Omicidi per signorine

26 Apr

miss detectiveUna nuova serie di gialli che avuto un bel successo all’estero e che sicuramente sarà apprezzata anche dai lettori italiani, e ancor più dalle lettrici, visto che è tutta in chiave femminile e decisamente interessante per l’ambientazione e la costruzione dell’intreccio. Per ora Mondadori manda in libreria i primi due tomi di Miss Detective (le vicende sono autoconclusive e riepilogative, quindi si possono benissimo leggere separatamente), ma aspettiamo i successivi.  Le vicende si svolgono in Inghilterra a inizio anni Trenta e sono un ritratto autentico e avvincente della società del tempo, visto da Hazel Wong, tredicenne di origine cinese, mandata a studiare in quella che il padre considera una sorta di Paese mitico a cui ha cercato da sempre di ispirarsi, dalla costruzione della casa fino all’educazione dei figli. Gli inglese, scopre Hazel, sono decisamente diversi da come si aspettava, bizzarri per molti aspetti e soprattutto tendono a riconoscerla come estranea alla loro cultura: tra le righe infatti è decisamente interessante leggere delle implicazioni razziste o comunque dello strano modo in cui Hazel viene vista dai più e della consapevolezza che ne ha.

Ambientata in un collegio femminile, la prima vicenda si apre con la fondazione di una società investigativa segreta fondata da Daisy Wells, che ha precettato Hazel come segretaria e che le fa tenere traccia scritta di quel che succede: il lettore legge il resoconto riportato da Hazel, la descrizione del collegio, delle compagne di stanza, le regole e la vita quotidiana, ma anche il ritrovamento del cadavere di un’insegnante che improvvisamente scompare. Allora Daisy e Hazel si lanciano a cercare indizi e a stendere liste di possibili colpevoli, esattamente come faranno nel secondo volume quando un ospite dell’antica e antiquata residenza Wells morirà avvelenato durante le vacanze pasquali.

Le due ragazze formano un duo inossidabile e a tratti improbabile: Daisy è la ragazza più benvoluta del collegio, quella alla cui amicizia tutte aspirano e che anche i professori trattano con una certa deferenza; è brillante, pronta alla battuta, un po’ permalosa e convinta di aver sempre ragione. Al suo confronto, Hazel si sente bruttina, impacciata e sempre in difetto, ma nel contempo prova verso Daisy un sentimento tale d’amicizia che le lega profondamente e che è basato anche sulla sua capacità d’osservazione: Hazel si rende ben presto conto che Daisy nasconde un segreto; che è in realtà molto più perspicace, rapida e intelligente di quel che dimostra e che quasi nasconde molta della sua pur effervescente personalità. La descrizione dell’amica nel suo contesto famigliare rende perfettamente giustizia ala capacità di cogliere indizi da parte di Hazel, anche quando non c’è un omicidio in ballo, ma semplicemente si tratta di fare “osservazione umana” per capire la realtà degli altri e della situazione in cui ci si trova.

Se i prossimi volumi saranno ironici e coinvolgenti come i primi due sicuramente sarà una serie che avrà lunga vita presso i lettori amanti del giallo e dei misteri. Unico appunto: qualche refuso di troppo nel secondo volume.

Il sito dell’autrice, su cui potete leggere alcune pagine del diario di Hazel. Le illustrazioni in copertina sono di Nina Tara.

Robin Stevens, Omicidi per signorine (trad. di Manuele Salvi), Mondadori 2016, 272 p., euro 15, ebook euro 7,99

Robin Stevens, In vacanza con il morto (trad. di Manuela Piemonte), Mondadori 2016, 272 p., euro 15, ebook euro 7,99

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