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Cari estinti

29 dic

cari-estinti-it-11Un libro sugli animali scomparsi e sulla tutela ambientale, due argomenti apparentemente facili che mi fanno tremare le vene ai polsi perchè penso a quante ovvietà e banalità infarcite di buonismo si possono infilare in un prodotto editoriale su questi temi. Poi però ti rendi conto che stai parlando di un libro edito da Kalandraka e scritto e illustrato da Arianna Papini e sai che sarà una lettura non banale. Sfogliandolo non solo non tradisce le mie alte aspettative nei suoi riguardi, ma, anzi, mi emoziona ancora di più.
Una carrellata di animali scomparsi o rarissimi, alcuni noti ai più come il Dodo, altri molto meno conosciuti; si nota, nella scelta fatta dall’autrice, un grosso lavoro di studio e documentazione.
Un testo in rima alternata, dove é l’animale stesso che parla e racconta la sua vicenda. Storie di disboscamenti, caccia, colonizzazioni selvagge. Ma quello che colpisce è quella sorta di delusione che traspare nella narrazione degli animali, quella incredulità nei confronti degli uomini che prima distruggono e poi cercano di fare rinascere come nella voce del Quagga che apre la raccolta e dice:

“Ma io non lo capisco, anzi traballo…/invece di affannarsi a reinventarmi/non poteva evitare di sterminarmi?”

E ancora il tema della fiducia tradita nelle parole della Ritina:

“Voi uomini non avete ancora perso/la speranza di avvistarmi prima o poi,/ma se esistessi agirei in modo diverso…/e non mi fiderei mai più di voi”.

Illustrazioni magistrali, dove alla innegabile somiglianza con gli animali di repertorio viene affiancato un grande lavoro reinterpretativo che fa emergere di ognuno un tratto caratteristico. Nessuna concessione a rappresentazioni edlucorate ma occhi tristi, severi, indagatori e una rigorosa cromia in nero, colore del lutto.

Arianna Papini, Cari Estinti, Kalandraka, 2014, 48 p, 14 euro.

Album per i giorni di pioggia

21 dic

album-copE’ arrivato l’ultimo giorno di vacanza e, per giunta, piove e a quella sensazione di fine di tutto si aggiunge la malinconia di non potere uscire. Ma si dà il caso che questo giorno sia per qualcuno anche un compleanno in cui si viene festeggiati con una corona di carta e si riceve un regalo speciale: una macchina fotografica. E, magicamente, dopo avere spento le candeline ecco che torna il sole. Allora tutti fuori a divertirsi.
La spenseratezza dell’ultimo giorno viene immortalata da chi, macchina alla mano, inquadra le cose da una prospettiva differente, fissando la spensieratezza e la lievità di chi è grande, grosso e fa il vigilantes ma in questo ultimo giorno di mare brandisce la ciambella come fosse un tutù e viene ripreso  come fosse una graziosa ma nerboruta ballerina di Degas. Chi scatta le immagini di questo album per i giorni di pioggia, quei giorni in cui saremo tutti assorti nelle incombenze quotidiane, le scatta da una sedia a rotelle, ma questo è solo un dettaglio.

E riguardando l’album per i giorni di pioggia

Ricorderemo le impronte sulla sabbia
e i gabbiani sul mare, e allora vedremo chiaramente
che le cose veramente preziose, più di tutti i soldi del mondo,
sono quelle che abbiamo fatto oggi.

Storia delicata, poetica, lieve che si legge in un clic e rimane fissata nelle sue delicatissime illustrazioni piene di allegria e luce.

Dani Torrent, Album per i giorni di pioggia, Edizioni Corsare, 2014, 28 p., euro 15.

Squeak, rumble, whomp! whomp! whomp! : un’avventura sonora

5 nov

11846Immaginate un musicista a passeggio per una città. Immaginate una città del Sud degli Stati Uniti, magari dalle parti della Louisiana. Immaginate che questo musicista sia Wynton Marsalis. Ora cercate di immaginare cosa sia per lui una passeggiata, cosa voglia dire per lui immergersi nei suoni della quotidianità. Ora aprite questo libro. E capirete che un jazzista sente la musica in ogni suono e che per lui ogni  passeggiata é un'”avventura sonora” e che un pensiero in musica nasce dal rumore del burro spalmato sul pane, come da una washboard.
Un libro pazzesco, da leggere rigorosamente a alta voce, pieno di onomatopee, per mettere alla prova le vostri doti da rumorista. Un libro che si legge prima gustando le immagini pop di Paul Rogers, poi immaginandosi in testa i mille suoni da riprodurre, infine liberando la voce e la fantasia.
Niente CD in allegato per un volume la cui musica sta nella voce di chi narra e canta questo libro quasi pazzo, un gioiellino nello scaffale dei Nati per la Musica.

Wynton Marsalis – ill. di Paul Rogers, Squeak, rumble, whomp! whomp! whomp! : un’avventura sonora (trad. di Daniela Magaraggia), Curci Young 2014, 36 p., euro 16

Stormo

26 ott

stormo-It_01-miniPensando a Stormo, il bellissimo albo che esce per Kalandraka, vincitore del Premio Compostela 2012, mi è venuto in mente il discorso del professore di letteratura delle superiori sull’immortalità delle storie. Una storia, mi disse, diventa un classico quando tocca temi universali. E aprire Stormo ha suscitato in me un turbinio di reminiscenze letterarie cui Stormo occhieggia, a partire dall’incipit che sa di miti greci e genesi bibliche:

Un giorno, gli uccelli rivolsero lo sguardo oltre i rami e le foglie
e immaginarono una vita diversa.
E così ebbe inizio una nuova era.

Gli uccelli si interrogarono sul mondo e trasmisero la loro conoscenza sperimentando e creando. Ma bastò un attimo e peccarono di superbia, cercando le strade più facili e cadendo negli eccessi. Sino a quando smisero di rispettare gli altri esseri viventi e loro stessi. Ma anche quando tutto sembra perduto, per fortuna, c’è sempre un cucciolo che vuole spiegare le ali e imparare a volare.
In una storia semplice, quasi didascalica come le favole di Esopo, i mille temi di grandi libri: la superbia umana, il mancato rispetto per gli altri (e qui come non ricordare “La fattoria degli animali”?), la rinascita grazie a chi conserva le memorie di cosa era una volta (a me è venuto in mente il finale di “Fahreneit 451″).

Una grafica delicatissima, senza colori, dove i toni del grigio esprimono sia la tristezza e l’abbruttimento della decadenza, sia la gioia della rinascita. E siccome ogni tavola é un piccolo quadro, l’immagine di copertina è diventata una tavola da appendere, un piccolo regalo per ricordarsi questa piccola grande epopea animale.

Marìa Julia Dìaz Garrido, David Daniela Alvarez Hernàndez, (trad. di Elena Rolla), Kalandraka 2014, 32p., euro 16

Piccolo Frank architetto

26 lug

Piccolo-Frank--286x424Nonno e nipote, piccolo e grande Frank, una passione in comune per l’architettura. Il piccolo Frank costruisce oggetti con tutto quello che gli capita per le mani: sedie traballanti coi rotoli di cartaigienica, grattacieli pericolanti di libri. M la fantasia del nipote si scontra con il realismo del nonno che obietta che le sedie sono fatte per sedersi e che i grattacieli devono essere dritti. Così la passione di Frank jr si sta affievolendo, è il momento per il nonno di portarlo al museo, dove lui stesso non si reca da tempo. Entrano al MOMA e vedono sedie ondeggianti e torri attorcigliate. Il nonno si è sbagliato, l’architettura è cambiata. Tornati a casa è il momento di dare sfogo alla fantasia, creando oggetti dalle forme più strane. E alla fine della giornata il piccolo Frank va a letto sentendosi un grande architetto, mentre il nonno riposa sereno sentendosi ancora piccolo e ritrovando quella passione che si era affievolita.
Tradotto in Italia da 24ORE Cultura, il volume è frutto della collaborazione con il MOMA i cui oggetti occhieggiano dalle pagine del testo (e io, che non ci sono mai stata, scopro che nell’atrio c’è persino un elicottero). Gli interni dell’appartamento di Frank strizzano l’occhio agli adulti che vi riconoscono numerosi pezzi del design contemporaneo.

Il Booktrailer del ibro

Frank Viva, Piccolo Frank architetto, 24 ORE Cultura 2014, 36p., euro 19

Le mie più belle ninne nanne dal repertorio classico

24 lug

11816Il momento della nanna è uno dei più critici della gestione famigliare. Ognuno trova il suo piccolo rito per far sì che i piccoli riposino sereni. Spesso il lettino è sormontato da qualche giochino musicale di modo da accompagnare i piccoli nel sonno dolcemente. Magari mentre la voce di un adulto legge un libro illustrato. Questo robusto cartonato di Curci raccoglie in un cd da un’ora 17 tracce musicali da Schubert a Grieg pensate proprio per questoscopo. Il libro è illustrato con delle ricche tavole che rappresentano e descrivono il contenuto musicale. Una miniatura cameo del compositore incuriosirà i piccoli a chiedere informazioni su di lui.
Nella stessa collana esce anche Le mie più belle melodie classiche per i più piccini, un libro con CD anch’esso riccamente 11815illustrato che vi consiglio di mettere in macchina per il viaggio delle vacanze. Si tratta di 50 minuti di composizioni che spaziano da Bach a Fauré e permettono ai bimbi che nel frattempo possono sfogliare il libro di vedere, trasposte su tavole, le emozioni e le narrazioni musicali. Un’idea furba per evitare di litigare per il CD in macchina perchè può essere goduto da tutta la famiglia senza doversi subire in loop per tutto il viaggio l’ennesimo CD di Peppa Pig ;) e creare un momento di condivisione. E rispondete pure a chi potrebbe obbiettare che i classici per i più piccoli sono pesanti saltando subito alla traccia 13, che vi farà scoprire uno spassosissimo Rossini.

Le mie piu belle ninne nanne del repertorio classico e altre dolci melodie per i piu piccini / illustrato da Cécile Gambini … [et al.], Curci Young, 2014, 40 p., euro 16
Le mie piu belle ninne nanne del repertorio classico e altre dolci melodie per i piu piccini / illustrato da Cécile Gambini … [et al.], Curci Young, 2014, 40 p., euro 16

Mamma in fuga

15 lug

mammainfugaSì lo ammetto il titolo si presta a una facile identificazione e io ci sono cascata in pieno.
Protagonista della storia è una famiglia che vive nel disordine creato da due figlie disordinate e un marito un po’ svampito e grande accumulatore. Un giorno la mamma che, la domenica da mamma “si trasforma in aspirapolvere umano”, decide che non ce la fa più e scompare. Si nasconderà nelle caverne per dimostrare alla propria famiglia che si può stare bene con poche cose. Intanto a casa iniziano a cercarla e trovano un biglietto che dice che tornerà solo dopo che saranno stati eliminati da casa almeno 100 oggetti. Lieto fine in una caverna davanti a un fuoco, per arrostire un pesce pescato nel fiume.
Una storia divertente, che si legge velocemente e con piacere, che strizza l’occhio ai temi della decrescita felice e che fa sentire le mamme che sognano di diventare cavernicole in buona compagnia.
Anche in questo libro è stata usata la font biancoenero®, pensata per favorire la lettura di ch, a leggere, un poco fatica.

Arianna Di Genova – illustrazioni Sarah Mazzetti, Mamma in fuga, Biancoenero 2014, 64 p., euro 8

Esco così mi perdo

5 lug

ESCO Metterò questo libro nello scaffale Libri per Dolci Sogni, perchè ha tutti gli elementi di una storia che ti posa come un guanto in una notte piena di immagini fantastiche: c’è una soffitta errante, due personaggi francesi di nome Baul e Trombon, il principe Pedalino, il bambino che, deus ex machina, risolve tutto.
Baul è un “cercatore di oggetti desueti e raccontatore di storie” e vive con Trombon in una soffitta errante, circondato dagli oggetti che raccoglie. Una volta all’anno si dedica alle grandi pulizie e fa emergere dalla coltre di polvere che ricopre la soffitta un oggetto di cui racconta la storia.

E così ci porta nel regno di Calcea dove tutti i sudditi sono scarpe e il Re (che aveva i calzini bucati) e la Regina aspettano con trepiazione la nascita dei regali Principi Calzini. Ma, com’è come non è, invece di un paio di calzini nasce solo il Principe Pedalino. Un calzino spaiato? Non è possibile! Così nel Regno scoppia il parapiglia e si decreta la creazione immediata di un sosia. Ma il Principe Pedalino (“Io sono io, non lo voglio un altro me!“) decide di fuggire da “quello che tutto era, fuorché il suo posto”, lasciando un biglietto che recita:

Esco così mi perdo. So di essere unico. Troverò il mio posto nel mondo. Non cercatemi…e tanti saluti a tutti.”

Nessuno lo cercò e lui si perse veramente arrivando alla Collina dei Rattoppi, entrando nel terribile Bosco degli Spilloni finché una bolla di sapone…

Calzini che fuggono da genitori da cui non si sentono compresi, che attraversano luoghi impervi in un bildungsroman fantastico, soffitte che viaggiano e personaggi buffi che raccontano storie. Tanti gli elementi di una fiaba classica in una storia che ha meritatamente vinto il Premio Andersen Baia delle Favole 2010. Dal libro è stato tratto anche uno spettacolo teatrale.

Qui il sito dell’illustratrice e qui quello dell’autore.

Matteo Razzini – illustrazioni Sonia Maria Luce Possentini, Esco così mi perdo, Edizioni Corsare 2014, 32 p., euro 16

A ritrovar le storie

6 giu

a ritrovar le storie copertinaDevo a questo libro la più bella partita di gioco dell’oca mai fatta. E adesso vi racconto perché.
Il paese di Tarot ha perso la capacità di raccontar storie, le persone non parlano più tra loro come facevano tempo prima, “quando i pesci volavano e le rape crescevano sugli alberi”.
Un giorno arriva nella piazza del paese un Saltimbanco, con un’oca sotto il braccio e alla sera fecero un giro per il paese, su una piccola bicicletta, issando un cartello con scritto Bicicletta. E a poco a poco Tarot riprese a raccontare. Raccontò la donna di una bicicletta rossa che aveva visto passare, aggiunse il bambino che ci sapeva andare anche senza mani, arrivò il vecchio che coglieva funghi e riparava orologi a cucù e la bimba che ha paura di inghiottire le midolle delle ciliegie “sennò scoppia la pancia e muori”. E fluirono le parole, i ricordi e le storie, storie di biciclette, paure, alberi, morte e vita. E ogni storia diventa una casella del gioco dell’oca che chiude il libro. Tira i dadi e racconta di te, delle tue paure, dei tuoi ricordi e desideri. E, come in ogni gioco che si rispetti, vince chi arriva per primo all’ultima casella, quella della vita che nasce, celebrata all’interno del libro con queste parole.

VITA
Quando nasci non lo sai perchè vivi.
Vivi per parole di latte e miele di storie
per collezionare rospi e lumache
per il pane caldo
per respirare il mare
pedalare in discesa nelle sere di maggio
sentire le voci del vento
nascere di nuovo, nelle storie.

E se i dadi capitano su nascita sappi che per vincere devi rispondere a questa domanda “Quando incominciano le cose? Cosa accade all’inizio? Lo sai?”

Il libro nasce da un progetto di racconto anziani-bambini ed è diventato anche uno spettacolo teatrale.
Nella mia libreria ha un posto d’onore nella sezione: Libri che insegnano le emozioni

Anna Maria Gozzi,- Monica Morini – illustrazioni di Daniela Iride Murgia, A ritrovar le storie, Edizioni Corsare, 2014, 32 p., euro 18.

LuiGino

8 mag

LuiGinoQuando ho letto questo libro dedicato a Gaber mi è venuto in mente un articolo sui concerti di Springsteen, dove si diceva che i concerti del Boss sono transgenerazionali, perché mettono genitori e figli uno di fianco all’altro a godere della stessa musica. Ho pensato che il potere godere di una musica che piace a genitori e figli assieme è una grande fortuna. Così ho letto a partire da questo punto di vista il libro che Comini scrive su Gaber.

Non si tratta della narrazione della biografia del cantautore milanese, ma a raccontare la storia di una vacanza  è un ragazzino spedito dal padre, avvocato di città, a passare l’estate dallo zio un po’ picchiatello che vive in campagna. Già in queste poche righe si riconoscono alcuni dei temi cari a Gaber (Com’è bella la città) e le canzoni originali di Gaber contenute nel CD allegato fanno chiudere in musica i capitoli. Giochi e rimandi sparsi nel testo divertiranno chi ama Gaber, tutti gli altri potranno approfittare del volume per imparare a conoscere la sua musica.

Il sito dell’autore. Il sito dell’illustratore e il suo blog.

Claudio Comini– ill. Fabio Magnasciutti, LuiGino, Curci Young 2014, 144 p., euro 16 (con CD)

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