Olga di carta

11 Gen

Olga di carta

Olga Papel vive a Balicò con la nonna, è cresciuta ascoltando le storie che la mamma le raccontava e a sua volta è diventata una fantastica narratrice. Se ne va per boschi e campagna da sola, a volte invece scorrazza con i suoi amici, si inzuppa sotto la pioggia, si asciuga al sole e racconta, racconta, racconta. In molti la trovano strana, qualcuno dice che è un po’ magica, la nonna sostiene che non va mai a tempo con gli altri. Le sue storie però affascinano chiunque, i bambini come gli adulti, chi finge di non essere interessato e ascolta di nascosto, chi fa il saputo e cerca una spiegazione scientifica a quel che le esce di bocca.

Il lettore legge la storia di Olga e la ascolta parimenti narrare una storia inventata per consolare il suo amico Bruco preso in giro dai soliti bulletti: è la storia di Olga di Carta, una bambina che lasciò la sua casa per andare ad ovest, in cerca della maga Ausolia, l’unica che potesse risolvere il suo desiderio di diventare una bambina normale. Il racconto corre lungo il filo dei giorni estivi che Olga, Bruco, Mimma e gli altri trascorrono insieme e si fa una narrazione quasi epica, punteggiata di incontri, di imprevisti e di prove: c’è il venditore di tracce con la mappa, Melo che guida una mongolfiera e recapita quel che viene perduto, Ik che naviga e vive in una terra di ghiaccio, la principessa che inganna, il circo di Giubàt con tutte la truppa che si esibisce in numeri vari, compreso un orso che taglia vestiti di carta per la bambina. Ci sono persone con sogni e storie da raccontare, con desideri vicini alle persone che la Olga narratrice conosce, c’è l richiesta di riconoscere la propria dote, il proprio dono. E se ciascuno è bravo a guardare il dono altrui, chissà come è possibile vedere il proprio, o almeno scegliere quello da confidare alla maga per aver realizzato il desiderio.

Tra suoni di dialetto e miele di castagno, tra passi nel bosco e incontri inattesi, il romanzo di srotola intrecciando i due piani del racconto e facendosi parimenti narrazione di quel che succede quando qualcuno di speciale comincia a narrare in maniera tanto coinvolgente. Perde un po’ il ritmo con l’andare (potrebbe forse essere scorciata qualche parte), ma ha un buon attacco: potete leggere ad alta voce il primo capitolo per far entrare i lettori nella storia e poi lasciare il prosieguo a chi vorrà viaggiare in compagnia della bambina di carta, sulla scorta dell’abilità narrativa di quella in carne ed ossa.

Elisabetta Gnone, Olga di carta. Il viaggio straordinario, Salani 2015, 297 p., euro 14,90

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