Cercando Juno

25 Set

C’è un che estremamente luminoso in questo testo, e par quasi un ossimoro definire in questo modo un libro dai temi tosti. Si narra infatti di Joseph, padre a tredici anni, che non ha mai visto la sua bambina data in affido, che ha perso la sua ragazza e che è finito in riformatorio. La sua storia viene raccontata da Jack, che ha un anno di meno ed è l’unico figlio della famiglia che accetta di prendere in affido il ragazzo e di portarlo a vivere nella fattoria biologica che porta avanti nel Maine. Joseph tiene alta la guardia, non sopporta di essere toccato, si mette spalle al muro appena fiuta il pericolo ed è ovviamente bersaglio dei ragazzi più grandi a scuola come del preside, che pensa che da quelli come lui on se ne cavi nulla. Invece trova una famiglia che non lo giudica e non lo forza, alcuni professori che intuiscono le sue potenzialità e Jack, appunto, che è dalla sua parte fin dal primo giorno di scuola, quando decidono di non prendere lo scuolabus, visti i modi dell’autista, ma di farsi a piedi la strada nel gelo mattutino. E dalla sua parte rimane, facendo a botte a scuola, concedendogli il tempo del silenzio nonostante la curiosità, stando ad ascoltare quando finalmente Joseph racconta.

È pieno di neve questo racconto, di temperature sotto zero che bloccano il respiro e gelano il fiume tanto che puoi pattinarci tranquillamente; è pieno di freddo, come quello che entra di notte dalla finestra mentre Joseph cerca di vedere Giove, il suo pianeta preferito, quello che ha dato il nome anche alla figlia ( a proposito, il titolo originale è un evocativo “Orbiting Jupiter”). Il freddo che a tratti fa venire anche la storia, quando dice di adulti che non comprendono e non danno possibilità, quando sottolinea lo strappo netto del dolore che lacera. Ma nel contempo è anche il freddo di quando le temperature scivolano di parecchio sotto lo zero dopo aver nevicato per molti giorni e il meteo regala giornate da brivido, ma terse e serene, luminose appunto: così anche il libro dà al lettore la stessa bellezza, quella di un autore che sa raccontare la vita senza sbrodolature, in una prosa asciutta ed essenziale, in una storia dalla misura perfetta che ci fa pensare alle migliori collane che han fatto la storia italiana della letteratura per ragazzi (magari l’autore poteva risparmiarci il finale che ha scelto e chiuderla prima).

Ah, il libro che Joseph si porta costantemente dietro è “La storia stupefacente  di Octavian Nothing traditore della nazione” pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2008. Purtroppo in italiano c’è solo il primo volume…

Gary D. Schmidt, Cercando Juno (trad. di Maurizio Bartocci), Piemme I Vortici 2017, 167 p., euro 12 [secondo la quarta di copertina è disponible anche la versione ebook, a oggi non rintracciata on line… magari tra un po’?]

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Una Risposta to “Cercando Juno”

  1. Mimma mercoledì, 13 giugno 2018 a 14:43 #

    Una bella storia, una famiglia che “accoglie” in modo semplice e che capisce, una fattoria dove mi piacerebbe vivere (se non ci fosse tutto quel freddo). Ma il finale mi ha fatto piangere.

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