Il giorno che sono diventato un passerotto

7 Nov

il giorno in cui sono diventato passerottoLe illustrazioni di Guridi, tratti lievi che si fanno colore pieno nella galleria di volatili, nelle piume azzurre che il protagonista indossa, per dire di un amore bambino, ma anche di amore assoluto, quello che non lascia il posto ad altro, che fa dimenticare l’intorno, che mette le ali.

Il protagonista è innamorato di Candela, una bambina della sua classe che non lo degna manco di uno sguardo, appassionata di ornitologia tanto da sembrare lei stessa un usignolo. Decide allora di far leva su questo interesse e si traveste da uccello sperando di finire inquadrato dal binocolo con cui Candela osserva il mondo. Il costume è bello, ma un po’ pesante, puzza di cane bagnato quando piove, fa ridere i compagni. Ma sono gli occhi veri del bambino e non quelli gradi del passerotto a incrociare finalmente lo sguardo di Candela, che lo libera dal costume, lo abbraccia per quel che è e gli regala le ali.

Una poesia lieve e piccina che dice della bellezza dell’essere riconosciuti, del poter essere se stessi, del sapere che c’è qualcuno che ti conosce davvero e allora… via, a volare alto!

Il blog dell’autrice.

Ingrid Chabbert – Guridi, Il giorno che sono diventato passerotto (trad. di Maria Pina Iannuzzi e Giulio Casella), Coccole Books, 2015, 40 p., euro 12,90

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