Dove tu non sei

31 Gen

Nel mondo di Lido molte persone usufruiscono di un’invenzione a detta dei più fantastica: la tuta ScOut, evoluzione tecnologica che permette a chi la indossa di essere fisicamente presente ovunque desideri. Lido, appassionato di videogiochi e giochi di ruolo di cui di solito fra gli amici fa il master, non usa mai la tuta e un motivo c’è; per questione di principio pensa che nei posti sia meglio andarci di persona, anche se non ha mai viaggiato davvero molto. Il primo giorno di scuola del nuovo anno ecco una nuova compagna, Mobi; per qualche settimana la ragazza è impossibilitata a trasferirsi personalmente , qundi seguirà le lezioni tramite una delle tute della scuola e Lido la ospiterà a casa. Dalla presenza di questa misteriosa ragazza, dal fatto che nulla si sa di lei, manco sui social, dal contrasto con gli amici, dal modo di fare di Lido nasce una riflessione sulla tecnologia e su come condizioni la vita, raccontata anche graficamente attraverso le forme di messaggistica e forme di interazione social. Lo stesso formato quadrato del libro supporta questo tipo di narrazione, insieme a una originale suddivisione in tavole, presenza di icone vettoriali, …

Una storia di formazione adolescenziale dove il filo conduttore è dato da un altro libro, “Destinazione stelle” di Alfred Bester, che Lido legge ad alta voce a Mobi e che farà da legame tra di loro anche quando le carte in tavola cambieranno: la ragazza infatti non arriva il giorno previsto; ha deciso di non partire per la nuova scuola e sarà Lido a doverla stanare per capire cosa sia successo e a doversi scoprire lui stesso per trovare comunque un modo di condivisione di tempo e spazio.

Lorenzo Ghetti è l’autroe del web comic To Be Continued.

Lorenzo Ghetti, Dove tu non sei, Coconino Prss Fandango 2018, 176 p., euro 18,50

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3 Risposte to “Dove tu non sei”

  1. tiziana venerdì, 19 aprile 2019 a 07:49 #

    Caterina, seguo questo blog con grande interesse e trovo le recensioni sempre molto attente e stimolanti.
    Su questa graphic novel, storia sicuramente centrata.
    Scrivo questo commento per avere un confronto e una tua opinione in merito a una mia perplessità.
    Sono rimasta colpita dal linguaggio esplicitamente e ripetutamente volgare, che in un testo ipotizzato anche per la categoria “10-14” anni, non mi sarei aspettata. Credo che in questa fascia d’età non si abbia ancora, di norma, una sicura capacità di cogliere in autonomia che questo tipo di linguaggio in un libro sia per una “fedeltà” di realtà al mondo giovanile e non un invito o una legittimazione al suo utilizzo.
    Non ritengo questo scrupolo una questione di censura, ma una valutazione di opportunità di forma, così come si valutano i contenuti.
    Non ho trovato in nessuna recensione un accenno a questo aspetto.
    Mi chiedo, nella tua esperienza, quale siano state eventuali osservazioni o reazioni a riguardo.
    Se riuscissi a darmi una tua opinione, sarebbe punto di riflessione; ho lasciato il mio contatto di lavoro nei campi di invio.
    Grazie comunque.

  2. Chiara Petrocchi venerdì, 19 aprile 2019 a 11:25 #

    Ciao, anche io ho trovato questo fumetto molto interessante, e ne ho parlato sul mio blog, se ti va di leggere la lettura che ne ho dato “passa da me!” 🙂

  3. Caterina Ramonda martedì, 23 aprile 2019 a 07:44 #

    Ciao Tiziana,
    scusa per il ritardo nella risposta, ma ci sono le vacanze di mezzo!
    In realtà il problema di quello che rilevi sta nella “solita” difficoltà di dover indicare delle fasce d’età di riferimento che, sul nostro blog e non solo (penso a certe categorie di alcuni premi), sono ampie o comunque inglobano età così diverse. Per uqesto, quando a volte viene utilizzata la categoria 10-14, può essere anche – come in questo caso per un libro che si consiglia dai 13/14 anni. Sovente viene affiancata alla categoria “giovani adulti” per indicare un libro che si può leggere dalla terza media in su (sempre tenendo conto che lettori della stessa età hanno capacità/sensibilità/possibilità di lettura diverse, come tutti sappiamo). Forse si potrebbe ovviare creando categorie come “10-12” e “12-14”, ma significherebbe rivedere tutti i mille e passa post del sito. Nello stesso tempo, lasciare solo la categoria “giovani adulti” per alcuni libri mi sembra poco anche perché spesso viene intesa come un’indicazione dai 16/17 anni in su; purtroppo la questione dell’indicazione di fasce di età è sempre complicata, piena di sfumature e sovente anche soggettiva.
    Forse si potrebbe indicare nell’articolo.
    Grazie per l’occasione di riflessione data dal tuo commento.
    Buona giornata

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