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Il tagliaboschi

4 Mar

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Non servono parole in certi momenti della vita, in certe occasioni, in certe narrazioni: ecco allora un albo senza parole, che dà la possibilità – come ogni libro di questo tipo – di sfogliarlo in silenzio, di dar voce ponendo ad ogni lettura accento su un particolare diverso, di chiedere ai bambini di metterci la loro voce e farne nascere tante diverse interpretazioni.

In questo albo dove anche le illustrazioni sono essenziali c’è il silenzio del manto di neve che copre ogni cosa, che attutisce i passi nel bosco, che rende concreta la grana fine dell’aria secca quando si apre la porta la mattina. Sono lievi i passi dell’uomo sulla neve, il muoversi della lepre che vediamo in un angolo, il fumo che esce dal camino; l’unico rumore che il lettore può intuire, che sente nel silenzio dell’albo è quello dell’ascia che abbatte i tronchi di una porzione di bosco. L’uomo valuta, taglia, si riposa pensoso sui ceppi, ammonticchia la legna e poi scopre, rifugiati sulla cima dell’ultimo albero rimasto, tutti gli animali. Mi piace pensare che sia silenzioso davvero il suo allargare le braccia di fronte alla moglie, sulla soglia di casa; senza bisogno di altre spiegazioni che il significato della luce degli occhi e l’espressione del corpo, eccoli a preparare un’occasione di luci e di compagnia: tutto il bosco fa festa, per poi rinascere in piante sottili e tenere piantate con cura.

L’albo permette ai lettori non solo di giocare a immaginare e a inventare una storia, ma anche di vedere prospettive diverse, indovinare forme geometriche, farsi curiosi delle impronte che ciascuno lascia sulla neve.

Alain Cancilleri, Il tagliaboschi, Il Leone Verde 2016, 36 p., euro 12

Il barbaro

9 Apr

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Prima di proporre in lettura ai/con i lettori questo albo apritene bene le pagine in modo che sia possibile apprezzare l’illustrazione su doppia pagina in questo formato alto e stretto che ha un suo perché che apprezzerete strada facendo. Inoltre è un albo senza parole che ben si presta a letture diverse, condivise, a interpretazioni e riletture, magari scoprendo sfumature sempre nuove.

Ecco la medesima figura, un cavaliere armato con tanto di elmo, scudo e spada sguainata, su un cavallo nero che appare nella medesima posizione statica ma in parti diversi della pagina man mano che si procede col racconto. Ha gli occhi chiusi e in questo assetto di battaglia affronta pericoli estremi: burroni, gragnole di frecce, attacchi di serpenti, draghi e incroci tra aspidi e leoni, nemici umani, vegetali e alati, fiamme. Poi riposo. Ed ecco allora che, solitario sulla pagina bianca, gli occhi si aprono e il suo sguardo cambia, abbandonando il luccichio dato dall’impresa per un’ombra di delusione. Arriva una seconda figura a dirci che il giro di giostra è finito e che il piccolo sognatore che si è fatto cavaliere volteggiando sui cavallini di una giostra viene preso in consegna dal babbo e fatto scendere, lasciando al lettore il ricordo di tutti i sogni dettati dalla sua fervente immaginazione.

Un albo magico, geniale nella sua semplicità, che non vi stuferete di sfogliare per studiarne i meccanismi, la tecnica, la soluzione una volta appresa la situazione. Per un’analisi approfondita della struttura del libro leggete il post di Anna Castagnoli; divertitevi a proporlo ai bambini, a osservarne le reazioni, a ritornarci su con consapevolezza. E approfittatene per recuperare l’altro albo di Moriconi pubblicato in Italia, riprendendo i magici sussurri di Telefono senza fili (Gallucci, 2014).

Il sito dell’autore. Sfogliate alcune pagine dell’albo sul sito dell’editore.

Renato Moriconi, Il barbaro, Gallucci 2015, 48 p., euro 19

Passe-Passe

16 Gen

passe-passeQuesto libro è uno dei finalisti al 42° Festival di Angouleme che si terrà dal 29 gennaio al 1°febbraio prossimi, nella sezione ragazzi; ve lo segnaliamo molto volentieri perché è un fumetto senza parole che ci esime quindi dalla questione della lingua e ci permette di proporre una storia, poetica nei tratti quanto nella levità con cui affronta uno dei temi principali nella vita di ciascuno, anche dei più piccoli: quello della morte, in questo caso di una persona cara come una nonna a cui la piccola protagonista è evidentemente molto legata.

Il libro racconta di una giornata intera che nonna e nipote trascorrono insieme, facendosi belle, andando in bicicletta, raccogliendo funghi nel bosco, passeggiando, cucinando, ballando il twist. Racconta di scambio, di tenersi per mano, di condivisioni, di inciampi. E di una farfalla che segue fin dal mattino la nonna come un’ombra, sempre accanto, prima trasparente e poi colorata, proprio al contrario dell’anziana che diventa presenza evanescente, ma non per questo meno sentita dalla bambina.

Questo fumetto dice semplicemente di come le parole non siano a volte necessarie; di come anche in una situazione in cui le parole vengono a mancare perché non si sa dire, perché non si sa come spiegare, possa essere il silenzio fatto di poesia e di condivisione a parlare; di come in un testo la forza delle immagini possa essere sufficiente e possa essere appunto forte di quel che non c’è: non ci sono parole, non ci sono esplicitazioni, ma semplici evocazioni, suggerimenti, metafore che insieme fanno evidente quel che succede e rendono naturale quello scolorirsi di una persona che pian piano va, lasciandosi dietro i colori (di quel che ha fatto,detto, insegnato, semplicemente i colori della persona che è stata) a fare compagnia di fronte a un nuovo orizzonte.

La trovo una narrazione magistrale che va ad affiancarsi a quello che per me è il libro principe nel trattare il tema della morte, anche questo in testo originale francese, limpido ed essenziale a rasentare – se possibile – la perfezione.

Il sito dell’illustratore e il suo blog.

Delphine Cuveele – Dawid, Passe-passe, Les éditions de la Gouttierère 2014, 36 p., euro 9,70

Cappuccetto Rosso

12 Giu

OllerProcede per immagini questa versione di Cappuccetto Rosso, per sole immagini: un senza parole di forte impatto grafico, giocato su una manciata di colori e su poche, chiarissime immagini che conducono il lettore attraverso la storia. Come se Oller avesse deciso di mettere su un tavolo tutti gli ingredienti necessari e lasciasse alla voce di chi li osserva il compito di cucire il filo che li lega.

Dalla libellula sul prato al dito ammonitore della mamma, mentre sullo sfondo la stufa borbotta; una coda di lupo che spunta e un vasetto di marmellata molto Bonne Maman, ma anche l’ombra delle gambe del cacciatore, un percorso che pare la cartina della metro, i due puntolini nonna-nipote nella pancia del lupo e il loro ridiventare forme una volta fuori (la nonna così simile nel suo mantello nero al sacco della Morte di Violeta Lopiz).

Una nuova declinazione di Cappuccetto che ci dà occasione di un nuovo punto di vista.

La storia illustrata è accompagnata, a fondo libro, dal testo nella versione originale dei fratelli Grimm (“C’era una volta una bambina molto dolce, a cui tutti volevano bene…”) e da un breve saggio dello scrittore Gustavo Martín Garzo.

Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

Portfolio di Oller, tra i fondatori di Milimbo, studio grafico e casa editrice con sede a Valencia che realizza anche giochi in cartone per bambini (hanno un fornitissimo shop su Etsy! A proposito di Cappuccetto, vorrete mica perdervi questo? 😉 ). Ed ecco le immagini della sua versione di Hansel & Gretel.

Cappuccetto Rosso, illustrato da Juanjo G. Oller, Milano, Terre di Mezzo 2014, 32 p., euro 12

Una pesca straordinaria

5 Gen

pescastraordEcco il seguito de Il ladro di polli, il fortunato senza parole edito da Terre di Mezzo che nel 2011 aveva incantato per la poesia dell’inseguimento degli amici a difesa della gallina prelevata dalla volpe che si concludeva con la rivelazione che quel che pareva lungo le pagine essere un rapimento, era in realtà una fuga d’amore.

A questo giro il racconto si apre in un interno: la gallina dondola covando un uovo, mentre la volpe si lamenta del frigo vuoto. Anziché mandarlo a procacciare cibo, la gallina gli affida l’uovo, prende la canna da pesca ed esce a risolvere la situazione. Una pesca alquanto particolare che porterà a casa un drago marino da fare arrosto e una gallina stanca e felice che trova una sorpresa aprendo la porta di casa.

Ancora una volta le illustrazioni di Béatrice Rodriguez hanno la capacità di raccontare, attraverso le espressioni dei personaggi, una storia buffa, divertente, ancora una volta legata dal filo che dice di come l’apparenza e il primo sguardo molte volte ingannino.

Il sito dell’autrice. Qualche pagina da sfogliare sul sito dell’editore.

Béatrice Rodriguez, Una pesca straordinaria, Terre di Mezzo 2013, 32 p., euro 8

Il buco

18 Nov

buco

C’è un protagonista che si è appena trasferito in una nuova casa, tutto ancora imballato negli scatoloni e giusto un cactus a sorridere sul ripiano dei fornelli. E c’è un buco. Un buco nel muro tra la cucina e il bagno di cui il nuovo inquilino si accorge solamente quando si siede per mangiare l’uovo che si è appena fritto. Ed è un buco che si muove, che cambia posizione, che tende trappole d’inciampo, che a fatica si lascia chiudere nello scatolone per essere portato nel laboratorio scientifico dove lo analizzano. Esplosioni, contrasti, analisi al microscopio e poi un contenitore di vetro per tenerlo archiviato in attesa di una possibile spiegazione. Intanto il buco, incastonato nella pagina e fuori dallo scatolone, segue il protagonista, si fa parte della città, in pagine senza parole a cui cucire addosso una storia, osservando, cercando, ridendo.

Øyvind Torseter, Il buco (trad. di Maura Loi), Orecchio Acerbo 2013, 64 p., euro 21

Il libro bianco

23 Mar

Più riguardo a Il libro biancoLa casa editrice Minibombo dedica ai lettori più piccoli una serie di interessanti albi, tra cui scegliamo oggi “Il libro bianco”, storia senza parole dove un bambino si diverte a stendere diversi colori sulle pagine bianche, permettendo così ad animali diversi di apparire e di prendere vita e azione lungo le pagine.

Lo scegliamo perché il libro è accompagnato da un’app, disponibile per iPad, iPhone e Ipod touch, altrettanto interessante, se non di più. Semplicissima e di sicuro impatto per i piccolissimi permette di scegliere uno dei tanti diversi colori proposti, di aiutare a colorare lo sfondo bianco e di far apparire degli animali con cui interagire in salti, balzi, suoni e versi. Assolutamente imperdibili i pinguini che lasciano la scena con notevole eleganza 🙂

Ci sembra, nella lineare semplicità di testo cartaceo e di prodotto digitale, una buona pratica con cui augurare a tutti quanti un buon tempo per i prossimi giorni in Fiera a Bologna. Perché la Fiera, con le sue 50 candeline, con il TOC che la anticiperà domenica, porti primavera nelle proposte da offrire a bambini e ragazzi.

Silvia Borando – Elisabetta Pica – Lorenzo Clerici, Il libro bianco, Minibombo 2013, 48 p., euro 12,90

Il mare

24 Lug

Un senza parole superestivo che giocando sui toni del grigio e del nero ci porta in viaggio su una nota di rosso, o meglio all’inseguimento: un gatto vede un pesce rosso dentro una boccia e infila la zampa. Così il pesce per fuggire vola via (sì, proprio così… ha le ali!) e sale sopra i tetti, oltre i fili della biancheria, fino alle stelle. Si nasconde tra i rami, nelle grotte, lascia qualche piuma alle grinfie del gatto e si tuffa nel mare. A questo punto, il felino ci prova, mette giù una zampa, sente l’acqua, la temperatura, la sensazione di bagnato e poi… poi si guarda il tramonto sul mare.

Questo è il primo libro realizzato dall’illustratrice canadese, da noi conosciuta per Davanti alla mia casa e Il carnevale degli animali (entrambi La Margherita edizioni).

Ecco il sito di Marianne Dubuc. E il suo blog.

Marianne Dubuc, Il mare, Officina Libraria 2012, 92 p., euro 14,95

Tortintavola

3 Nov

Gnam gnam gnam… questo libro comincia dalla copertina. Dovete aprirlo e metterlo a faccia in giù sul tavolo (o sulle ginocchia, o sulla pancia del papà, o sul prato… insomma, dipende dalla superficie a disposizione). Quest’immagine è l’inizio della storia. C’è una golosa torta farcita con tanto di ciliegiona candita che aspetta i signori Scodinzoli sul tavolino davanti a casa. Ci sono due topi che la guardano con occhi famelici , c’è un bosco con una serie di animali indaffarati in attività varie. Ecco, questa è la storia. Perché in questo albo senza parole, dove si susseguono immagini quasi in movimento a acquerello e penna a inchiostro, la storia la fate voi. Ci mettete le parole e la fate, la storia, scegliendo di seguire i vari personaggi (quando si dice “di contorno”… qui anche il contorno ha una storia), immaginando, riproducendo il suono della campanella sul cancello o il tuffo in acqua, dando voce alle espressioni dei protagonisti (la sentite la signora alla finestra che urla: “Tortintavolaaaaaa!”?). In questo modo, il semplice inseguimento dei ladri diventa un universo di storie che si intrecciano tra di loro, storie diverse a seconda di chi si sceglie di seguire, a caccia di indizi e particolari minuti (code nascoste, ruzzoloni, caldi nidi per anatroccoli). Seguite il sentiero che attraversa le pagine e… e chissà dove finirà il sentiero, chissà che faranno tutti gli animali una volta digerita la crema e la panna e il pan di spagna. Chissà…

Un piacevolissima scoperta tra le fila dei “senza parole” che sempre mi piacciono per il ventaglio di possibilità che aprono. Le illustrazioni di Thé Tjong-Khing.

Thé Tjong-Khing, Tortintavola. Ma la torta dov’è?, Beisler 2011, 32 p., euro 12,5

Concerto per alberi

19 Lug

Ci sono giorni che non hanno bisogno di parole. Ci sono occhi, gesti, sorrisi che non hanno bisogno di parole. Perché è il silenzio che li avvolge a dire tutto. Perché sono gli occhi, i gesti, i sorrisi a fare la musica. Anche se non si sente, anche se è la musica che suona in silenzio, anche se è solo un fruscio lieve del vento, lì fuori o una risata che appare argentina per un attimo. Come in questo albo a fisarmonica, senza parole, dove un direttore d’orchestra si arrampica sugli alti alberi di una foresta, uno diverso dall’altro, per aprire le braccia e dirigere un concerto di foglie. Foglie che si staccano l’una dopo l’altra lievi e fanno musica, turbinando nell’aria, foglie piccole e foglie grandi, tonde e lanceolate, semplici e doppie, nette e sfumate. Foglie che si alzano come si alza una melodia, che si rincorrono nel dispiegare delle pagine come su uno spartito. A seminare stupore e meraviglia. Ci sono giorni così, che non hanno bisogno d’altro che di un concerto silenzioso di meraviglia, fatto di occhi, gesti, sorrisi che possono persino far spuntare il sole.

Il libro-meraviglia, china su fogli bianchi, sarà in libreria a settembre. Per ora lo potete acquistare sul sito di Terre di Mezzo, dove potete sfogliare le prime pagine. Questo è il blog di Laëtitia Devernay, alla sua opera prima, intitolata in originale Diapason.

Laëtitia Devernay, Concerto per alberi, Terre di mezzo 2011, euro 20.