Il mio amico immaginario

30 Mar

il mio mico immaginario

Confesso di aver aperto questo libro principalmente per le illustrazioni di Emily Gravett e di aver trovato una storia che mi ha catturata, per la sua leggerezza poetica, per il modo lieve e garbato di affrontare temi come la vita, la morte, l’amicizia e per farlo attraverso una figura che per molti bambini ha una grande importanza: l’amico immaginario.

Il motore della storia è una di quelle ragazzine irriverenti e irresistibili che ogni tanto la letteratura per ragazzi ci regala; si chiama Amanda e il suo autore l’ha dotata di una fervida fantasia che sa inventare giochi fantastici, sa far apparire i mondi più diversi in cui partire alla scoperta, un vero e proprio potere che segna la sua presenza anche quando pare impossibile, come si vedrà nella parte finale del romanzo. Condivide ogni nuova avventura con Rudger, il suo migliore amico, che è immaginario e vive nell’armadio della sua camera, spesso viene accusato dei guai che Amanda combina, ma è sempre pronto a condividere un pomeriggio di giochi in un sottomarino, su una navicella spaziale, a bordo di una mongolfiera. Qualche volta poi Amanda lo lascia per un attimo nel rifugio sotto i cespugli del giardino o nel sottoscala (i luoghi che trasformano nei loro mondi fantastici) perché le tenga il posto nell’avventura come un segnalibro tiene il segno tra le pagine di un testo.

La storia si sviluppa nella lotta col signor Bunting, cacciatore di amici immaginari, che non ha mai voluto abbandonare quella che si era creato da bambino e, crescendo, ha bisogno di mangiare altri esseri immaginari per tenerla in vita, divorando così anche la propria capacità di immaginare e fantasticare. Parimenti introduce il lettore al mondo degli amici immaginari che si ritrovano in una biblioteca in attesa di essere assegnati ad un nuovo bambino, di vivergli accanto prima di essere – come naturale – dimenticati e dissolversi. Ma è in realtà un libro sull’amicizia, perché non importa che tipo di amico è quello che ti sta accanto se il legame è forte; si racconta allora di musi, litigi, risate, condivisioni, rabbie; si parla del desiderio fortissimo di passare del tempo con l’altro, dell’orgoglio, ma c’è posto anche per la mamma di Amanda, che considera Rudger uno di famiglia, che lascia spazio alla fantasia della figlia, che ritrova il suo amico immaginario Frigo.

Ci sono momenti di ilarità pura: non perdetevi la spiegazione che Rudger dà a Frigo sul perché pensa che la mamma di Amanda non l’abbia dimenticato 😉

Certamente le illustrazioni danno al testo un valore in più, non solo in termini di bellezza, ma aggiungendo particolari e spessore alla narrazione. La scelta di giocare con degli accenni di colore che compaiono qua e là nelle illustrazioni in bianco e nero è vincente e cattura l’occhio di chi si avvicina al libro senza saperne nulla.

Il sito dell’autore e il suo sito dedicato ai ragazzi. Un’intervista all’autore. Emily Gravett all’opera per le illustrazioni di questo testo.

A. F. Harrold – ill. Emily Gravett, Il mio amico immaginario (trad. di Manuela Salvi), Mondadori 2015,233 p., euro 15

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Una Risposta to “Il mio amico immaginario”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Fred l’amico immaginario | Le letture di Biblioragazzi - mercoledì, 13 luglio 2016

    […] amicizia e amici immaginari, di cui l’editoria ci ha recentemente assai deliziati (il romanzo Il mio amico immaginario, ma anche Le avventure di Jacques Papier fresco di Premio Andersen, e il Che cos’è un amico […]

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