Archive by Author

Il volo del riccio

2 lug

il volo del riccioLe letture estive chissà perché sono considerate tradizionalmente meno impegnative. In effetti tendiamo a leggere i grandi classici russi d’inverno e la chick lit d’estate. E questo libro mi è arrivato con un biglietto che lo descrive come “una lettura leggera per l’estate”. Che si tratti di un libro che si legge facilmente non solo perchè è scritto e illustrato bene, ma anche perchè è ad alta leggibiità, un grandissimo pregio della casa edtrice Biancoenero, è fuori di dubbio, che il tema sia leggero invece no.
La narrazione di Eugenia racconta di quel giorno in cui torni a casa e ti accorgi che c’è qualcosa di anomalo, che il papà all’improvviso non ha più un lavoro. All’inizio è bello, c’è il tempo per fare le cose che si sono sempre rimandate, per dedicarsi agli hobby, poi si inizia a scalpitare e volere riprendere l’attività lavorativa, non solo per una questione economica (che pure è toccata nel libro), quanto per definire sè stessi, per non sentirsi vecchi e inutili solo perché si hanno 50 anni.
La perdita del lavoro di un genitore è un tema delicato ma che dobbiamo affrontare perché riguarda molte delle persone che ci circondano. Questa narrrazione si può fare in tanti modi, la bellezza di questo libro risiede, però, nel far sì che sia il padre a perdere il lavoro, la tradizionale figura del breadwinner, che la narrazione avvenga dal punto di vista del bambino che non avverte tanto le difficoltà economiche quanto il vissuto emotivo paterno,  perchè in realtà per nessuno di noi il lavoro, anche il più viutperato, è solo un lavoro, ma è parte importante della costruzione del sè.
Ma ognuno di noi ha risorse speciali che lo rendono unico, così è proprio Eugenia a segnalare al suo papà che è bravo a creare e ora “ha un po’ di tempo libero”, (come se ci fosse da vergognarsi a dire che si è disoccupati), un concorso della scuola. E allora anche chi pensava di essere al capolinea scopre che sono state solo le circotsanze a metterlo all’angolo e nota la bellezza delle cose che sa fare. Perché non è da tutti inventarsi un riccio che vola.
Ho amato tantissimo la narrazione del processo creativo guidato dal padre durante il suo incontro con la classe della figlia, una scoperta del pensiero laterale, che è anche il momento catartico in cui il padre inizia a uscire da se stesso definito solo nel suo ruolo di manovale e inizia a vedersi con occhi diversi, con la consapevolezza di essere un inventore.
E anche se il primo premio non verrà vinto, la storia ha comunque un lieto fine.
Dedico questo post ai tanti amici e genitori che si sono trovati senza un lavoro, augurando loro di trovare il prima possibile il proprio riccio che vola.

Il premio del concorso a cui partecipa la classe di Eugenia è una visita alla Cité de l’Espace di Tolosa: se siete appassionati dello spazio approfittatene anche voi! Poi magari proseguite verso nord per coprire le meraviglie del Futuroscope.

Il sito dell’illustratore.

Agnès de Lestrade – ill. Umberto Mischi, Il volo del riccio (trad. di Flavio Sorrentino), Biancoenero 2015, 46 p., euro 8

TaNa liberAtutti

17 giu

tana-libera-tutti copertina Estate: tempo di scuole chiuse e liste di libri da leggere, ma anche tempo di giochi e lunghe giornate fuori casa. Estate: tempo di scuole chiuse e bambini da intrattenere.
Estate: tempo di libri belli per stare insieme.
Ci sono cose che rimangono nella testa per sempre, che ritrovi a 50 anni come a 70 e ti scopri a cantilenare come fosse ieri l’ultima volta che le hai pronunciate per giocare. Io ho una passione per filastrocche e conte, per i giochi da cortile e i momenti di condivisione.
E così mi piace tanto questo TaNa liberAtutti, una raccolta di filastrocche per giocare assieme, riscoprire campana, un due, tre stella (stellone!), ma anche per divertirsi con l’italiano con le filastrocche della sezione Giocare con le parole.
Una raccolta  con illustrazioni vagamente d’antan di Massimiliano di Lauro, nella quale, oltre il libro, vedo tanti giochi condivisi, tante possibilità per gli insegnanti di fare una didattica divertente, tanto potenziale per prendersi i tempi lenti dell’estate per giocare a lungo coi propri figli.
E ora metto il libro in valigia e scendo a giocare a mosca cieca. :)

Massimiliano Maiucchi– ill. di Massimiliano di Lauro, TaNa liberAtutti, Edizioni Corsare 2015, 55 p., euro 12,50

La nonna addormentata

21 mar

Sin t’tulo-2Delicatissimo, struggente ma anche divertente libro su un tema difficilissimo da affrontare: come spiegare a un nipote che i nonni non sono immortali.
Ed è proprio il nipote la voce narrante del volume che ci racconta che la sua nonna dorme tutto il giorno da un mese, che per non farla sentire sola va il pomeriggio a leggerle un libro, come lei faceva con lui. Questa nonna dorme forse perchè è stanca di tutte quelle cose strambe che ha fatto, come strappare i fiori del giardino per fare la zuppa o vestirsi di tutto punto per ballare un valzer solitario in salotto. Ma la nonna è come la bella addormentata che aspetta il principe azzurro che venga a rapirla, le dia un bacio, la svegli e la porti via. E quando arriva il letto rimane vuoto.
Una narrazione tra ciò che è stato e ciò che è, che si interroga su quello che sarà. Perchè la nonna, una volta rapita dal principe azzurro,

Vola alto con gli aquiloni. /Nuota nel profondo del mare./ Beve un sacco di limonata. /E prepara tonnellate di pane.

Una finestra aperta nella stanza con il letto ormai vuoto, un aquilone nella pagina seguente, una nonna che dorme e sembra ronfare nella prima pagina (girata di lato, bocca aperta a testimonianza di un sonno profondo, quasi rigeneratore), un sonno sereno, ricco di sorrisi, non l’idea di una donna immobilizzata a letto che soffre. Una nonna che non ha perso la sua dolcezza, i suoi capelli grigi, i suoi sorrisi, che anche “dormendo” sta vicino al nipote, forse per permettergli di salutarla con calma e di trovare il suo segreto da affidarle: fare la pasta al pomodoro più buona del mondo, come la faceva lei.

Quanto ho pianto leggendo? Tantissimo, perchè ha smosso tutta quella dolcezza infinita che si prova per i nonni, perchè anche ora che sono mamma e che i miei nonni non li posso più toccare da trenta anni ormai, non ho ancora smesso di essere la loro nipotina. E ho letto questo libro come lettura della buonanotte a mio figlio, leggendo e lacrimando (ma quante volte lo dovrò rileggere prima di potere controllare le lacrime?) e lui mi ha detto: “Bellissimo, ma ora sono tanto triste!”. Bimbo mio, un giorno sarai triste, è inevitabile ma seminandoti dentro libri come questo spero di darti le parole per esprimere le emozioni.

Roberto Parmeggiani – ill. João Vaz de Carvalho, La nonna addormentata, Kalandraka 2015, 40 p., euro 14

Cari estinti

29 dic

cari-estinti-it-11Un libro sugli animali scomparsi e sulla tutela ambientale, due argomenti apparentemente facili che mi fanno tremare le vene ai polsi perchè penso a quante ovvietà e banalità infarcite di buonismo si possono infilare in un prodotto editoriale su questi temi. Poi però ti rendi conto che stai parlando di un libro edito da Kalandraka e scritto e illustrato da Arianna Papini e sai che sarà una lettura non banale. Sfogliandolo non solo non tradisce le mie alte aspettative nei suoi riguardi, ma, anzi, mi emoziona ancora di più.
Una carrellata di animali scomparsi o rarissimi, alcuni noti ai più come il Dodo, altri molto meno conosciuti; si nota, nella scelta fatta dall’autrice, un grosso lavoro di studio e documentazione.
Un testo in rima alternata, dove é l’animale stesso che parla e racconta la sua vicenda. Storie di disboscamenti, caccia, colonizzazioni selvagge. Ma quello che colpisce è quella sorta di delusione che traspare nella narrazione degli animali, quella incredulità nei confronti degli uomini che prima distruggono e poi cercano di fare rinascere come nella voce del Quagga che apre la raccolta e dice:

“Ma io non lo capisco, anzi traballo…/invece di affannarsi a reinventarmi/non poteva evitare di sterminarmi?”

E ancora il tema della fiducia tradita nelle parole della Ritina:

“Voi uomini non avete ancora perso/la speranza di avvistarmi prima o poi,/ma se esistessi agirei in modo diverso…/e non mi fiderei mai più di voi”.

Illustrazioni magistrali, dove alla innegabile somiglianza con gli animali di repertorio viene affiancato un grande lavoro reinterpretativo che fa emergere di ognuno un tratto caratteristico. Nessuna concessione a rappresentazioni edlucorate ma occhi tristi, severi, indagatori e una rigorosa cromia in nero, colore del lutto.

Arianna Papini, Cari Estinti, Kalandraka, 2014, 48 p, 14 euro.

Album per i giorni di pioggia

21 dic

album-copE’ arrivato l’ultimo giorno di vacanza e, per giunta, piove e a quella sensazione di fine di tutto si aggiunge la malinconia di non potere uscire. Ma si dà il caso che questo giorno sia per qualcuno anche un compleanno in cui si viene festeggiati con una corona di carta e si riceve un regalo speciale: una macchina fotografica. E, magicamente, dopo avere spento le candeline ecco che torna il sole. Allora tutti fuori a divertirsi.
La spenseratezza dell’ultimo giorno viene immortalata da chi, macchina alla mano, inquadra le cose da una prospettiva differente, fissando la spensieratezza e la lievità di chi è grande, grosso e fa il vigilantes ma in questo ultimo giorno di mare brandisce la ciambella come fosse un tutù e viene ripreso  come fosse una graziosa ma nerboruta ballerina di Degas. Chi scatta le immagini di questo album per i giorni di pioggia, quei giorni in cui saremo tutti assorti nelle incombenze quotidiane, le scatta da una sedia a rotelle, ma questo è solo un dettaglio.

E riguardando l’album per i giorni di pioggia

Ricorderemo le impronte sulla sabbia
e i gabbiani sul mare, e allora vedremo chiaramente
che le cose veramente preziose, più di tutti i soldi del mondo,
sono quelle che abbiamo fatto oggi.

Storia delicata, poetica, lieve che si legge in un clic e rimane fissata nelle sue delicatissime illustrazioni piene di allegria e luce.

Dani Torrent, Album per i giorni di pioggia, Edizioni Corsare, 2014, 28 p., euro 15.

Squeak, rumble, whomp! whomp! whomp! : un’avventura sonora

5 nov

11846Immaginate un musicista a passeggio per una città. Immaginate una città del Sud degli Stati Uniti, magari dalle parti della Louisiana. Immaginate che questo musicista sia Wynton Marsalis. Ora cercate di immaginare cosa sia per lui una passeggiata, cosa voglia dire per lui immergersi nei suoni della quotidianità. Ora aprite questo libro. E capirete che un jazzista sente la musica in ogni suono e che per lui ogni  passeggiata é un'”avventura sonora” e che un pensiero in musica nasce dal rumore del burro spalmato sul pane, come da una washboard.
Un libro pazzesco, da leggere rigorosamente a alta voce, pieno di onomatopee, per mettere alla prova le vostri doti da rumorista. Un libro che si legge prima gustando le immagini pop di Paul Rogers, poi immaginandosi in testa i mille suoni da riprodurre, infine liberando la voce e la fantasia.
Niente CD in allegato per un volume la cui musica sta nella voce di chi narra e canta questo libro quasi pazzo, un gioiellino nello scaffale dei Nati per la Musica.

Wynton Marsalis – ill. di Paul Rogers, Squeak, rumble, whomp! whomp! whomp! : un’avventura sonora (trad. di Daniela Magaraggia), Curci Young 2014, 36 p., euro 16

Stormo

26 ott

stormo-It_01-miniPensando a Stormo, il bellissimo albo che esce per Kalandraka, vincitore del Premio Compostela 2012, mi è venuto in mente il discorso del professore di letteratura delle superiori sull’immortalità delle storie. Una storia, mi disse, diventa un classico quando tocca temi universali. E aprire Stormo ha suscitato in me un turbinio di reminiscenze letterarie cui Stormo occhieggia, a partire dall’incipit che sa di miti greci e genesi bibliche:

Un giorno, gli uccelli rivolsero lo sguardo oltre i rami e le foglie
e immaginarono una vita diversa.
E così ebbe inizio una nuova era.

Gli uccelli si interrogarono sul mondo e trasmisero la loro conoscenza sperimentando e creando. Ma bastò un attimo e peccarono di superbia, cercando le strade più facili e cadendo negli eccessi. Sino a quando smisero di rispettare gli altri esseri viventi e loro stessi. Ma anche quando tutto sembra perduto, per fortuna, c’è sempre un cucciolo che vuole spiegare le ali e imparare a volare.
In una storia semplice, quasi didascalica come le favole di Esopo, i mille temi di grandi libri: la superbia umana, il mancato rispetto per gli altri (e qui come non ricordare “La fattoria degli animali”?), la rinascita grazie a chi conserva le memorie di cosa era una volta (a me è venuto in mente il finale di “Fahreneit 451”).

Una grafica delicatissima, senza colori, dove i toni del grigio esprimono sia la tristezza e l’abbruttimento della decadenza, sia la gioia della rinascita. E siccome ogni tavola é un piccolo quadro, l’immagine di copertina è diventata una tavola da appendere, un piccolo regalo per ricordarsi questa piccola grande epopea animale.

Marìa Julia Dìaz Garrido, David Daniela Alvarez Hernàndez, (trad. di Elena Rolla), Kalandraka 2014, 32p., euro 16

Piccolo Frank architetto

26 lug

Piccolo-Frank--286x424Nonno e nipote, piccolo e grande Frank, una passione in comune per l’architettura. Il piccolo Frank costruisce oggetti con tutto quello che gli capita per le mani: sedie traballanti coi rotoli di cartaigienica, grattacieli pericolanti di libri. M la fantasia del nipote si scontra con il realismo del nonno che obietta che le sedie sono fatte per sedersi e che i grattacieli devono essere dritti. Così la passione di Frank jr si sta affievolendo, è il momento per il nonno di portarlo al museo, dove lui stesso non si reca da tempo. Entrano al MOMA e vedono sedie ondeggianti e torri attorcigliate. Il nonno si è sbagliato, l’architettura è cambiata. Tornati a casa è il momento di dare sfogo alla fantasia, creando oggetti dalle forme più strane. E alla fine della giornata il piccolo Frank va a letto sentendosi un grande architetto, mentre il nonno riposa sereno sentendosi ancora piccolo e ritrovando quella passione che si era affievolita.
Tradotto in Italia da 24ORE Cultura, il volume è frutto della collaborazione con il MOMA i cui oggetti occhieggiano dalle pagine del testo (e io, che non ci sono mai stata, scopro che nell’atrio c’è persino un elicottero). Gli interni dell’appartamento di Frank strizzano l’occhio agli adulti che vi riconoscono numerosi pezzi del design contemporaneo.

Il Booktrailer del ibro

Frank Viva, Piccolo Frank architetto, 24 ORE Cultura 2014, 36p., euro 19

Le mie più belle ninne nanne dal repertorio classico

24 lug

11816Il momento della nanna è uno dei più critici della gestione famigliare. Ognuno trova il suo piccolo rito per far sì che i piccoli riposino sereni. Spesso il lettino è sormontato da qualche giochino musicale di modo da accompagnare i piccoli nel sonno dolcemente. Magari mentre la voce di un adulto legge un libro illustrato. Questo robusto cartonato di Curci raccoglie in un cd da un’ora 17 tracce musicali da Schubert a Grieg pensate proprio per questoscopo. Il libro è illustrato con delle ricche tavole che rappresentano e descrivono il contenuto musicale. Una miniatura cameo del compositore incuriosirà i piccoli a chiedere informazioni su di lui.
Nella stessa collana esce anche Le mie più belle melodie classiche per i più piccini, un libro con CD anch’esso riccamente 11815illustrato che vi consiglio di mettere in macchina per il viaggio delle vacanze. Si tratta di 50 minuti di composizioni che spaziano da Bach a Fauré e permettono ai bimbi che nel frattempo possono sfogliare il libro di vedere, trasposte su tavole, le emozioni e le narrazioni musicali. Un’idea furba per evitare di litigare per il CD in macchina perchè può essere goduto da tutta la famiglia senza doversi subire in loop per tutto il viaggio l’ennesimo CD di Peppa Pig ;) e creare un momento di condivisione. E rispondete pure a chi potrebbe obbiettare che i classici per i più piccoli sono pesanti saltando subito alla traccia 13, che vi farà scoprire uno spassosissimo Rossini.

Le mie piu belle ninne nanne del repertorio classico e altre dolci melodie per i piu piccini / illustrato da Cécile Gambini … [et al.], Curci Young, 2014, 40 p., euro 16
Le mie piu belle ninne nanne del repertorio classico e altre dolci melodie per i piu piccini / illustrato da Cécile Gambini … [et al.], Curci Young, 2014, 40 p., euro 16

Mamma in fuga

15 lug

mammainfugaSì lo ammetto il titolo si presta a una facile identificazione e io ci sono cascata in pieno.
Protagonista della storia è una famiglia che vive nel disordine creato da due figlie disordinate e un marito un po’ svampito e grande accumulatore. Un giorno la mamma che, la domenica da mamma “si trasforma in aspirapolvere umano”, decide che non ce la fa più e scompare. Si nasconderà nelle caverne per dimostrare alla propria famiglia che si può stare bene con poche cose. Intanto a casa iniziano a cercarla e trovano un biglietto che dice che tornerà solo dopo che saranno stati eliminati da casa almeno 100 oggetti. Lieto fine in una caverna davanti a un fuoco, per arrostire un pesce pescato nel fiume.
Una storia divertente, che si legge velocemente e con piacere, che strizza l’occhio ai temi della decrescita felice e che fa sentire le mamme che sognano di diventare cavernicole in buona compagnia.
Anche in questo libro è stata usata la font biancoenero®, pensata per favorire la lettura di ch, a leggere, un poco fatica.

Arianna Di Genova – illustrazioni Sarah Mazzetti, Mamma in fuga, Biancoenero 2014, 64 p., euro 8

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 6.903 follower