Sono ancora qui

21 Set

sono ancora quiDiciassette anni, di ritorno a Milano dove ha vissuto da bambina, un radicale taglio ai capelli che hanno anche cambiato colore, il tentativo di essere un’altra rispetto ai mesi precedenti e di dare inizio a una nuova vita per voltare pagina. Alice Bolzan sale i nove piani che portano al minuscolo appartamento del padre con la speranza che sia una giornata che segni una frattura rispetto al passato e che il “cambiamento di aria” auspicato dalla madre le porti nuove possibilità.

Nuova vita significa anche nuova scuola, nuovi compagni, un ragazzo conosciuto per caso: tutta la novità della situazione si scontra però con la fragilità che Alice porta addosso. Segnata da ferite che hanno colpito la sua immagine, perseguitata per mesi da false voci, insulti e minacce via web e via sms, Ali fatica a sentirsi sicura, a fidarsi degli altri. Consapevole fin da subito che la classe è divisa in gruppi e che l’esperienza precedente le suggerisce di lasciar perdere chi la invita a stare da una certa parte, si trova compagna di banco di Fiorella, che pare lasciata  a margine dai compagni, ma anche sembra – come le sue scelte nell’abbigliamento raccontano – desiderosa di essere semplicemente se stessa. Eppure la fragilità è in agguato sempre, come la consapevolezza di quanto possa contare il giudizio altrui, il far parte di un certo gruppo e la fatica che costi – come sottolinea la stessa protagonista – essere adolescenti.

Il romanzo affronta temi non semplici come il suicidio adolescenziale, il cyberbullismo, le sue derive, la difficoltà di denunciare o anche solo di raccontare, il senso di colpa anche in chi colpa non ha. Lo fa con un ritmo incalzante che lascia spazio ai tentativi di resistenza, alle possibilità altre, a figure positive: in particolare trovano posto accanto alla protagonista due figure di donne anziane che – ciascuna a proprio modo – parlano con la propria esistenza, della vita, delle scelte, dell’essere se stessi e del comprendere gli altri. Non è così scontato trovare rapporti intergenerazionali di questo tipo in romanzi italiani per adolescenti. Inoltre descrive l’universo-classe in cui ciascuno è etichettato, catalogato, rinchiuso in una categoria a prescindere e visto e giudicato solo per quel che appare nelle ore di scuola o dall’aspetto fisico; accanto una vasta gamma di insegnanti, a spaccato di quel che davvero ti può capitare di avere di fronte dall’altra parte della cattedra: tipologie di prof e tipologie di comportamenti, di modo di approcciarsi con i proprio allievi (non sempre esaltanti, ovvio, ma talvolta invece sì).

Il sito dell’autrice.

Laura Iuorio, Sono ancora qui, EL 2015, 182 p., euro 11,50

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