Bambini di cristallo

25 Set

bambini di cristallo

Per i lettori che amano misteri, scricchiolii, rumori nella notte, oggetti che cambiano posizione senza che nessuno apparentemente possa spostarli, Kristina Ohlsson costruisce una narrazione che rischia di non far dormire di notte non solo la protagonista. Trasferitasi dopo la morte del padre in una cittadina a pochi chilometri da quella in cui è cresciuta e va a scuola, ma abbastanza per farle temere di perdere amici e abitudini, Billie sente che qualcosa non va nella vecchia casa dall’intonaco scrostato che la mamma ha acquistato. L’uomo che gliel’ha venduta mente sui precedenti proprietari; il lampadario ondeggia anche in assenza di correnti d’aria; molti la credono stregata; del resto, chi se ne andrebbe lasciando tutto lì, compresi i propri libri?

Comincia così un’indagine che si fa storica, tra biblioteche, museo e segreti di comunità, parallela al consolidarsi dell’amicizia con Aladdin, figlio dei proprietari del ristorante turco, ragazzino che vive in una casa galleggiante durante l’estate e che non sembra avere paura di nulla. Billie scopre molte cose sulle diverse famiglie che hanno vissuto nelle sue stesse stanze, fino a risalire alla primigenia destinazione dell’edificio: un orfanotrofio che assisteva, tra gli altri, alcuni “bambini di vetro”, occasione per parlare di questa malattia rara. Occasione però per parlare anche delle paure, transitorie, grandi o magari così assolute da condizionare una vita.

Slitta qua e là la traduzione; cose da nulla, ma talvolta non suona. Molto bella invece la copertina di Rebecca Frascoli per Pepe nymi.

Kristina Ohlsson, Bambini di cristallo (trad. di Silvia Piraccini), Salani 2015, 169 p., euro 13,90, ebook euro 8,99

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