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Il pesce rosso numero 14

9 Giu

pesce rosso numero 14

La voce di Ellie racconta innanzitutto al lettore del trucco della mamma per preservare il suo pesce rosso Rossetto, regalatole dalla maestra d’asilo per apprendere il ciclo della vita: sostituire il pesce morto con uno nuovo. Così Rossetto alla sua morte non ha sette anni come Ellie credeva, ma è il tredicesimo pesce che si avvicenda nella stessa boccia. Se l’insegnante pensava alla brevità del ciclo di vita di un pesce rosso per far affrontare la morte ai suoi alunni, chissà cosa direbbe conoscendo Melvin, il nonno di Ellie, uno scienziato da sempre alla ricerca dell’elisir di lunga vita, da tanti trattato come cialtrone, ma finalmente arrivato al suo scopo. L’adolescente scontroso e incravattato che si presenta alla porta è infatti il nonno, ringiovanito grazie a una strabiliante formula chimica, ma quel che gli è necessario a dimostrare la scoperta è rimasto nel laboratorio a cui gli viene negato l’accesso dato che il suo aspetto fisico è decisamente diverso dal solito.

Intanto Melvin frequenta la scuola, prende il pulmino con Ellie ogni mattina e convince lei e Raj ad aiutarlo ad entrare nel laboratorio; parla di scienza, spinge la nipote a coltivare gli interessi che manifesta, racconta di Einstein, Marie Curie, Oppenheimer, Salk e della forza di credere che le cose siano possibili e possano cambiare il mondo. Ellie è alle prese con il primo anno di scuola media: accanto all’avventura in cui il nonno la trascina e alla riflessione sulla scienza, la vediamo alle prese con i cambiamenti nelle amicizie, col sentirsi fuori posto e aliena in quelle scuola medie che le sembra “come il bagno di una stazione di servizio sperduta in mezzo al nulla: sporca, puzzolente e piena di gente strana”. Insomma, bisogna prenderci la mano e credere – anche qui – che i “lietoinizi” sono possibili e chissà cosa riserva il futuro.

Il sito dell’autrice. Le illustrazioni sono di Tad Carpenter, il cui sito (e lo shop!) meritano una visita, o anche più 😉

Jennifer L. Holm, Il pesce rosso numero 14 (trad. di Elisa Puricelli Guerra), Rizzoli 2015, 173 p., euro 15

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I pesci

7 Mag

Le illustrazioni di Lucia Scuderi sono sempre di grande effetto e negli animali come nelle piante (avete presente il bellissimo Il giardino delle meraviglie?) rendono sicuramente al massimo della loro potenzialità. Continuo a ricordare con affetto quel gran libro che è stato Urbuq, un bestiario immaginario, ma anche qui non si scherza: sono tutti veri i pesci presentati tra le pagine e a parlarne è un pesce rosso che dialoga direttamente col lettore. Gli appassionati troveranno tante informazioni, curiosità e potenziali  possibilità di approfondimento.

Si parla di pinne, code e squame, di mimetismo e linea laterale, di collaborazione con altri organismi e di occhi che non si chiudono mai, neanche per dormire. I testi sono chiari, accurati e brevi, in modo da risultare facilmente assimilabili anche per i lettori più piccoli. Di sicuro però le illustrazioni sono una gioia per gli occhi e fanno di questo albo un libro bello già solo a sfogliarlo: tra i pesci dalle forme strane, la vita in banco, il giocare a nascondino e qualche primo piano mica da ridere, ecco l’occasione per appassionarsi, approfondire e anche per fare la differenza: le pagine finali sono infatti dedicate a chi pesce sembra, ma non è!

Lucia Scuderi, Ti presento la mia famiglia. I pesci, Editoriale Scienza 2018, 32 p., euro 13,90

Quattro ragazzi per due papà

31 Ott

quattro ragazzi

La famiglia Fletcher è affollata, rumorosa, affiatata e sempre alle prese con qualche nuovo accadimento. E tutti sono maschi: due papà; quattro figli adottati di diverse provenienze, culture, religioni; un gatto, un cane e pure un pesce rosso (ex, in realtà perché trapassato). Li conosciamo all’inizio di un nuovo anno scolastico e li seguiamo per tutti i mesi che portano all’estate, attraverso le vicende scolastiche, le feste che organizzano, gli scontri con il nuovo scorbutico vicino di casa, la routine di ogni giorno e gli imprevisti che complicano il tutto. C’è chi è alle prese con una nuova scuola scelta e voluta che non corrisponde esattamente alle aspettative, chi ha una nuova amica di nome Coccinella e tutti pensano che sia immaginaria (chissà come mai 😉 ), chi viene scelto per la recita scolastica e pensa che non sia il suo posto, visto che nessuno dei compagni di calcio ama i musical o si mette a danzare a scuola. Ci sono nonni, zie col freezer pieno di cupcakes, insegnanti più o meno simpatici, genitori commossi o sull’orlo dell’esaurimento da disordine, ragazze, amicizie che finiscono e altre che nascono. C’è un andamento narrativo che segue lo scorrere dei mesi e che intervalla al testo email, messaggi su bigliettini, articoli di giornale, lettere.

La copertina non è particolarmente felice e la trama può riuscire all’inizio difficile da seguire perché è in qualche modo necessario ambientarsi, prendere familiarità con l’affollamento di nomi, caratteristiche e differenze dei vari protagonisti, però si spera che il lettore superi agilmente il primo impatto e si legga la storia che poi non è altro che narrazione di quotidianità, di vita. Poco importa infatti la composizione della famiglia su cui il titolo in traduzione insiste anche senza motivo (l’originale “The misadventures of the Family Fletcher” suonava meglio) perché quel che conta è che i ragazzi lettori possono identificarsi e ritrovare vicini una serie di temi non da poco – la fatica di crescere, gli amici che cambiano e che ti sembra di non capire più, la difficoltà di ammettere una scelta sbagliata, il timore del confronto e del portare avanti le proprie idee – e non semplici da dire ad alta voce, per cui è importante potersi sentire meno soli anche grazie alle pagine di un romanzo.

Il sito dell’autrice.

Dana Alison Levy, Quattro ragazzi per due papà (trad. di Aurelia Martelli), Edt Giralangolo 2015, 259 p., euro 14

L’albero dei segreti

12 Apr

Più riguardo a L'albero dei segreti

Ogni cittadina ha le sue storie e le sue superstizioni. A Catonsville abbiamo Ike il Matto, la Casa della Strega, l’UomoStrello, e l’Albero dei Segreti. Io mi imbattei nel’Albero dei segreti l’estate scorsa, nel bosco vicino a casa mia. Ecco quel che accadde.

Alla fine dell’estate Minty compirà undici anni e andrà in prima media. Durante i mesi estivi vorrebbe allenarsi alla pista di pattinaggio, insieme alla sua migliore amica Paz, per diventare una regina del roller derby e incutere timore agli skater di tutto il mondo. Un pomeriggio, per inseguire una luce improvvisa, si infila nel bosco dietro casa, quello che nessuno frequenta mai, quello dove – secondo le leggende locali – puoi incontrare l’UomoStrello, quello che porta alla Casa della Signora Strega che ha terrorizzato lei e le amiche la notte di Halloween. E si trova davanti un vecchio olmo con un buco nel tronco. Istintivamente mette la mano nel buco e scopre un foglietto bianco su cui è scritto “Nessuno mi ama a parte il mio pesce rosso”. E la vita di Mindy cambia, come dice lei stessa, “di una frase”. Quel buco nell’albero è il custode dei segreti raccontati nei foglietti che vi vengono nascosti e che Minty legge giorno dopo giorno: chi confessa di tradire l’amico più grande; chi di aver lanciato una maledizione; chi di sabotare una dieta; chi di aver voglia di fuggire via; chi di essere innamorato. A chi appartengono i segreti dell’albero? Minty comincia ad osservare le persone e intanto cova il suo personale segreto, che ha un nome e un volto: si chiama Raymond, è un ragazzino che gira in mimetica pensando di essere invisibile, vive in una casa modello al limitare del bosco e fa la spia: fotografa cioè i volti degli abitanti del quartiere per abinarli ai segreti dell’albero. Insieme Minty e Raymond scrutano, abbinano, spiano e cercano di vedere davvero chi sono le persone che vivono loro accanto e perché a volte è così difficile dire le parole giuste o trovare una spiegazione a quel che cambia mentre si cresce. Anche Raymond però ha un suo segreto…

Un romanzo che fa pensare ai migliori libri di Jerry Spinelli. Che racconta la realtà com’è, che guarda la vita delle persone e dice delle paure, delle risate, della rabbia, della fatica, dei litigi e del sollievo. Che descrive il quotidiano di un quartiere, l’amicizia di due ragazzine che crescono e che cambiano e che temono che il salto della prima media cambi per sempre qualcosa. Che dice che spesso un solo segreto si può abbianre a persone diverse e che alcuni li teniamo stretti perché è davvero difficile lasciarli andare. Poi ci sono quelli che abbini alla persona giusta, semplicemente perché la conosci così bene anche se non gielo dici con la voce.

Il sito dell’autrice. La copertina – che per fortuna è quella originale – è di Nathan Durfee.

Natalie Standiford, L’albero dei segreti (trad. di Giuseppe Iacobaci), Mondadori 2013, 248 p., euro 16

è soltanto un cane

17 Dic

More about È soltanto un caneDeve essere il periodo delle storie di cani 🙂 Ne stiamo leggendo e recensendo parecchie. Non che io ne vada pazza, ma per fortuna, nella più parte dei casi sono storie che dicono ben altro. Questo libro di Bauer semina indizi dalle prime pagine. Sai subito che prima o poi verserai lacrime perché anche le bestie muoiono e quando muore una bestia a cui si è dato un nome è triste, che sia un pollo o un pesce rosso. Sai anche che Corey ti racconta una storia che conosci perché è così: quel cucciolo di dalmata incrociato con non si sa che non è solo un cane; è un pezzo della famiglia, è un amico, un compagno di giochi, un gioco da colorare e travestire, un fantastico acchiappagiornali. Leggi le avventure e ridi e sorridi e ci leggi tra le righe quello che succede alla famiglia del protagonista, ai suoi genitori. Una storia di tutti i giorni, un libro che dice – in modo lieve e bene come sa fare Bauer – vicende normali. Che fanno piangere e ridere e sorridere e sospirare. In cui tanti piccoli lettori si possono ritrovare.

Copertina orribile: mi ricorda quelle cartoline anni 60-70, con una bestia in posa su sfondo colorato. Ma del resto non sono migliori neanche quelle delle altre edizioni straniere. E non è un motivo di consolazione 😉 . Qui intanto il blog dell’autore.

Michael Gerard Bauer, è soltanto un cane (trad. di Francesco Gulizia), Rizzoli 2012, 134 p., euro 12, ebook euro 8,99

Il mare

24 Lug

Un senza parole superestivo che giocando sui toni del grigio e del nero ci porta in viaggio su una nota di rosso, o meglio all’inseguimento: un gatto vede un pesce rosso dentro una boccia e infila la zampa. Così il pesce per fuggire vola via (sì, proprio così… ha le ali!) e sale sopra i tetti, oltre i fili della biancheria, fino alle stelle. Si nasconde tra i rami, nelle grotte, lascia qualche piuma alle grinfie del gatto e si tuffa nel mare. A questo punto, il felino ci prova, mette giù una zampa, sente l’acqua, la temperatura, la sensazione di bagnato e poi… poi si guarda il tramonto sul mare.

Questo è il primo libro realizzato dall’illustratrice canadese, da noi conosciuta per Davanti alla mia casa e Il carnevale degli animali (entrambi La Margherita edizioni).

Ecco il sito di Marianne Dubuc. E il suo blog.

Marianne Dubuc, Il mare, Officina Libraria 2012, 92 p., euro 14,95

La zampa dell’ombrello

12 Set

More about La zampa dell'ombrelloSapete che tutti noi umani, anche quelli che han paura dei cani, che sono allergici al pelo dei gatti, persino quelli che non saprebbero cambiare l’acqua a un pesce rosso e non sanno manco che mangia una tartaruga, ecco proprio tutti teniamo vicino un animale? Non è esattamente un animale da compagnia perché pare parecchio indifferente alla nostra presenza, ma a noi fa ben piacere averlo accanto… quando piove. L’ombrello infatti è l’unico animale con una zampa sola, è parente dei pipistrelli, è di genere malinconico, esce solo quando il cielo brontola o si fa grigio o già lacrima e vive col muso a terra, appeso per le zampe nello sgabuzzino o nel sottoscale (quando gli va di lusso ha una sua cuccia portaombrelli ma non so se è un lusso perché di lì il mondo non si vede). Lo sapevate però che un tempo gli ombrelli vivevano felici in branchi organizzati sulle montagne e la loro attività preferita era cantare? Cantavano così bene che gli uomini decisero di portarseli via per avere quel canto tutti i giorni e per immobilizzarli li chiusero (in sadica fissità) con un laccetto e un bottoncino metallico. Allora gli ombrelli attuarono la loro silenziosa resistenza.

Storia deliziosamente deliziosa degli animali che tutti abbiamo in casa e di cui spesso non ci accorgiamo.

Alice Umana – Agostino Iacurci, La zampa dell’ombrello, Orecchio Acerbo 2011, 36 p., euro 13

Mario lupo di mare

26 Mar

More about Mario, lupo di mare

Dopo le stelle e il Polo Nord, un nuovo Romanzo di Scienza scritto da Andrea Valente in compagnia di un noto velista, Pietro D’Alì. L’avventura di Mario, in compagnia dello zio e di un pesce rosso, è un’avventura sulle ali del vento: un giro del mondo attraverso gli oceani Atalantico, Pacifico, Indiano, alla scoperta di nuove terre e dell’universo della vela, a partire dal suo linguaggio: la prua e la poppa, la coffa e la randa, la scotta e la dinette, strambare e andare di bolina. E ancora gli strumenti di navigazione, le parti di una barca, i nomi dei venti, i nodi (e la gara dei nodi!). Un libro per conoscere – nell’alternanza di una storia e di spiegazioni tecniche – il mondo della barca a vela e la vita in barca: una vita spartana, affascinante, libera e rivelatrice: in barca si condivide un piccolo spazio, dove bisogna saper rispettare gli altri e che è assai più facile condividere con persone simpatiche! Un libro per essere pronti quando qualcuno ti grida “prendi il mezzomarinaio” 🙂

Sul sito dell’editore un assaggio di una delle pagine del libro.

Andrea Valente e Pietro D’Alì, Mario lupo di mare, Editoriale Scienza 2010, p. 96, euro 10.

La grossa carpa Cicciobalda

30 Apr

La carpa Cicciobalda non è solo il pesce più grosso dello stagno di Roccagrumosa, ma anche il più astuto: riesce a battere ogni tentativo dei pescatori locali di catturarla, li fa arrabbiare al massimo grado e si prende anche le coccole dei bambini che le sono amici. Quando i pescatori decidono di aspirare tutta l’acqua dello stagno pur di stanarla, riesce comunque a trovare un nascondiglio migliore ed è proprio l’aiuto di due bambini a salvarla.  Cicciobalda finisce in città, prima nella vasca da bagno della famiglia, dove viene decorata e dove passa giornate magnifiche, poi all’acquario visto che il padrone di casa non prevede pesci nel contratto d’affitto. Cicciobalda perde la libertà dello stagno, vero, come dirà qualcuno, ma ancora una volta passa ridente sotto il naso dei pescatori ingrugniti e se ne fa un baffo: tutti la credono un animale esotico, mai visto, straordinario.

La tenacia e l’arguzia vincono sulla slealtà e sull’esibizione di forza dei pescatori in un albo dal sapore vintage che viene dal 1978, proprio come Dorotea, pubblicata dalla stessa casa editrice che si propone di essere attenta alla qualità non solo dei testi, ma anche delle illustrazioni e che presenta nel piano editoriale sia albi che testi brevi, sempre appunto illustrati.

Luis Murschetz, La grossa carpa Cicciobalda (trad. di Virginia Portioli), LupoGuido 2018, 32 p., euro 13

Montreuil 2016 /2. Libri animati, ebook o app?

7 Dic

Dal punto di vista dell’offerta digitale per bambini e ragazzi, anche al Salone di Montreuil si respira un calo di produzione o forse una pausa di riflessione rispetto all’entusiasmo degli scorsi anni, per cui ci sono meno proposte. O forse c’è chi ha resistito e lavora con alacrità per prodotti di più grande qualità.

soupe_couvDell’esperienza de La Carte à Lire vi avevamo già parlato lo scorso anno qui: rappresenta la possibilità di offrire un testo digitale acquistandolo in libreria e regalando appunto un cartoncino che riproduce la copertina del libro e riporta le istruzioni per scaricarlo sul proprio device e cominciare la lettura. La novità di quest’anno è l’aggiunta al già diversificato catalogo di quattro titoli che costituiscono l’inizio del La petite collection de la Chouette du cinéma, una serie di cortometraggi animati d’autore dedicati ai più piccoli, di una quarantina di minuti ciascuno, usciti nelle sale francesi dal 19 ottobre scorso. L’apprimerie, già nota per le sue applicazioni narrative di alta qualità (come Et si la nuit o classici come Le Horla e Viaggio al centro della Terra) ne ha curato anche il libro, in versione cartacea e in versione digitale. Per ora sono disponibili quattro titoli, ispirati a filastrocche o racconti tradizionali, come “la zuppa di sasso” o “il guanto” che tanti albi illustrati hanno ispirato. La versione digitale è accessibili su dispositivi Apple, Android e su pc  tramite Readium.

Due editori storici per ragazzi hanno invece realizzato alcuni libri cartacei che possono essere animati grazie all’utilizzo del tablet, in una lettura complementareo  grazie alla realtà aumentata, presentate a Montreuil nello spazio La Ruche Transbook. Albin Michel ha mandato in libreria la collana Historie animées: quattro titoli per ora, quattro albi illustrati da Magali Le Huche, Charlotte Gastaut, Édouard Manceau, Léna Mazilu con cui è possibile interagire tramite l’app dedicata. Sovrapponendo il tablet al libro si possono scoprire nuovi particolari e animazioni che si integrano con il cartaceo in modo differente a seconda del libro: in alcuni casi sono animazioni alle illustrazioni già presenti, in altri invece sono vere e proprie aggiunte che sviluppano l’azione.

Nathan invece ha pubblicato un albo di grande formato, Le grand Rendez-vous in cui è possibile ascoltare le storie scritte da Hubert Ben Kemoun nel momento in cui si sovrappone il tablet all’immagine che accompagna ciascuna dell 24 avventure, ambientate in diversi Paesi del mondo, il cui filo rosso è l’invito che ciascuno dei personaggi riceve.

In entrambi i casi, c’è da valutare quanto effettivamente rendano questi prodotti che rischiano di non essere carne né pesce rispetto a book-app o ebook ben fatti. Infatti negli albi Albin Michel l’animazione diventa nella maggior parte dei casi “solo” un divertimento in più; bisogna inoltre tener presente alcune eventuali difficoltà di utilizzo che erano evidenti anche nello spazio di Montreuil: la luce dei neon che influiva sulla percezione del testo nel momento in cui lo si inquadrava o la necessità di una connessione wi-fi buona e stabile per l’utilizzo dell’albo Nathan. Tutti intoppi tecnici che possono influire sul buon utilizzo dello strumento e far sì che i bambini si stufino ancor prima di aver portato a compimento l’esperienza di lettura e/o di ascolto.