Fesso

10 Feb

fessoIspirandosi alla propria adolescenza nella New York degli anni Sessanta e alle vicende del proprio gruppo di amici, Mark Goldblatt costruisce un romanzo godibile e per certi aspetti importante, con qualche “falla” dovuta proprio all’ambientazione: non è certo semplice infatti, per un lettore di oggi, avere chiari determinati riferimenti che vengono citati nel testo, alcuni film oppure Gumby, il pupazzo di plastilina tra i protagonisti di una serie che passò in tv negli States per trentacinque anni per cui può risultare spaesante oppure semplicemente qualcosa da saltare, mentre invece sarebbe interessante ripescare in rete il cartone animato dedicato a John Henry di cui si parla a più riprese nel testo.

Il romanzo è costruito come un diario datato tra gennaio e luglio 1969: è il compito che l’insegnante di inglese affida a Julian Twerski al suo rientro dopo una settimana di sospensione, diario in cambio del quale il ragazzo potrà evitare la lettura e la successiva relazione sul “Giulio Cesare” di Shakespeare. Julian descrive le sue giornate, parla delle persone che incontra, delle sfida che lo impegna ad essere comunque e sempre il corridore più veloce della scuola. La parte però in cui risulta più vero è la descrizione del gruppo di amici con cui Julian si ritrova da tempo al Ponzini, un terreno abbandonato tra i palazzi: l’amicizia tra maschi, i rapporti tra i membri del gruppo, le liti e le avventure, il senso di amicizia, il non sapere cosa fare di fronte ad una ragazza e il finire per mettersi in difficoltà quando scrivi una lettera d’amore per conto terzi. Ma anche l’incapacità di dire di no di fronte a qualcosa che si sa sbagliato, la forza del gruppo anche quando si sta prendendo di mira un ragazzo isolato, il confronto con persone nuove e diverse da chi si frequenta ogni giorno, le delusioni cocenti, quel che si impara di sé stessi e il fare ciò che è giusto senza chiedersi se conviene, ma ricordando che poi comunque a se stessi bisognerà renderne conto.

C’è una pagina importante anche per i lettori: Julian finisce davvero per leggere Shakespeare e ne viene – dice lui – “risucchiato”; descrive esattamente come ci si sente quando si trova tra le pagine una situazione in cui ci si riconosce, che ci assomiglia, che in qualche modo parla di noi e ci fa sentire meno soli anche se parla di un’epoca diversa.

Il sito dell’autore; il suo sito dedicato a questo romanzo.

Mark Goldblatt, Fesso (trad. di Francesca Capelli), Il Castoro 2016, 244 p., euro 15,50

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