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Montreuil 2013 / 4 – Un libro che parla tutte le lingue

4 Dic

livreSolitamente tra le cronache da Montreuil, insieme al resoconto su quel che si sente e si vede e lo sguardo sul digitale, vi racconto almeno un libro. Spesso è un libro edito da Rue du Monde perché al “coup de coeur” per un certo titolo si accompagna l’affetto per una casa editrice fondata da Alain Serres nel 1996 con l’intento di offrire ai bambini dei libri che permettessero loro di interrogarsi e di immaginare il mondo; una casa editrice che guarda al mondo, alla multicultura, ai momenti della storia che hanno fatto fare un passo avanti al mondo, alla qualità dei testi e dei tratti e all’impegno delle persone che ci mettono le mani (non a caso Serres è accompagnato fin dall’inizio della sua avventura da autori come Pef e Zaü), ai diritti degli uomini e ai diritti dei bambini (Serres è il sostenitore del diritto dei bambini alla verità).

Il libro in oggetto è secondo me è semplicissimo e geniale. Nasce in collaborazione con l’INALCO (Institut NAtional des Langues et Civilisation Orientales)  che si occupa di come le lingue del mondo possano incontrare e affascinare – anche – i bambini ed è la storia di un bambino che va a fare un picnic nel bosco e intrattiene il lupo che lo vorrebbe mangiare con una storia. L’escamotage della storia che sempre ricomincia viene utilizzato per far addormentare il lupo che al risveglio non troverà più il bambino, rientrato a casa; la storia invece potrà ricominciare e andare avanti perché il libro da cui il bambino legge può parlare tutte le lingue del mondo e raccontare la storia attraverso di esse. Come il libro, costruito col testo a fronte: francese e – ad ogni pagina – una lingua diversa. Così un pezzettino della storia è in inglese e un altro in giapponese e poi berbero, tedesco, comoriano, portoghese, malgascio, khmer, italiano, arabo, spagnolo, russo, cinese, swahili, thai, persiano, tamil, albanese, turco. E in più la lingua del lupo!

Il libro è accompagnato da un cd che offre quattro diverse tracce e possibilità di ascolto: la storia in francese; la storia multilingue (ogni lingua un lettore); la storia in francese e multilingue e la musica senza testo.

Il blog dell’illustratore (date un’occhiata anche ai suoi lavori per manifesti e eventi particolari, come il Pass solidaire per il comune di Fontenay-sous-bois). Per saperne di più su Rue du Monde, la lettera aperta di Serres ai critici e a tutti coloro che non hanno mai incontrato un buon libro per ragazzi, un’intervista, una videointervista. Questo libro faceva parte di quelli scelti a giugno dalla casa editrice per l’iniziativa L’été des bouquins solidaires che da dieci anni porta avanti insieme al Secour Populaire Français: ogni due libri acquistati, un terzo regalato ai partecipanti alla giornata al mare dei bambini che non vanno in vacanza perché le loro famiglie non possono permetterselo.

Alain Serres – Fred Sochard, Le livre qui parlait toutes les langues, Rue du Monde 2013, 48 p., euro 18,50

Montreuil 2013 / 3 – Totam, libreria del digitale

3 Dic

Comincia con una riflessione sulle cifre della presenza di schermi e connessioni nelle famiglie la presentazione – da parte di Terence Mosca, conosciuto come “le Monsieur Gallimard Jeunese” visto che ha creato app come “La Coccinelle”, “Dinosaures”, “Pompidou Kids” –  di Totam, la libreria del digitale dedicata a bambini e ragazzi. Nata dall’idea di creare un solo luogo dove poter reperire on line tutti i contenuti di qualità dispersi nel web e non sempre di facile accesso se non si hanno le idee chiare e non si va a colpo sicuro, e insieme un solo strumento di distribuzione, Totam è frutto della collaborazione tra quattro diversi soggetti già ben rodati nel campo (Mosca; Laurence Gauthier; Nathalie Colombier e Odile Leveugle, che si occupano di due siti come Declick e Applimini che in Francia sono punti di riferimento ler l’informazione digitale per ragazzi) e dalla collaborazione di editori, produttori e dello stesso Salon du Livre et de la Presse Jeunesse.

Organizzato in modo da essere consultabile per fasce d’età, per temi e per tipologia di contenuti, il portale offre l’accesso a risorse come libri digitali, video e musica e applicazioni di cui viene presentata una scheda dettagliata e la possibilità di un “assaggio in estratto” (per le applicazioni la scheda rimanda allo Store di riferimento). Ogni scheda è condivisibile via social network o si può inviare via mail.

Per ora la possibilità offerta ai singoli utenti è quella di un abbonamento mensile a 9,99 euro che permette l’acceso illimitato a un pacchetto di contenuti che si rinnova ogni mese. Dall’anno nuovo sarà possibile la vendita delle singole proposte, scaricabili e di cui si rimane proprietari. Inoltre si stanno preparando misure di abbonamento apposite per biblioteche, mediateche, scuole, ecc. : una sorta di “box pro” che tenga conto delle esigenze di enti di questo tipo.

Da gennaio saranno disponibili contenuti in epub3 e l’app dedicata. Per ora la libreria si consulta on line:  http://www.totam.fr

A proposito di epub3, da ieri sera è possibile consultare su Totam l’anteprima di Paris, ultima nata in casa Nathan.

Montreuil 2013 / 2 – Il Salone per il digitale

2 Dic

La mattinata del Mïce (Marché International et Interprofessionel de la Création pour Enfants), alla sua seconda edizione, ha aperto le porte quest’anno con un intervento di Sylvie Vassallo, direttrice del Salon du Livre et de la Presse Jeunesse, che ha illustrato l’azione del Salone stesso a favore del digitale. O meglio le azioni, le strategie e gli strumenti messi in campo in questi anni e a disposizione di biblioteche, mediateche e scuole che ne vogliano affittare uno per un certo periodo di tempo per sperimentarlo e per crearvi intorno attività ed eventi (che in parte vi abbiamo già illustrato in un post lo scorso dicembre). Come il Juke-Box Ados, arrivato al suo settimo anno, con una quarantina di autori coinvolti; come la Tablette XXL o come la Biblioconnection, presentata lo scorso anno a Montreuil e che  verrà nel 2014 sperimentata in 400 strutture tra quelle che si candideranno ad ospitarla.

Alla base di ognuno di questi progetti ci sono innanzitutto due idee: la complementarietà tra carta e schermo e la democraticità dell’accesso e della lettura per tutti (con la Biblioconnection si fa un grande passo avanti anche nei confronti dei ragazzi lettori con disabilità di tipo vario). La sfida è sempre quella di praticare una lettura in comune, che rompa gli schemi del singolo che si rapporta con lo schermo e insieme la possibilità di venire incontro a istituzioni come le biblioteche o le scuole che possono trovare assai difficile stare al passo coi veloci cambiamenti tecnologici di supporto e che possono invece sperimentare – in particolare con la maxi tablette – tutte le potenzialità delle applicazioni.

Le novità di quest’anno sono due: innanzitutto un portale chiamato Pollen per far scoprire le applicazioni e permettere di orientarsi nell’offerta; poi una “bourse d’aide“, un finanziamento per dieci progetti di applicazioni da sviluppare scelti tra quelli che parteciperanno entro marzo 2014 all’assegnazione, che saranno sovvenzionati per un massimo di 5.000 euro caduno. Un invito ad autori, illustratori, sviluppatori ed editori, che viene dal Centre National du Livre e dall’Ècole du Livre de Jeunesse: e sinceramente è bello vedere che i finanziamenti pubblici guardano alla qualità del digitale e vogliono accompagnare nuove idee e nuovi progetti per bambini e ragazzi…

Quattro stagioni – Quatre saisons

10 Gen

20130108-224418.jpgSe un marziano atterrasse e vivesse per un po’ di tempo all’equatore o ai tropici si farebbe una certa idea del mondo e delle stagioni. Se finisse da qualche parte in Europa e avesse bisogno di una lezione in quattro passi, si potrebbe mettergli in mano questo “libro” di Betty Bone. Oppure, ancora meglio, far accomodare il nostro ospite in una stanza dove su ogni parete è appeso uno dei poster delle stagioni. Per essere precisi precisi, l’ideale sarebbe che lui avesse dita lunghissime e la dedizione di un innamorato che strappa i petali da una margherita. Potremmo persino consentirgli di dire “stagione sì, stagione no” al posto di “m’ama non m’ama”.
Il marziano apprezzerebbe di sicuro il lavoro di Betty (di cui in Italia sono usciti per Gribaudo “Becco per aria” e per Fabbri “Le forme”) che ha reso i poster dei brevi libri-film a tinte piatte, brillanti.
“Quatre saisons” si apre come un cofanetto prezioso a quattro ante in cui ricorre un cerchio, simbolo evidente della ciclicità, colorato e contestualizzato diversamente di volta in volta.
Su un lato dei poster il film di ogni stagione è costruito con uno zoom out che permette dal dettaglio di arrivare a un campo lungo, in cui soggetti sono ben replicati e collocati. Una gemma, la corolla di un fiore, l’occhio di un uccello, un solicello invernale. Accoppiando il nero a un’altra tinta (insolita per la stagione).
Sull’altro lato, quello che il nostro amico preferirà, potrà trovare gli stessi animali e personaggi, tutti presi nelle cose della vita: dei palleggi con un pallone da calcio, la partenza per le vacanze, le commissioni in vespa, due passi sotto la neve. Forse il marziano avrebbe bisogno che gli raccontassimo qualcosina sulle nostre abitudini di terrestri, ma si accorgerebbe da sé che Betty si è data un altro vincolo per creare il suo mondo: ha deciso di usare solo dei retini e di giocare con la sovrapposizione delle lastre di ciano, magenta e giallo.
Nelle sue quattro stagioni comunque c’è sempre qualcosa che vola, è per questo che al nostro ospite, senza volerlo, scenderebbe una lacrima di nostalgia.

Il sito di Betty Bone in cui trovate anche video e installazioni presentate in modo insolito e curiosamente “imprevedibile”.
La casa editrice èditions courtes et longues
Un testo che presenta l’illustratrice

Betty Bone, Quatre Saisons, éditions courtes et longues, 4 poster, 12 euro.

Montreuil 2013 / 4 – Julie Capable

7 Dic
julie capable

julie capable

Julie Capable è un albo di Thierry Lenain e illustrato da Anne Brouillard, pubblicato nel 2005 da Grasset, che racconta la storia di una bambina soprannominata “capace di nulla” perché nulla le veniva bene: né leggere né giocare a pallone né dipingere. I compagni la prendevano in giro e la maestra le gridava di applicarsi di più. Julie non era capace di nulla perché mancava di assoluta fiducia in se stessa; perché nessuno le aveva mai detto quando era brava a fare una certa cosa; perché pensava fosse colpa sua se sua madre aveva deciso di uccidersi. Finché la voce di un gatto la avvolge di calore e di spiegazioni. E lei diventa capace di tutto, nonostante la fatica, nonostante la tristezza. Di tutto quello, dice la storia, che un bambino è capace di fare nella sua vita di bambino.

Julie è diventata capace anche di sostenere un progetto solidale. Riscattati i diritti del libro, Thierry Lenain ha chiesto a ventidue illustratori (tra cui Jolivet, Dautremer, Alemagna, Lacombe) di farne un’edizione a più mani, stampata in 999 esemplari e il cui ricavato di vendita verrà destinato a sostenere un progetto per i ragazzi di Samoa, portato avanti dall’autore e da suo figlio, nella primavera 2013 per l’associazione Project Abroad. Ne è nata un’edizione speciale, dove Julie ha facce diverse, diversi tratti e diversi vestiti. Che forse dicono di come ci siano tante Julie nel mondo o di come tutti almeno una volta, per motivi differenti, ci siamo sentiti un po’ Julie.

Ero molto curiosa del risultato e la busta nella posta mi ha regalato una sorresa davvero piacevole. Qui il progetto Samoa illustrato da Lenain e le immagini della nuova edizione (e tutte le istruzioni per ordinarne delle copie 🙂 ). Per sfogliare il libro on line, qui.

Il Salone di Montreuil ha visto anche un’altra iniziativa di solidarietà che ha coinvolto molti illustratori francesi: sabato scorso, in chiusura di giornata fieristica, si è svolta un’asta di originali a vantaggio di Des Livres pour Tous, associazione che si propone di creare delle biblioteche per ragazzi in Africa. La prima aprirà in Costa d’Avorio, a Yopougon. Sì, proprio la Yopougon del fumetto di Aya (scritto da edito in Italia da Rizzoli Lizard, illustrato da Clément Oubrerie): l’associazione è stata creata dalla sua autrice Marguerite Abouet che sabato ha raccontato di come l’idea le sia venuta quando è stata invitata proprio là e si è resa conto che i bamla-chevre-de-monsieur-seguinbini non avevano alcun libro a disposizione. L’asta è stata in realtà una piccola festa che ha visto alternarsi stili e colori diversi: originali grandi e piccoli, ma anche carnet totalmente illustrati. E tante mani che si alzavano. Con qualche capriccio (la bambina arrabbiata perché la madre – impegnata al buffet – non le aveva comprato il primo Jolivet battuto all’asta) e molti sorrisi.  E la capra di monsieur Seguin sul mio muro.

Qui la carrellata degli originali offerti.

Montreuil 2013 / 2 – Da Montreuil con un po’ di furore

5 Dic

A Parigi, alle soglie di dicembre, ogni anno c’è una fiera di libri speciale e gli italiani che riescono ad andare si riempiono gli occhi di colori, novità, varietà, mode e – diciamolo – un po’ d’invidia e un po’ di sogno.
Ci si chiede cosa si può fare nel nostro paese per rendere il libro un varco e un’avventura come già accade per i bambini francesi.
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A Montreuil nel weekend i bambini scorrazzano, fiutano, sbirciano, esprimono preferenze d’acquisto, e durante la settimana sciamano con le maestre tra gli stand, partecipano a laboratori, spettacoli, proiezioni, esperimenti digitali ad hoc. Se la spassano e la città, il governo e gli editori li prendono sul serio.
Allora ecco alcune cose che mi piacerebbe smettere di invidiare e iniziare a immaginare in Italia:

– le “signatures”, o “dédicaces”, le dediche degli autori: generose, pazienti, sorridenti. Forse anche una torturina estenuante per i forzati della condiscendenza a tutti i costi, comunque meravigliose. Un’occasione preziosa per valorizzare l’Autore e riscaldare una relazione mediata dai testi (illustrazioni o storie che siano)… Se offrite una Golia a Kitty Crowther vi chiede ridendo se per caso ha l’alito pesante. Se pensate che a ottant’anni Kveta Pakovska si risparmi e faccia un autografo in quattro e quattr’otto, siete fuori strada.

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– mostre da leccarsi i baffi e sgranare gli occhi in cui convivono felicemente – solo per fare qualche nome – fumetto (Marguerite Abouet, Matthieu Bonhomme), acquerello (Francois Place) e animazione (Mylydy).

– gli editori che si celebrano con un certo understatement e grande orgoglio (Gallimard, 40 anni; Seuil, 20; Sarbacane, 10; Rouergue, 20), vestiti casual e anche un po’ spettinati. Guardate quello scarmigliato dandy di Olivier Dozou. Il suo motto è novità! Sempre e ancora.

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– i libri di testi teatrali con cui gli insegnanti più industriosi potrebbero lanciarsi in laboratori con più di coraggio. In Francia, immagino che quando un editore come Theatrales indica loro un sentiero, possono provarci…

– i giochi e gli oggetti di carta, elegante e supersemiotica la ormai “classica” collana Livre en jeu di MeMo, la ruvida bellezza delle produzioni de La maison es en carton.

– lo humour di alcune case editrici, come L’atelier du Poisson Soluble, Frimousse, e le attestate e Sarbacane e Thierry Magnier

– i ponti costruiti dagli editori che raccontano culture diverse e meticciato, come Rue du Monde o Hong Fei Cultures. Aspettiamo l’edizione delle mappe farcite di curiosità e informazioni di “Cartes” (a sua volta tradotto dal polacco) e una traduzione di “Veux-tu devenir betes?”.

– i libri con le forme in rilievo e scritte in braille realizzati da Circonflexe a colori da Sophie Bureau!

– le curatissime e stilose riviste per bambini come George o Bombek (in bocca al lupo alle nostre giovani Spazio, Gigi e Pupù di “Pubblico”)!

Certo, la cultura del libro non s’inventa con un salone, ma l’entusiasmo dei cugini d’oltralpe può alimentare il sogno. Diamoci dentro!

Il giardino di Abdul Gasazi

30 Set

20120930-171047.jpg Immaginate le matite più pastose di Brian Selznick, aggiungeteci un po’ di gotico, avventura e il senso di selvatica complicità nell’andare a spasso con un cane dispettoso e vi ritroverete nel Giardino di Abdul Gasazi.

Fritz ha già morso per sei volte la zia Eunice, quindi questa volta l’invito al tè per la sua padrona dice a chiare lettere: “Per favore, lascia il cane a casa”.
Alan, un ragazzino mite, viene quindi incaricato di portare Fritz a fare la sua passeggiata pomeridiana. Peccato che il cane, proprio di fronte a una minacciosa insegna, gli strappa il guinzaglio di mano ed entra nel giardino proibito di Abdul Gasazi, mago in pensione.
Quel peperino di Fritz corre corre sotto l’arco di viti americane, lungo le scale e Alan molla il colpo, segue un sentiero e finisce alla villa di Abdul che sembra aspettarlo sulla magnificente soglia della sua villa. Panciuto e altero, indossa una vestaglia arabeggiante e un fez, fuma annoiato e gli mostra il suo odio per i cani facendogli vedere delle papere che un tempo erano mastini. Alan lo supplica di trasformare Fritz nel cane che era, ma il mago spiega che solo il tempo può farlo. E la papera-Fritz vola via rubando il cappello di Alan. Ormai al tramonto, il ragazzino disperato fa ritorno a casa della padrona e le confessa l’accaduto, ma Fritz è già lì, tutto pimpante come se non fosse accaduto nulla. “Abdul deve essersi preso gioco di te perché nessuno può trasformare i cani in papere,” dice la donna.
Sul porch, sotto lo sguardo silenzioso delle stelle, Fritz si diletta a masticare il cappello di Alan. “Briccone, che stai facendo con quello?” gli chiede la padrona.

Un libro classico nell’impaginazione (testo incorniciato sempre sulla pari, illustrazione sulla dispari), un po’ sinistro, senza tempo. Realizzato con dei raffinatissimi chiaroscuri a pastello, questo picture book spalanca la porta tra mistero e realtà, tra la menzogna e la magia, tra il credere e il sentire. E chi di voi non ha mai inseguito disperatamente un cane dispettoso fino a perdere il fiato?
C’è un po’ di Alan e di Abdul in ognuno di noi…

Chris Van Allsburg è l’autore di Jumanji, Polar Express.
The Garden of Abdul Gasazi è stato premiato con la Caldecott Medal nel 1980.

Il libro è stato recentemente segnalato tra i migliori 20 libri per bambini secondo Flavourwire.

The Garden of Abdul Gasazi, Chris Van Allsburg, Houghton Mifflin Company, cartonato con sovraccoperta, Boston 1979.

Molto prima di te

25 Lug

Quando ero piccola piccola misuravo i costi delle cose in Playmobil e il tempo in “io c’ero? No? Neanche nei pensieri?”. Questo libro comincia proprio “molto prima di te”, comincia dai pensieri, addirittura prima dei pensieri.

Comincia con un percorso di crescita, da un bambino che disegna un omino di macchie e poi uno di pane e uno di caramelle e uno di sassi che rotola nel torrente e via via, crescendo, fa omini di vita che durano poco, pur incuria, per intemperie, per intervento di pasticcioni che rovesciano o di golosoni che divorano. Finché il bambino diventa uomo, incontra una mamma e arriva un bambino d’amore che rimane.

Un percorso di vita che sembra quasi una conta, che nella più essenziale semplicità dice con leggerezza di come si nasce, nei pensieri non pensati prima ancora che in carne ed ossa e a cui le tavole di Mandana Sadat (alle prese qui con un papà e un bambino, dopo la bambina in attesa della mamma in Sera d’inverno, Boehm Press, 2006) danno la dolcezza che ne fa piccola poesia anche per i grandi.

Un albo che porta in apertura una frase di Serge Gainsbourg (!): “Ma chi esiste senza amore?”. Lo stesso amore che in migliaia di chilogrammi, tonnellate di litri, centinaia di centimetri, bilioni di molecole e miliardi di chicchi, il papà di Coline Irwin le invia da oltre Atlantico da quasi trent’anni. Lei li ha condensati in quello che per me è forse il più bel libro sull’amore di un papà che cerca di dare alla sua bambina la misura del suo bene per lei. Lo conta, mentre si parlano al telefono, nel numero delle lettere di tutti i libri che leggono insieme, delle pecore che i bambini del mondo contano per addormentarsi, dei giorni in cui pareva non germogliare mai quel seme piantato in giardino, degli aghi di pino caduti durante le loro passeggiate, dei fiocchi di neve accarezzati… un piccolo libro quadrato, fotografie a sinistra, evocazioni di ricordi a destra.

Rascal – Mandana Sadat, Molto prima di te (trad. di Tommaso Gurrieri), Cult editore 2012, 44 p., euro 14

Coline Irwin, C’est autant d’amour que je t’envoie, Memo 2010, 68 p., euro 15

Palavra que voa

29 Giu

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Vi brucio la sorpresa. Sì, scusate, ma devo proprio. La “palavra que voa” è un pappagallo.
Siamo nel campo della poesia. Della poesia illustrata. Il terreno è spinoso, ma Gémeo Luís non si ferisce i piedi e affila le lame del taglierino. E’ un artista del papercut in chiave minimale e ci porterà a fare una passeggiata e una chiacchierata di filosofia della comunicazione.
In questo volume le illustrazioni sono tutt’altro che decorative, hanno descritto il loro sentiero interpretativo che si intreccia con quello del testo: ci sono due personaggi che hanno a che fare con le parole. Nella poesia, nelle parole, non viene chiaramente enunciata la loro presenza, c’è un “tu”. Ma cosa sono le parole senza le persone? I due personaggi in copertina cavalcano un lama e guardano in alto, nel cielo… le parole che volano. E nelle pagine che seguono possiamo darci il tempo di pensare e vedere tutto ciò che sono le parole:
sono le lettere, il contenitore dei tipi che il tipografo porta via (sono fatte di altro).
Sono quei giochi con il pupazzo che esplode fuori ruotando una maniglia, e serbano un’altra sorpresa (ti stroncano il cuore dallo spavento e hanno un’eco pazzesca)!
Le parole volano in cielo come nuvole, come quando siamo innamorati e c’è bisogno di dire poco (in quel caso sembra che non ci siano, ma forse sono solo taciute).
Le parole sono leggere come un lenzuolo che sventola nel cielo, tanto che a volte scappano via al soffio del vento. Le parole sono origami colorati che contengono i pensieri dei sogni. Bolle di sapone. Ganci vendicatori. Vibranti dittonghi. Aquiloni. Le parole ci portano in alto per poi riscendere fino dentro di noi.
“Palavra que voa” è un libro che ha molto da dare: per il formato quadrato, rassicurante e regolare che bilancia l’andamento imprevedibile e ondulato delle illustrazioni; per l’essenzialità della grafica. Mi è piaciuto per la scelta dell’unico colore oltre al nero: marrone, come la terra, solo apparentemente agli antipodi delle parole, che saranno pure l’inizio dell’astrazione, ma sanno ancora di pelo di lama.
E poi per le illustrazioni. Forse tra di voi c’è qualcuno che proprio non ne può più dell’illustrazione bidimensionale e delle tinte piatte… ma queste silhouette sono quasi simboliche e, se guardi bene, hanno quelle piccole ombre che fanno venire i brividi. Ecco, sono le ombre e tutto il coraggio di quel bianco intorno a a fare delle illustrazioni di questo artista portoghese (in mostra tra le ciliegie della fiera di Bologna quest’anno) un piccolo capolavoro. I suoi riccioli, le sue spire, le sue forme cangianti, tutt’altro che statiche.

Quindi voi…
Siete abbonati a qualche servizio come una poesia al giorno? Consigliatecene uno!
L’imperdibile libro di Chiara Carminati sulla poesia.
Un bellissimo video realizzato con il papercut.
Il sito di Gémeo Luís.

João Pedro Mésseder, Gémeo Luís, Palavra que voa, Caminho, 2005, pp. 28.

Ir e Vir

14 Giu

20120613-222407.jpg“Com as pernas e os pés andamos, corremos… vamos.”
Non bisogna scomodare Marshall McLuhan per parlare dell’accelerazione del nostro tempo. I libri ogni tanto ci accompagnano mentre fuggiamo via, in treno o in aereo. Ma ogni libro ci chiede di stare seduti, o al limite sdraiati, possibilmente isolati. Quale medium migliore per riflettere sul movimento delle persone e delle merci che un libro, un testo a moto fisico ridotto, concluso in sé stesso?
“Ir e Vir” parla di come noi uomini ci muoviamo nel mondo oggi, di come ci siamo abituati ad andare e tornare, e a spostare le cose senza più renderci conto delle conseguenze di questo moto.
E qui, se siete esigenti e un po’ malvagi come me, potreste chiedervi: la solita storiella ecologista-moralista?
Niente di più falso, cari, perché Isabel Minhos Martins ha avuto un’idea narrativa potente: un rapidissimo excursus, una moviola della storia dell’umanità (dai due piedi tonanti ai razzi, passando per le quattro ruote), e poi un violento confronto tra gli umani (e i loro mezzi inquinanti) e la bellezza di altre specie animali nomadi. Verrebbe da dire magicamente nomadi, se non volessimo riconoscere un piccolo tributo al lavorio millenario di quella spietata della selezione naturale, che ci ha regalato le rondini, le farfalle monarca, le balene grigie e gli gnù. Degli artisti della migrazione, perché vanno con le stagioni, seguono le fasi riproduttive, inseguono l’acqua… Rispettano un ciclo: a volte migrano perfino di generazione in generazione! Fermatevi un istante e vedete la rondine che vola sull’acqua, la balena che nuota, lo gnù che galoppa e la farfalla monarca – solo apparentemente più scanzonata – che svolazza. Non sentite già un po’ più di spazio attorno a voi? E non vi elettrizza il selvatico? Ecco, soltanto per queste sensazioni il libro si meriterebbe l’acquisto… ma il patto di lettura non si ferma qui! Perché abbiamo anche le illustrazioni di Carvalho.
Che non stanno ferme neanche su una pagina! Ci tirano in avanti. Fanno sentire lo sfrecciare delle cose, un’ebbrezza della velocità che se la gioca con i futuristi. Ma se questi credevano nell’accelerazione e nella potenza della macchina, Carvalho galoppa con le zebre e nuota coi cetacei. Le illustrazioni non negano la gioia del correre, ma rendono stridente la nostra invasione di campo. Nelle tavole l’inquinamento compromette l’ordine dei colori della natura. I soggetti, apparentemente realizzati dalle sagome e dalle sovrapposizioni di retini (dei simil-acetati), sono così luminosi e brillanti da fare invidia alla retroilluminazione degli schermi. Bravo bravo allo stampatore e grazie ancora una volta all’illustratore.
Quindi, cari lettori, allacciatevi le scarpe, preparatevi a garrire, a dare una pinnata di balena e un colpo d’ala di farfalla, riprendetevi la bellezza e cominciate a correre. Siete così in copertina e ora che lo sapete non sfigurerete neanche un po’.

Isabel Minhos Martins, Bernardo Carvalho, Ir e Vir, Planeta 2012, 48pp, 22×26 cm, euro 12,50

Una mostra (purtroppo brevissima) in corso a Rovereto con opere di Bernardo Carvalho e Madalena Matoso
Il video di Carvalho per il progetto Bologna a testa in su girato nel periodo della neve