La guerra di Toni

7 Apr

guarra di toni

Cagliari, fine anni Cinquanta. Un giornalista in cerca dello scoop che farà svoltare la sua carriera viene avvicinato da un uomo che gli consegna un foglietto raccomandandogli la storia di un ragazzo che vive nelle grotte in fondo al viale dell’anfiteatro romano, dove molti si rifugiavano durante i bombardamenti che distrussero la città nel 1943. Il foglio riporta solo il nome del ragazzo, Toni. Il giornalista parte in quarta, convinto di poterlo presentare come una sorta di uomo-scimmia, muto, senza legami, la cui storia gli farà guadagnare le prime pagine e magari pure l’apparizione in tv. Invece va tutto storto e il ragazzo fugge; il direttore ritiene responsabile il suo giornalista e gli dà due giorni di tempo per ritrovarlo. Comincia così per Rolando Piras una caccia all’uomo, a chi lo ha conosciuto in una città che sta cercando di dimenticare gli orrori della guerra. E comincia per il lettore il viaggio a ritroso nella storia di Toni, pastore tredicenne in città per andare al cinema, disobbedendo al padre, e rimasto in quell’inferno di bombe e di spari, dove conosce Beatrice e la sua famiglia, dove fa la fila per il pane, dove incontra persone che hanno perso tutto e orrore ad ogni passo.

Forse il lettore impiega qualche pagine per entrare nel meccanismo che alterna capitoli sulla ricerca di Toni a quelli in cui è narrata la storia di quel che accade al ragazzo anni prima, ma di certo il romanzo restituisce con forza la tragedia della guerra, lo strazio quotidiano e racconta una pagina poco o per nulla nota ai più giovani: i bombardamenti alleati, che hanno distrutto la città e ucciso centinaia di persone nel tentativo di ingannare i tedeschi, facendo immaginare loro uno sbarco in Sardegna e non in Sicilia, la coventrizzazione, la condizione di chi perse improvvisamente tutto, come Toni: i famigliari, la casa, il paesaggio conosciuto.

Il sito dell’autore.

Fabrizio Lo Bianco, La guerra di Toni, Rizzoli 2015, 232 p., euro 15, ebook euro 9,99

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