La principessa e lo scheletro

17 Lug

principessa e scheletro

Avere uno scheletro nell’armadio non è un semplice modo di dire: il sovrano del regno in questione, esaltato e celebrato, raffigurato in ogni monumento e protagonista di pellicole cinematografiche, ne tiene uno vero appeso in fondo all’armadio, accanto a una cravatta a righe blu. La principessa Lulù conosce il signor Ossi in bagno: è lui a far sparire ogni notte un tubetto di dentifricio, guaio che sempre le causa grandi sgridate da parte della mamma regina. Affascinata dallo scheletro, dalla sua storia e anche dal forziere che si porta appresso come una borsetta e in cui sostiene sia contenuto il segreto del re, Lulù decide di travestirlo e presentarlo a corte come un’amica. Peccato che durante una passeggiata il forziere si perda: calatosi dalla finestra, il duo si mette sulle tracce del prezioso segreto; incontrano un senza tetto, un ex professore che ora fabbrica tappeti con gli stracci, un fossile che morde; scoprono come davvero viene governato il regno, dove si puniscono e si gettano in carcere coloro che non stanno in adulazione del sovrano, e anche quale è il terribile segreto che dall’infanzia accompagna il re come un’ombra.

Divertente e basato sugli equivoci  che le apparenze, i sentito dire e le interpretazioni possono causare, ecco un’avventura un po’ buffa, un po’ assurda che risente delle tradizioni nordiche: proviene dall’Estonia e parte della trama si basa sulla tradizione dei mendicanti di San Martino, giorno in cui i bambini travestiti bussano alle porte per chiedere regalini e caramelle.

Il libro utilizza una font ad alta leggibilità che lo rende accessibile anche ai lettori con difficoltà.

Il sito dell’autrice.

Piret Raud, La principessa e lo scheletro (trad. di Daniele Monticelli), Sinnos 2015, 189 p., euro 11

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