Come ho scritto un libro per caso

2 Mar

Che bello questo romanzo. Lo leggi veloce fino in fondo, la senti davvero vicina la protagonista che ti racconta i suoi giorni e pensi che ti avrebbe fatto felice quando eri una lettrice dodicenne e ti fa felice anche adesso. Ha una facilità di scrittura rara che, sostenuta dalla traduzione, regala al lettore una protagonista amica, che va aggiungersi alla schiera di ragazzine della letteratura che restano care e sulla cui storia il lettore tornerà, anche a distanza di tempo.

Katinka ha tredici anni e vorrebbe scrivere un libr0: da sempre le viene naturale costruire una storia intorno a quel che le succede, cambiarne magari il finale rispetto alla realtà e per un po’ di tempo ha inventato storie per il fratello minore. Chiede aiuto alla dirimpettaia, disordinata creatura che cura un magnifico giardino e che nasconde il suo regno di libri nel capanno in fondo al prato: è una scrittrice famosa, di quelle che ricevono premi e tengono corsi di scrittura per adulti e, nonostante la ragazzina si aspetti il contrario, accetta di darle consigli e correzioni in cambio dell’aiuto con piante e fiori. Quel che il lettore legge è il quotidiano di Katinka e in particolare la sua vicenda famigliare (la madre è morta quando lei aveva tre anni e rimane il nodo da sciogliere nella sua vita) attraverso però i compiti che Lidwien le assegna. Sono i fogli che la ragazza scrive e la scrittrice corregge e dentro ci sono i suggerimenti, le riflessioni sulla scrittura e sugli scrittori, sull’osservare quel che c’è dietro le cose, sul copiare da quelli bravi, sul mostrare e non raccontare, sul non farsi abbattere dai dubbi, sull’imprimere accelerazioni o usare una certa prospettiva.

Così Katinka media le proprie sensazioni e i propri sentimenti attraverso la scrittura, che le permette di affrontare alcuni nodi, di tirar fuori quello che le gira dentro, di essere sulla carta diretta come vorrebbe essere sempre nella vita.

Lei è accompagnata nel suo percorso di scrittura, che poi è un percorso di crescita e di cambiamento, da due personaggi che paiono straordinari anche ai suoi occhi, ma per la semplice ragione che sono se stessi e che trattano lei e altri aspetti della vita (non ultimo l’essere orfana, stato di fronte a cui molti si scusano) con la bella normalità con cui si prendono le cose della vita. Lidwien e Dirkje sono due che vorremo incontrare: non si spaventano, non fanno tragedie, sorvolano a volte su cose a cui altri danno inutilmente importanza; sono sventate, ma in realtà molto attente, sono scompigliate, vagano tra fiori o in bicicletta con qualunque tempo, sono in qualche modo piene di grazia e danno un tocco in più alla storia. Che a tratti è anche molto divertente e insieme molto seria, come può essere giustamente l’osservazione attenta delle dinamiche del mondo e degli umani.

La copertina è di Marta Pantaleo. Ecco invece il sito dell’autrice.

Annet Huizing, Come ho scritto un libro epr caso (trad. di Anna Patrucco Becchi), La Nuova Frontiera junior, 162 p., euro 14,50

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