Il terzo figlio del signor John

17 Lug

Non so che albero si usi piantare nella vostra famiglia quando nasce un bambino. Nella mia noci e noccioli e a me è toccato un noce, che nella cultura di questa terra è una pianta preziosa. Anche nella tradizione famigliare del signor John si piantano degli alberi quando nascono i bambini e così fa lui per i suoi tre figli e – siccome siamo in una storia – addirittura pianta i semi che crescono insieme ai suoi ragazzi: un abete per il primo, una quercia per il secondo e poi per il terzo un seme di non si sa cosa che dà un albero senza forma di cui John si vergogna tanto da spostarlo sul retro della casa. Gli alberi crescono  insieme ai loro corrispettivi ragazzi: un abete verde e dritto per un bambino felice che ride e urla e si arrampica; una quercia folta e tonda per un ragazzino intraprendente che fischetta, sega e martella costruendo nidi per uccelli e case tra i rami; quel tronco storto (quasi un salice piangente molto piegato e molto piangente!) il cui bambino canta e recita poesie sottovoce.

Poi il tempo passa, i figli crescono e i primi due prendono le loro strade: il papà è molto orgoglioso di loro, anche se si sente solo senza le risate e il martellare: è allora che sente la voce del terzo e scopre dietro casa un albero bellissimo che non somiglia a nulla che a se stesso; è allora che si sente orgoglioso.

Un albo per dire che non sempre gli alberi (e i bambini) crescono nella direzione che si era immaginata o che si desidererebbe; per dire della bellezza della scoperta e dell’accettare la forma e il destino di ognuno. Nadine Brun-Cosme ci ha abituato alla delicatezza con cui sa dire la vita fin dalla trilogia di Lupo & Lupetto, qui è affiancata da Christine Davenier, altrettanto brava a far delicatezza col suo tratto.

Un albo da non mancare.

Nadine Brun-Cosme – Chstine Davenier, Il terzo figlio del signor John, Clichy 2019, 32 p., euro 17

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Una Risposta to “Il terzo figlio del signor John”

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  1. Il nostro albero | Le letture di Biblioragazzi - martedì, 23 luglio 2019

    […] emergere i ricordi, fare i conti. L’albero veglia, guarda, custodisce. Fa venire in mente un albo letto di recente in cui si parla di padri e figli e alberi; fa venire in mente un’altro […]

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