Siate gentili con le mucche

10 Lug

siate genitli con le muccheTemple Grandin è una bambina speciale. Seria e silenziosa. Tra le onde del mare, racchiusa nel suo giubbotto salvagente, non strilla, non ride, non si diverte a spruzzare l’acqua, si limita a rimanere lì, immobile, spenta e silenziosa. Non cerca gli occhi degli altri, gli abbracci. È persa in un mondo tutto suo, si dondola e gira su se stessa se sente rumori troppo forti. A due anni ancora non parla, emette solo grida strozzate. La prima risata arriva a quasi tre anni. Il papà è furibondo, per lui la bambina è ritardata e sua moglie fa fatica ad ammetterlo. La mamma sa solo che la sua strana bambina richiede di essere richiamata continuamente nel mondo dove ci si relaziona agli altri; sa che deve tentare e ritentare all’infinito, anche se si graffia cercando di avvicinarsi a lei e se soffre nel continuare a non capire.
La diagnosi di uno specialista arriva a pochi anni: Temple presenta i sintomi dell’autismo. Siamo negli anni Cinquanta, si ritiene che alla base della malattia ci sia una eccessiva freddezza emotiva delle madri che spinge i bambini a isolarsi dal mondo. La madre non si arrende a quello che comporta questa visione. La bambina non è lasciata sola, una tata provvidenziale la aiuta con la sua regola del fare, fare, fare; è coinvolta in un’attività continua, frequenta la scuola, comincia a imparare, è brava nelle attività pratiche, ama e detesta alcune cose e lo manifesta con urla e strepiti esplosivi, fa capricci, ma si impegna anche molto; alla fine viene cacciata dalla scuola media e iscritta a una scuola speciale in campagna, dove si fanno molte attività all’aperto a contatto con gli animali, qui scopre la sua capacità di pensare come loro e la gioia che le dà il loro contatto. Uno straordinario professore, Mr. Carlock, crede in lei, la incoraggia e l’abitua a ricercare nei libri il perché delle cose; Temple è sempre una persona bizzarra, però ha una tenacia eccezionale ed è una ricercatrice instancabile di soluzioni: si costruisce una macchina per gli abbracci, è attirata da porte e barriere, anche se ha paura di ciò che potrebbe trovare al di là delle soglie non esita ad attraversale; non sa che cosa sia l’amore, però conosce bene la gentilezza, sa che se la si diffonde questa torna indietro. Il suo approccio diverso al mondo le permette di entrare in alcune pieghe della realtà che agli altri sono pressoché invisibili o impensabili, di sentire voci e sensazioni per gli altri inudibili.

La storia di Temple Grandin – laureata in zoologia, progettista di ambienti per l’allevamento di bestiame, oggi conosciuta per le sue ricerche sugli animali allevati per il nostro nutrimento e anche per gli scritti dove parla di se stessa (è eccezionale la sua testimonianza dal “di dentro” del pensiero autistico) e anche per ciò che ha scritto su di lei Oliver Sacks nel libro Un antropologo su Marte, il cui titolo riprende un’espressione della stessa Grandin per spiegare come si sente nel mondo – è narrata limpidamente da Beatrice Masini che con la scrittura sembra disegnare la successione degli episodi salienti della biografia di questa studiosa come una serie di tanti quadri, quasi una realizzazione del “pensare per immagini”, cifra costitutiva del pensiero della Grandin. Le illustrazioni di Vittoria Facchini con frammenti, dissezioni di figure traducono il modo diverso, ma non privo di significato, di Temple di percepire il mondo e ci consegnano il suo sguardo che non ci guarda.
Il sito di Temple Grandin e un filmato per vederla e ascoltarla.
Questo il sito per saperne di più sul “Progetto Cascina Rossago” di cui si parla nell’approfondimento di Stefania Uccelli e di Francesco Barale.
Beatrice Masini – ill. Vittoria Facchini, Siate gentili con le mucche. La storia di Temple Grandin, Editoriale Scienza, 2015, euro 12,90, ebook euro 7,99

Una Risposta to “Siate gentili con le mucche”

  1. Patrizia Fruet sabato, 11 luglio 2015 a 15:03 #

    bella recensione e bello, bello, bello il libro. Siate gentili con TUTTI gli animali!

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