Thomas e le gemelle

2 Mar

thomas e le gemelleUn racconto lungo di Lucarelli che si presta anche a una lettura condivisa ad alta voce, ben calibrata tra le descrizioni dei protagonisti e del loro ambiente e il meccanismo del giallo, in un’incalzante infilata di poche pagine quadrate (l’ormai noto formato dei Quaderni Quadroni dell’editore Rrose Sélavy) intervallate dalle illustrazioni di Cicarè.

Due gemelle al primo anno di asilo e un vicino di casa di dieci anni condividono un angolo di meditazione a gambe incrociate nei giardinetti del quartiere. Con lo spirito d’osservazione che le contraddistingue le due bambine, poco loquaci e costantemente con la bocca occupata dal ciuccio, fanno notare a Thomas che qualcosa non va nel tragitto segnato dalle cacche di Congo, temuto cane dell’ingegnere che abita in fondo al viale. Thomas dal canto suo è alle prese con strane luci che lo tengono sveglio di notte e lo spaventano. Decide così di seguire la traccia, incuriosito anche dai frammenti di discussione che ha carpito nel giardino della villa dell’ingegnere, e di scoprire cosa succeda davvero la notte nel cantiere vicino. Non è affatto uno strano mostro che soffia, ma ce n’è di che mettere in pericolo la salute di tutti gli abitanti della zona.

Un’unica nota: il testo dice che Congo è un cane nero. Nelle illustrazioni ha un bel pelo marrone. Provate a legger che è nero e a farlo vedere marrone: chi vi ascolta – o legge da solo la storia – noterà subito la discrepanza… sono attentissimi, i lettori! Come leggere “Abbaia, George!” e far loro credere – specie se sono bambini abituati alle fattorie e ai bovini – che quella che il veterinario tira fuori dalla pancia del cane sia davvero una mucca…

Il sito dell’illustratore.

Carlo Lucarelli – ill. Mauro Cicarè – introduzione di Grazia Verasani, Thomas e le gemelle ovvero la strana faccenda del mostro con gli occhi di luce gialla, Rrose Sélavy 2015, 32 p., euro 14

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5 Risposte to “Thomas e le gemelle”

  1. Bettina lunedì, 2 marzo 2015 a 09:44 #

    Mi rimane un eterno mistero perché l’editor che cura un libro non si accorge che la raffigurazione di un personaggio importante non corrisponde alla descrizione. È gravissimo. E come è stato evidenziato: i bambini non sono stupidi, se ne accorgono subito.

  2. Massimo De Nardo lunedì, 2 marzo 2015 a 10:32 #

    Una precisazione: la scelta del marrone scuro al posto del colore nero è stata una “licenza poetica” dell’illustratore, che noi di Rrose abbiamo approvato (e lo stesso ha fatto lo scrittore Lucarelli), dal momento che sarebbe stata una immagine troppo scura.
    L’editore Rrose Sélavy.

  3. Caterina Ramonda lunedì, 2 marzo 2015 a 11:14 #

    In realtà quella nota sul colore non rappresenta per noi un “errore”, anzi, è una discrepanza come ce ne sono altre (errore può essere considerato il caso delle mucca in “Abbaia, George!”. E non lo consideriamo affatto “gravissimo”, anzi (Bettina, hai letto la precisazione dell’editore nel commento precedente al tuo?). Appunto una licenza poetica, o meglio una licenza utile e attenta visto che pone attenzione al risultato dell’immagine sulla carta e al suo non risultare troppo scura e illeggibile.
    Siccome questo blog è nato come confronto e strumento soprattutto coi colleghi bibliotecari e con chi fa letture coi bambini, abbiamo voluto sottolineare – come fatto già in altri casi – le reazioni tipiche e prevedibili: in questo caso, chi leggerà potrà rispondere ai bambini che obiettano spiegando il perché, proprio come lo ha spiegato l’editore. Intanto leggete il racconto, apprezzatelo e utilizzatelo con i ragazzi: è della misura giusta per una lettura autoconclusiva insieme, cosa sempre apprezzata. In più c’è un sempre richiesto mistero!

  4. Bettina martedì, 3 marzo 2015 a 07:42 #

    Ho letto ora. Capisco il ragionamento dell’editore e trovo molto belle le illustrazioni, ma i bambini cui è destinato il libro, non ragionano così. A quel punto avrebbero potuto adattare il testo e descriverlo come un cane marrone. Ho curato in passato una collana di gialli per ragazzi e vi posso assicurare che i bambini sono estremamente attenti alle discordanze tra testo e raffigurazione del testo; se una ragazza viene descritta con riccioli e raffigurata con capelli lisci non c’è licenza poetica che tiene per i giovani lettori 😉

  5. massimo de nardo martedì, 3 marzo 2015 a 12:25 #

    Gentile Bettina,
    il suo intervento ci ha dato un bello spunto per le presentazioni di Thomas e le gemelle. Diremo ai bambini presenti che il libro contiene una “discordanza” da scoprire; trattandosi di gialli non siamo fuori tema. Al bambino che la scoprirà per primo regaleremo un altro dei nostri Quaderni quadroni.

    Massimo De Nardo – Rrose Sélavy

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