Il numero 5

25 Ago

4643-Sovra.inddQuando ti arrivano gli inediti da leggere prima della riunione di giuria di un premio, è inevitabile chiedersi chi c’è dietro le parole che stai leggendo. Identifichi piccoli vezzi, ritorni nella scrittura, similitudini e provi a indovinare chi abbia pensato a quella storia e quanto di suo, della sua vita e dei propri interessi ci sia nel mondo che ha inventato. Poi ti trovi con gli altri giurati a scambiare pareri e opinioni, a scegliere e quella scelta fa nascere un libro che ti diverti poi a proporre in lettura ai ragazzi per vedere cosa ne pensano loro e se, bene o male, coincide almeno un po’ con quel che ne hai pensato tu. Lo scorso autunno un meccanismo del genere avveniva intorno ai testi finalisti del Premio Il Battello a Vapore ed è interessante a posteriori verificare quanto immaginato con i meccanismi che hanno prodotto la storia. Contiene in parte elementi autobiografici che si rifanno al vissuto dell’autore: siamo a Rimini, a inizio anni Ottanta, nel quartiere Barafonda dove l’autore è cresciuto e dove ha giocato a basket proprio come il protagonista. Nelle prime righe Micky cerca in ogni modo di trovare una scusa, una febbre improvvisa, un valido motivo per evitare la trasferta che porterà la sua squadra – la squadra ragazzi della Pallacanestro Rimini – a partecipare a Zara ad un torneo giovanile. Vorrebbe trascorrere il tempo delle vacanze di Pasqua in piena libertà con i suoi due amici, raccontandosi storie di paura, e invece la partenza è inevitabile; a complicare il tutto, e anche a mettere un pizzico di folle curiosità, nel protagonista c’è il pacco che il temuto bullo della scuola gli consegna con l’ordine di recapitarlo al ragazzo che indosserà la maglia numero 5 della Locomotiva Praga. Micky non vuole partire, ma non può evitare di sentirsi coinvolto in una sfida, proprio lui che trasforma in sfida ogni gesto, dall’evitare le foglie secche sul percorso della scuola fino a tirare su dalla tazza di caffellatte il biscotto prima che diventi poltiglia.

Il meccanismo narrativo – che riecheggia quello de Lo spacciatore di fumetti di Baccalario (Einaudi Ragazzi 2011, riproposto nel 2013 con nuova copertina) – permette di presentare una storia che grazie allo sport e ai protagonisti può catturare facilmente anche i lettori maschi e far scoprire una pagina di storia di certo a loro sconosciuta: si ispira infatti al vero baratto messo in piedi tra squadre russe e occidentali negli anni Settanta per aggirare la cortina di ferro e permettere ai russi di procacciarsi qualche prodotto americano, impossibile altrimenti da acquistare. Così il romanzo diventa finestra su quel che è stato, in tempi nemmeno troppo lontani ma di sicuro ignoti ai ragazzini che affrontano queste pagine.

Un’intervista all’autore. L’illustrazione di copertina è di Sarah Mazzetti.

Gabriele Nanni, Il numero 5, Piemme 2015, 147 p., euro 11, ebook euro 4,99

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