagonista è certamente uno dei motivi per cui questo romanzo è da leggere e da proporre.

L’illustrazione di copertina è di Gianluigi Toccafondo.

Mario Piastacchio e Laura Toffanello, L’estate del cane bambino, 66thAND2nd 2014, 218 p., euro 16, ebook euro 6,45

Vetro

30 Set

VetroÈ arrivata la prima pioggia d’autunno dopo giornate di settembre ancora molto calde, proprio come per la protagonista di questo libro, che racconta con la grazia cadenzata di brevi frasi – un ritmo che avvicina alla poesia – di come sia crescere. Un passaggio di stagioni, dall’estate all’autunno, che segna un passaggio nella vita e nel corpo, l’uscita dall’infanzia e l’entrata in quella che la ragazzina vede come una galleria di cui conosce lo stato d’entrata, ma senza sapere come ne uscirà. Sarà Cambiata, quel cambiamento già iniziato e che molti nei mesi estivi hanno rimarcato e sottolineato; decide allora di mantenere una traccia di quella che è in questo momento scrivendo una cartolina all’indirizzo di casa. Scrive a se stessa per ricordare le cose che ama fare (guardare dai finestrini, disegnare sul margine dei libri, pensare al bosco, leggere all’aperto…) per lasciare una traccia.

L’intero libro in realtà, con i disegni e i collage, i toni sommessi dei pastelli, potrebbe essere un quaderno fabbricato, scritto, foderato proprio dalla ragazzina che quando torna dalle vacanze trova già la cartolina ad aspettarla: quel fitto elenco di cose che ama e che la rendono quella che è l’ha preceduta, proprio come nella realtà quella persona precede e fonda l’adolescente, la ragazza, la donna che verrà, rimanendo a memoria, per strappare un sorriso, per portare alla luce un ricordo quando verrà ritrovato e riletto.

La galleria che necessariamente si imbocca crescendo è un’incognita; l’accompagna in questo caso il coraggio del crescere, il prendere la bicicletta e andare a vedere un po’ più in là, oltre la curva, dove non ci si è mai spinti, oltre l’orizzonte quotidiano sconosciuto.

In coda due poesie in cui Silvia Vecchini cristallizza in un frammento di vetro la sensazione del crescere, una parte di sé che si sente, che duole anche quando non è ancora alla luce.

Il blog di Silvia Vecchini. Il sito di Cristina Pieropan.

Silvia Vecchini – Cristina Pieropan, Vetro, Fulmino 2015, 44 p., euro 13

Il tuo corpo adesso è un’isola

12 Set

corpo isolaC’è un isola all’inizio di questo romanzo, vacanza di settembre che il padre propone al protagonista e che blocca il tempo, rallenta l’inizio della scuola. E c’è anche tra le righe “l’idea dell’isola” che prende all’improvviso, che permette di mettere uno spazio tra sé e il quotidiano, di vedere le cose con distanza, di far emergere certi pensieri con chiarezza improvvisa, proprio come si sbuca dall’acqua dopo un tuffo. Ascanio Canti entra in quarta liceo con l’ambizione di lasciare tutto come sempre, a partire dal banco scelto, effetto anestetizzante della quotidianità ripetuta, visita settimanale al nonno, solito giro con gli amici, ritrovo e chiacchiere in quattro sui gradini dell’associazione Amici degli Alpini.

Eppure sotto la superficie bolle il cambiamento. In classe c’è una nuova arrivata, Adele, subito presa di mira dalle compagne che le appiccicano l’etichetta di “ritardata” e così la trattano. A casa della madre – dove Ascanio vive dalla separazione dei genitori – sta per “insediarsi” il nuovo compagno di lei. La rabbia, la ribellione che si fa fuga portano il marchio di due avvenimenti fondamentali nella vita del ragazzo: l’amicizia con Siro ai tempi della scuola media, la morte del fratellino, nato con un ritardo; cose di cui non si parla, come se a non guardare,a non dire ci si potesse illudere di averle cancellate. E Ascanio fugge verso la Germania, verso mesi passati a cambiare casa, arrangiarsi col lavoro, incontrare persone e luoghi. Ma i pensieri non si cancellano e i legami neppure.

Il momento della fuga dà alla narrazione un’accelerazione, quasi la fame di altrove del protagonista rivelasse un ritmo diverso rispetto alla precedente cristallizzazione del quotidiano: il racconto dei mesi in cui scompare e vive in Germania sono veloci, mentre il periodo precedente è un preparare il momento dello scatto ripensando a quanto del passato ha fatto impronta dentro Ascanio. Si affrontano temi come i legami famigliari, il rapporto con le altre generazioni (i nonni) e con gli amici, l’ambiente scolastico, la facilità dei cliché, la necessità di andare lontano per respirare e tentare di trovare il proprio ritmo.

Paola Predicatori, Il tuo corpo adesso è un’isola, Rizzoli 2015, 248 p., euro 16, ebook euro 6,99

Vangelo d’inverno

20 Mag

coverDoveva esserci qualcosa di più profondo. Avevo bisogno di credere che dall’unione dei corpi nascesse un ponte verso qualcosa di più profondo e significativo: parti che si congiungevano per formare un tutto più pieno, come un respiro non è la mera somma di inspirazione più espirazione, ma un unico atto, che i due momenti rendono completo. Era tutto ciò che volevo: un senso di stabilità, di completezza; la promessa che qualunque paura potesse essere dissolta, che dalla solitudine si guariva quando l’espirazione di qualcun altro diventava la mia inspirazione e, insieme, non ci poteva sentire soli.

Il romanzo è ambientato nel 2002, negli Stati Uniti, in pieno terrore post 11 settembre, alla vigilia dello scandalo che travolgerà la Chiesa Americana. Ma questo è lo sfondo.
Aidan è il figlio unico di una coppia dell’alta borghesia americana, con un padre assente, sempre all’estero a risolvere problemi internazionali, e una madre più interessata all’organizzazione delle feste che alla vita del figlio. Elena, la governante ispanica, fa le veci della madre. In questo quadro di adulti sconfortanti, l’unica figura di riferimento per Aidan sembra essere Padre Greg, un carismatico prete cattolico, con cui il giovane collabora per la raccolta fondi della parrocchia. La notte dell’ennesima festa della madre però qualcosa cambia: Aidan si prende la colpa di aver dato da bere alcolici a tre suoi conoscenti (Mark, Sophie e Josie) davanti ai genitori di Mark. Da questo momento i tre lo vedono con uno sguardo diverso e diventano amici. Sembra che tutto vada per il meglio, ma nella piccola e ricca comunità c’è da tempo qualcosa di marcio che rischia di rovinare per sempre le loro vite.

Il Vangelo d’inverno è una storia dura, spietata e dolcissima. E’ una storia di violenza, di eccessi, di amicizia e di amore. Ricorda l’atmosfera di Noi siamo infinito, nel suo narrare la vicenda in prima persona, raccontando tutto come un lungo flash back. E’ scritto bene, con un linguaggio in grado di armare il lettore (rubo la frase a Alessandro Mari) di fronte alla vita. Ci sono personaggi con sentimenti veri, contrastati, profondi e tormentati. E’ romanzo di formazione nel senso che ci formiamo e trans-formiamo nel leggerlo, senza una morale, ma attraverso le vite e le lotte dei protagonisti.

Brendan Kiely, Vangelo d’inverno (trad. Lianna Mark), Mondadori 2015, pp. 225, € 24 (ebook € 9,99)

P.s.: Mi lascia basito il prezzo di copertina dell’edizione cartacea. Come si può pensare che un libro con questo prezzo possa finire nelle mani di un* ragazz* ?

P.p.s: E’ stato inserito nei 10 migliori libri del 2015  dall’Associazione Americana dei Bibliotecari per Giovani Adulti

Per una volta nella vita

12 Mar

eleanor e parkPubblicato per la prima volta nel 2013, questo romanzo è tornato in libreria con una nuova copertina che ammicca maggiormente ai ragazzi e con l’aggiunta dei nomi dei protagonisti, bella pronta per l’uscita del film (Dreamworks ha acquistato i diritti nel 2014 e le riprese – su sceneggiatura della stessa autrice – cominceranno a breve). Così ci permette di riprendere in recensione un libro letto tempo fa e di cui non abbiamo ancora scritto, da inserire subito nelle proposte per i ragazzi della scuola secondaria di secondo grado.

Agosto 1986, autobus diretto a scuola: per quanto Park alzi il volume e pigi le cuffie sulle orecchie, non c’è modo di evitare le voci dei compagni; poi una ragazza nuova sale a bordo, una che non ha idea di come siano le gerarchie e le abitudini, una che non sa dove mettersi, che tutti cercano di evitare, una che si siede proprio accanto a lui perché è la voce di Park a ordinare: “Siediti!”, convinto di essersi appena messo nei guai. Eleanor è diversa da tutte le altre ragazze della scuola e pare non farci caso, sembra infilarsi i primi abiti che trova intorno la mattina, i suoi capelli rossi la identificano sempre e comunque. Eleanor è appena tornata a vivere con la madre ed i fratelli e cerca, nella minuscola casa, un angolo tutto suo e insieme di farsi invisibile al patrigno, ai suoi accessi d’ira, alle violenze. Park è assolutamente integrato in classe, ha un gruppo di amici di cui segue le abitudini, ma a casa vive il continuo confronto col fratello che – agli occhi del padre – è sempre migliore di lui. La loro amicizia è un addomesticamento fatto di letture e di musica: scambio di fumetti, vinili, audiocassette, discussioni sui generi e sui personaggi; è fatto di occhiate nascoste a studiare l’altro, di domande, di risposte mancate, di chiusure a riccio e improvvise aperture; è fatto di desiderio di aiutare e di scoprire, ma anche di timore di svelare. Lentamente diventa innamoramento ed è una storia non banale e non scontata, assolutamente.

la narrazione procede a due voci, con rapidi scambi tra Eleanor e Park, creando un duplice punto di vista a cui il lettore deve inizialmente abituarsi per poi trovare il giusto ritmo di lettura, con la possibilità di vedere l’intorno in cui i due si muovono in maniera tonda, completa.

Il blog dell’autrice. Eleanor & Park on Pinterest.

Rainbow Rowell, Eleanor e Park. per una volta nella vita (trad. di Federica Merani), Piemme 2014, 350 p., euro 12

La quinta onda

12 Feb

5onfaNegli ultimi anni c’è stata una tale proliferazione di romanzi con distopie (Hunger Games, Divergent, The Hunt…) che il genere mi sta un po’ venendo a noia, ragione per cui ogni volta che mi passa tra le mani un libro di questo tipo prima di iniziare a leggerlo deve davvero colpirmi. Ma i ragazzi chiedono continuamente storie di questo genere, e così mi ritrovo a leggere “La quinta onda”, sperando in qualcosa di originale.
L’autore è una vecchia conoscenza* è questo facilita l’approccio. E poi si parla di alieni, quindi un ritorno ai temi della fantascienza classica, il che non guasta mai. Con queste premesse inizio il libro con molte attese e…non sono state deluse! 🙂

Un giorno come tanti compare nell’orbita terrestre un’astronave e tutto quello che prima si credeva solo fantascienza si scopre essere realtà. Iniziano subito i primi tentativi di contatto e le prime domande (chi sono, ma soprattutto come sono? buoni?cattivi? che intenzioni hanno?). L’astronave non risponde, ma dopo 10 giorni dalla sua comparsa arriva la prima onda: un’esplosione elettromagnetica distrugge ogni tecnologia che si basa sull’elettricità. Il mondo rimane al buio. Poi arriva la seconda onda: terremoti e tsunami che decimano ulteriormente la popolazione. La terza è un epidemia. E la quarta è la comparsa dei Silenziatori, alieni in corpi umani che danno la caccia ai sopravvissuti. Cassie sopravvive a caro prezzo e quando viene separata dal fratellino, Sammy, ha un motivo in più per continuare a farlo: ritrovarlo ad ogni costo.
Alle vicende di Cassie si alternano quelle di Ben, che a differenza di Cassie non ha più nessuno e quando viene trovato da quello che rimane dell’esercito degli Stati Uniti, ha un solo motivo per continuare a vivere: la vendetta.

Il romanzo non è assolutamente scontato e le due storie si intersecano alla perfezione. I colpi di scena non mancano e il ritmo è così serrato che in un attimo vi ritroverete a sperare che la Mondadori traduca e pubblichi in fretta il secondo volume!
Sul sito di Rick Yancey potrete trovare i trailer delle quattro onde. Il film è previsto per l’uscita negli Stati Uniti il 29 gennaio 2016, avete quindi un anno di tempo per leggere le avventure di Cassie e Ben e per scoprire in anteprima il prossimo blockbuster distopico.

Rick Yancey, La quinta onda (trad. E. Spediacci), Mondadori 2014, pp.517 , € 17, (ebook €8.99 )

*La serie di Alfred Kropp è stata pubblicata nel 2006 da Fabbri. Narra dell’avventura del timido e impacciato Alfred che si trova suo malgrado coinvolto nel furto di una vecchia spada, che si rivela essere niente di meno che Excalibur! Un divertente mix di azione, epica e humor. Peccato che la pubblicazione in Italia si sia fermata al secondo volume di tre.

Gala Cox. Il mistero dei viaggi nel tempo

3 Feb

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 Se scappi non capisci, Gala.

Gala Cox Gloucestershire è una ragazza che frequenta il primo anno delle superiori e vive in una famiglia non proprio comune: la madre fa la medium (tramite tra i viventi e gli spiriti dei defunti) e il padre è una via di mezzo tra uno scienziato, uno storico e un ricercatore. A tener d’occhio Gala, quando i suoi sono impegnati, ci pensa Matunaaga, lo spirito di un indiano americano, che la segue sempre e si occupa di lei. Un giorno il padre scompare misteriosamente e l’armonia domestica va in frantumi. Cresce la tensione tra Gala e la madre, che sembra nascondere molti segreti. Così Gala decide di indagare da sola sulla scomparsa, anche perché si ritiene in qualche modo responsabile di quello che è avvenuto. Ma una sera riceve la visita di Nadia, la sua best friend, morta l’anno precedente in un incidente molto strano, che la supplica di andare con lei nella Londra del 1889. Infatti Nadia, morta prima del tempo, è diventata una usquead, uno spirito che chiude il caos spazio temporale generato dalla morte anzi tempo di qualcuno, e vive nel 1889 nei panni di Edvige, l’ultima vittima di Black Coat, un pericoloso assassino che vaga nella notte a Whitechapel.

Il romanzo è molto ben costruito e anche se può sembrare caotico all’inizio,  le linee narrative si srotolano agilmente e la leggibilità è totale. E’ difficile classificare il genere, perché a tratti è una ghost story, in alcuni punti è quasi fantascienza, per poi diventare un giallo a tutti gli effetti. E non ultimo anche un romanzo di formazione.
Il rimando Black Coat / Jack lo squartatore è poi davvero interessante, anche perché offre una versione “light” del serial killer più famoso di sempre e segue alcune delle suggestioni del fumetto/film From the Hell oltre che a quelle del più famoso Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.

La storia vi terrà letteralmente incollati alle pagine e il personaggio di Gala, con le sue inquietudini, i suoi dubbi e le sue insicurezze vi resterà accanto anche dopo la fine della lettura… 😉

Raffaella Fenoglio, Gala Cox. Il mistero dei viaggi nel tempo, Fanucci 2014, 486 p., € 14,90, ebook € 4,99