L’estate del cane bambino

10 Nov

estate cane bambinoRecupero quest’uscita dello scorso anno per segnalare un libro che ben si inserisce fra le letture dei ragazzi più grandi e che ci rimanda ad altri interessanti testi italiani che ripropongono le vicende di un gruppo di giovani amici, l’estate, il dramma che irrompe (tra gli altri, “Il regno degli amici” di Raul Montanari, Einaudi, e “L’estate del cane nero” di Francesco Carofiglio, Marsilio).

Costruito in una sorte di sospensione temporale che cristallizza un’estate degli anni Sessanta in un piccolo borgo del veneto, il romanzo fa leva su una commistione fra realtà e leggenda: la realtà di un piccolo paese in cui tutti si conoscono, quel che si dice alle spalle degli altri in un paese dal nome che si presa alla leggenda, Brondolo; le leggende appunto che si raccontano e si tramandano: l’Uomo Sauro, un pesce siluro chiamato coccodrillo di fiume, un suonatore di fisarmonica che appare dal nulla, la valle dei sette morti. Sono le storie che con maestria narra il nonno del protagonista, quelle che fanno paura ai bambini, che i ragazzi vogliono ascoltare e ascoltare ancora e che, in qualche modo, fanno naturalmente parte del loro mondo, scandito di scuola, lavoro negli orti dei genitori, vita ai margini della mondanità e dei divertimenti adulti che stanno qualche chilometro più in là.

Quando scompare il fratello minore di uno dei cinque ragazzi del gruppo, che da sempre condividono il tempo libero, le partite a pallone, gli appostamenti a spiare le lavandaie, il sogno di evadere dalla sonnolenta quotidianità del borgo, ecco che pare allora quasi naturale pensare che si sia trasformato in un piccolo cane nero apparso da non si sa dove proprio coincidentemente la scomparsa. Un modo per esorcizzare la verità, per credere che al piccolo Narciso non sia successo nulla di grave, per tentare di tornare alla vita nonostante il dolore e le perdite che la fine dell’estate porterà con sé. Raccontato in prima persona dal protagonista, che torna dopo tanti anni nel luogo dove non ha più messo piede, il romanzo diventa una rilettura degli avvenimenti di allora attraverso gli occhi del ragazzo di un tempo e dell’adulto di adesso. La capacità narrativa degli autori regala passi perfetti per essere condivisi ad alta voce e per introdurre a una storia intima e dura, che parla di omertà, di abusi, di manicomi come San Servolo, di impossibilità di fuggire la realtà, ma anche di possibilità di costruire rapporti onesti tra adulti e ragazzi, anche quando le cose sono difficili da dire. La descrizione del rapporto tra nonno e nipote protagonista è certamente uno dei motivi per cui questo romanzo è da leggere e da proporre.

L’illustrazione di copertina è di Gianluigi Toccafondo.

Mario Piastacchio e Laura Toffanello, L’estate del cane bambino, 66thAND2nd 2014, 218 p., euro 16, ebook euro 6,45

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