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Il libro bianco

23 Mar

Più riguardo a Il libro biancoLa casa editrice Minibombo dedica ai lettori più piccoli una serie di interessanti albi, tra cui scegliamo oggi “Il libro bianco”, storia senza parole dove un bambino si diverte a stendere diversi colori sulle pagine bianche, permettendo così ad animali diversi di apparire e di prendere vita e azione lungo le pagine.

Lo scegliamo perché il libro è accompagnato da un’app, disponibile per iPad, iPhone e Ipod touch, altrettanto interessante, se non di più. Semplicissima e di sicuro impatto per i piccolissimi permette di scegliere uno dei tanti diversi colori proposti, di aiutare a colorare lo sfondo bianco e di far apparire degli animali con cui interagire in salti, balzi, suoni e versi. Assolutamente imperdibili i pinguini che lasciano la scena con notevole eleganza 🙂

Ci sembra, nella lineare semplicità di testo cartaceo e di prodotto digitale, una buona pratica con cui augurare a tutti quanti un buon tempo per i prossimi giorni in Fiera a Bologna. Perché la Fiera, con le sue 50 candeline, con il TOC che la anticiperà domenica, porti primavera nelle proposte da offrire a bambini e ragazzi.

Silvia Borando – Elisabetta Pica – Lorenzo Clerici, Il libro bianco, Minibombo 2013, 48 p., euro 12,90

Raccontare la storia

8 Mar

warhorseL’app War Horse realizzata da Touch Press insieme a Egmont e Illuminations, ha vinto la sezione Non Fiction del BolognaRagazzi Digital Award 2013; la motivazione recita tra l’altro “combina ingegnosamente testo tradizionale, performance musicale e tecniche fotografiche a 360 gradi…”.

Effettivamente l’app propone il testo del racconto, con le illustrazioni di François Place, affiancato dalla versione audio, per cui è possibile scegliere se leggere il libro da soli o ascoltarlo e seguire il testo sullo schermo. Accanto al testo è possibile far apparire una timeline che segue la vicenda di Albert e del suo cavallo in rapporto alle vicende belliche con relativi approfondimenti. Inoltre è possibile consultare la timeline indipendentemente dal testo e scegliere quale tema mettere in rilievo: se approfondire le vicende accadute su un certo fronte o in un determinato periodo, se fissarsi su una certa battaglia oppure sulla partecipazione di una singola categoria (soldati, civili, donne, cavalli…), osservando cartine, fotografie d’epoca. In più ci sono le interviste all’autore del testo, a curatori di musei, a storici che raccontano di quel periodo in brevi filmati (accanto a cui scorre il testo anche scritto e una serie di immagini che illustrano quanto detto). In più ancora il video di un intero intervento di Morpurgo che, in ottanta minuti, racconta “War Horse” al pubblico, accompagnato da due musicisti.

0707Questo modo di intrecciare il racconto con le notizie storiche a cui esso si lega, di sicuro impatto e interesse per i ragazzi, mi ha ricordato la collana Histoire d’histoire di Rue du Monde all’interno della quale autori e illustratori come Alain Serres, Didier Daeninckx, Pef, Zaü, Marcelino Truong, hanno raccontato episodi della storia del Novecento come le due guerre mondiali, la Resistenza, Hiroshima, il maggio del ’68, la conquista della luna, la Guerra d’Algeria, la Rivoluzione francese, l’11 settembre. I volumi sono costruiti affiancando un racconto alle illustrazioni e a fotografie d’epoca a fondo pagina vicino ad alcune notizie storiche in modo che la narrazione vada di pari passo col progredire dei fatti. Così costruiti possono essere letti già a partire dai 9/10 anni e risultano davvero molto accattivanti (penso in particolare alla trilogia “Les trois secrets d’Alexandra” di Daeninckx e Pef che racconta la Francia di Vichy, la deportazione, la resistenza).

A me sembra un modo vincente di raccontare la Storia.

Giochiamo a capirci

12 Feb

orangepampDa tempo chi scrive questo post blatera anche di app e ebook e, specie in incontri e convegni, dice della necessità che anche il mercato editoriale italiano provi, sperimenti, si lanci in questa avventura cercando la qualità migliore per bambini e ragazzi. Come sempre, quando il campo è nuovo, si sbircia quello che fan gli altri (cioè gli editori esteri), si va per tentativi, si prova. C’è molto da dire, da sondare, da interrogare. C’è di che confrontarsi: penso alle persone che lavorano coi ragazzi, coi libri, sulla promozione della lettura, a chi i libri li pensa, a chi li pubblica e continuo a credere che non ci sia strada migliore di un lavoro comune (almeno nel confrontarsi e nel discutere).

Su una cosa però dobbiamo capirci. Che anche se il nuovo è incerto, le arance non sono pompelmi. Un libro preso e trasferito pari pari – con qualche animazione, con la voce che legge la storia – in versione digitale non è un’app. Ma è il rossetto sul maiale che anche Valeria Baudo ci ricordava qui in occasione di una veloce ricognizione di un anno fa. Si continua a vederne diversi esempi, non ultimo il prodotto digitale tratto dalla versione cartacea del libro “La maestra è un capitano” scritto da Antonio Ferrara per Coccole Books. Le illustrazioni di Anna Laura Cantone occhieggiano dal tablet; posso scegliere di ascoltare la voce di Elisa Mazzoli che mi legge la storia o leggermela da solo; ma non basta la possibilità di fare un disegno a fare di questa storia altro che il passaggio in digitale dell’esatta versione cartacea. Che può essere valida quanto si vuole, che può riproporre in altro formato in testo che piace ai bambini, ma che non è un’app.

Intanto Timbuktu dà la possibilità di leggere per la prima volta in italiano una delle storie proposte e crea l’app dedicata allo Schiaccianoci: la veste grafica è come sempre elegantissima (le illustrazioni sono in questo caso di Philip Giordano); non c’è nessuno che ti racconti la storia e questa è una  scelta voluta perché segue l’idea che l’app vada condivisa insieme tra bambino e adulto; forse verrebbe da chiedere ancora più musica originale rispetto a quanta già inserita. Eppure, mentre scorro le istruzioni di come interagire con la storia mi chiedo: “Se senti il bisogno di indicare al lettore cosa bisogna fare, forse allora non è tutto così intuitivo”. Forse certe interazioni sono davvero poi funzionali alla storia, come si chiedeva su Ottimomassimo Deborah Soria a proposito di un’altra app splendida disegnata da Oliver Jeffers?

“Non tutto deve diventare per forza ebook” ha scritto Valentina Colombo in un post  che dice anche di come il catalogo di un editore possa abbracciare un altro formato, ma non tutto, ma non per forza. Riflessione suffragata da quella di Giovanna Zoboli dove si parla dell’obiettivo di “creare testi, nel senso proprio in cui Dallari li descrive: supporti che stimolino una pratica di lettura attiva e sviluppino le abilità narrative dei lettori. Oggetti pensati, cioè, per far crescere capacità testuali complesse e strutturate, capaci di formare il pensiero e di creare orizzonti di significato originali” (il testo di Dallari a cui si fa riferimento è “Testi in testa”, Erickson 2012).

Curiosa di vedere cosa ci riserverà questo anno nel digitale per ragazzi, penso sia alle riflessioni degli editori rispetto al loro catalogo, sia al progettare testi e narrazioni nativamente in digitale. Prossimamente vi parlerò di un e-book per ragazzi testato con la partecipazione degli stessi giovani lettori. Un’altra strada, sicuramente da tenere d’occhio.

Bookboard alla prova

4 Feb
bookboardA novembre 2012 ho cominciato a testare Bookboard, progetto nato per sviluppare l’amore per la lettura ai tempi del digitale e per farne un’abitudine condivisa tra bambini e ragazzi e adulti.
Si scarica come un’applicazione su tablet (sull’iPad, per ora), dietro una semplice registrazione da parte dell’adulto che può creare un profilo per ogni bambino, ciascuno dei quali sarà corredato da una scheda che misura l’altezza del lettore – cioè il numero di libri che ha letto – paragonandola a quella di un T-Rex; indica il tempo che ha impiegato confrontandolo con quanta tv avrebbe guardato nello stesso periodo; segnala il numero di pagine lette e quanti libri sono stati guadagnati. Infatti alla base della lettura dei bambini c’è anche un minimo meccanismo di sfida e di gioco: ogni tot libri letti, il programma ne libera uno a sua scelta che esce da un forziere del tesoro e si aggiunge alla collezione del singolo.
Ogni libro è accompagnato da una breve scheda e taggato per categoria e parole chiave (tra le quali è possibile la scelta, effettuabile anche facendo scorrere le copertine sullo schermo) e si può scegliere di attribuirgli una stellina per inserirlo nell’elenco dei preferiti.
Per testare l’applicazione mi sono registrata; ho creato – per ora – due profili di bambini di età diversa che il sistema mi ha attribuito come figli (è dato per scontato che chi usa l’applicazione insieme ai bambini sia per forza un loro genitore) e ho scelto, sfogliato, analizzato, un po’ da sola, un po’ coinvolgendo nipoti vari per saggiare le funzionalità e le proposte.
I testi a disposizione sono al momento circa 300 e sono tutti in inglese, alcuni esistenti in cartaceo, altri nativi; per ora il sistema permette solo di aumentare la grandezza del carattere del testo e non di intervenire sulle pagine o sulle singole immagini, ma è appunto un work in progress; inoltre periodicamente il sistema invia mail coi progressi di lettura e le osservazione sui testi scelti dai singoli bambini (e con molta enfasi vi invita a celebrare via Twitter, Facebook e Pinterest i successi di lettura dei bambini!).
Come in biblioteca e in libreria, vi si trovano testi di alta qualità (alcuni che meriterebbero davvero di essere tradotti in italiano), altri dove soprattutto le scelte grafiche lasciano a desiderare, esattamente come capita per il cartaceo e ci ritrovo anche certi interrogativi sulle serie pensate con l’intento “ti risolvo il problema” dove gli stessi personaggi si trovano di volta in volta ad affrontare la litigata tra amici o qualche altro impiccio. Le proposte sono anche a tema: a fine novembre, ad esempio, hanno cominciato ad apparire albi e racconti a tema natalizio, adesso è il momento di animali e natura (sarà l’arrivo della primavera?!?).
Mi sembra un’ottima opportunità per la lettura su tablet e, se queste sono le premesse, immagino che gli sviluppi futuri daranno risultati ancora migliori. Anche se quando nella descrizione dei suoi autori Bookboard viene presento dicendo che “la lettura non dovrebbe avere limiti. Il potenziale di lettura del vostro bambino non dovrebbe essere limitato dal numero di libri sullo scaffale”, a me viene comunque in mente che nessuna applicazione ad essa simile offrirà mai le possibilità di una biblioteca 🙂
Sorprese:
alcuni albi che vorrei vedere tradotti e pubblicati anche in italiano: come Alphabetter di Dan Bar-el e Graham Rose, Orca Book; Today, Maybe di Dominique Demers e Gabrielle Grimard, sempre Orca Books (Dominique et Compagnie l’originale francese) e soprattutto Winter Trees di Carole Gerber e Leslie Evans, Charlesbridge: una vera meraviglia.
Ecco il video che illustra Bookboard. E il blog relativo.