Io non sono nessuno

18 Set

1675-Sovra.inddChi ha apprezzato la bravura di Jenny Valentine in La signora della scatola, edito da Rizzoli nel 2008, non può non rallegrarsi di questa nuova pubblicazione; la sorpresa sarà anche maggiore una volta assaporata la trama del nuovo libro, incalzante e con un finale inaspettato e giusto (proprio a fagiolo, verrebbe da dire) supportata nella versione italiana da una traduzione che vorrei spingermi a dire magistrale: rende infatti perfettamente credibile la voce del protagonista che narra in prima persona, rende il lettore attento e partecipe e fa di questo testo uno di quelli perfetti da leggere ad alta voce: l’incipit o altri brani durante un incontro di lettura, ma verrebbe quasi voglia di dire a qualcuno: “Ascolta, ti leggo una cosa bella, ti regalo una storia forte e tanto verosimile da renderla vera”.

La voce di Chap ci dice del suo sentirsi nessuno, solo e pieno di rabbia in un centro per adolescenti difficili; ci dice di come sia stato facile innamorarsi della possibilità di avere una famiglia, un passato, una casa, delle persone che ti vogliono bene tanto da non smettere mai di cercarti e di pensarti; ci racconta di come in pochi minuti abbia colto al volo l’occasione offerta dagli assistenti sociali: la fotografia di un ragazzo scomparso due anni prima, la somiglianza ai limiti dell’incredibile, la tranquilla certezza di quegli operatori che vedono quel che a loro interessa vedere, un ragazzo ritrovato.

Così Chap indossa i panni di Cassiel Roadnight, incontra sua sorella e scivola dentro una vita fatta di una grande casa in campagna, una madre, un fratello, un cane da portare a spasso. Ma quel che pareva la salvezza, quello che per anni ha desiderato non è altro che un incubo: a ogni passo, ogni domanda, ogni sguardo altrui che si posa su di lui Chap teme di essere scoperto. E l’incubo si trasforma in trappola: cos’è davvero successo al ragazzo di cui ha preso l’identità? E perché gli somiglia fisicamente così tanto?

La bravura di Valentine sta nel consegnare al lettore una situazione in divenire: tutto ciò che è stato nella vita di Chap lo si scopre pian piano, mentre il ragazzo tenta di affrontare la nuova vita secondo gli insegnamenti del nonno con cui è cresciuto, ripercorrendo il proprio passato e tentando di farsi largo nella sensazione ormai sclerotizzata di sentirsi un nessuno senza certezze, senza legami, senza origini. La bravura sta nel fare del romanzo un mistero da risolvere, nel tenerne alta la tensione e regalare un finale in cui improvvisamente i pezzi di due puzzle diversi si rivelano provenienti dalla medesima scatola. Il tutto ragionando su cosa significhi essere se stessi, sui rapporti familiari, sulle apparenze e la realtà, sul voler bene che è spesso gesto, silenzio, modo di essere.

Non penso ci possa essere lettura migliore per questo inizio di ripresa di anno di attività. Un romanzo da non perdere, assolutamente.

Jenny Valentine, Io non sono nessuno (trad. di Marina Rullo), 238 p., euro 17 [la quarta di copertina dà disponibile l’ebook che però non è a oggi reperibile su nessun store on line… riprovate]

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