I figli del lupo

10 Mag

Molto spesso le narrazioni che trattano grandi periodi storici, come la Seconda Guerra Mondiale, si fermano alla fine delle guerra e poche volte raccontano, o almeno accennano, al dopo. Ecco invece che Dowswell del dopo ne fa un romanzo intero: è la tarda primavera del 1945 e Berlino vive lo sbando seguito alla caduta del Reich, tra macerie e occupazione dei soldati dell’Armata Rossa. Otto e Anna sono a capo di un gruppo di ragazzini che vive nei sotterranei di un ospedale: con loro Ulrich, fratello minore di Otto, che sogna di unirsi ai Lupi Mannari, ancora fedeli agli ideali nazisti, i gemelli Klaus e Erich, che si divertono a far esplodere granate e ordigni ritrovati per caso, e la piccola Hanna, una bambina che ha perso i genitori. I ragazzi cercano ogni giorno di sopravvivere, facendo la fila per l’acqua, cercando cibo, razziando le case abbandonate per trovare merce da scambiare con qualche alimento al mercato nero. C’ chi li aiuta, chi li studia individuandoli come facile preda, ci sono i soldati statunitensi che arrivano e la divisione della città nelle zone sotto le diverse influenze. C’è la miseria, la fatica di anni di guerra, la certezza della morte di alcuni famigliari e la speranza della sopravvivenza di altri, c’è il futuro che viene avanti e si fa piano piano.

Dowswell costruisce il romanzo come i precedenti, sulla base di una solida documentazione storica che restituisce al lettore una realtà viva e una lettura ben comprensibile e realistica di quei mesi. Peccato però che la narrazione sembri arrivare da un prima che il lettore quasi si sente di dover conoscere (pare a tratti che di quei personaggi sia astato narrato in precedenza) mentre così non è.

L’autroe sarà a Torino al Bookstock Village del Salone del Libro venerdì 11 maggio.

Paul Dowswell, I figli del lupo. Berlino 1945: sopravvivere non è un gioco (trad. di Chicca Galli), Feltrinelli Up 2018, 256 p., euro 15,00, ebook euro 8,99

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