Portico d’Ottavia

10 Feb

00fronte scholia ind 1_4Nel  2013 Anna Foa pubblica per Laterza, nella collana “I Robinson”, il testo Portico d’Ottavia 13 che racconta, attraverso la casa che corrisponde al numero civico del titolo, la storia dei suoi abitanti nei mesi che segnarono la deportazione degli ebrei romani: le fughe, gli arresti, i tradimenti, le violenze vissute tra le strade del ghetto capitolino e le trentacinque persone che furono da quell’indirizzo deportate la mattina del 16 ottobre 1943.

Oggi, in una riduzione curata da Carola Susani, la casa si fa protagonista di un testo rivolto ai ragazzi, accompagnato dalle immagini di Mattero Berton che – grazie alla scelta cromatica – riesce a regalare al lettore la sensazione di una storia che viene dal passato e il cui ricordo riemerge nel racconto che ne viene fatto e insieme le impressioni cupe e terribili della tragedia che prende vita in un mattino che segue il giorno di festa, un orrore a cui nessuno vuole credere, tanto che alcuni nemmeno scappano o si lasciano fuggire gli uomini nell’illusione che i tedeschi cerchino loro soltanto.

La rievocazione storica nasce dell’interrogarsi su chi abbia abitato in quelle stanze, salito quelle scale, giocato in quel cortile, rievocando la leggenda che vuole la casa abitata da un fantasma di donna: ecco allora che compare Costanza, che lì ha vissuto bambina e che è fuggita quel 16 ottobre lasciandosi tutto alle spalle. Lei e i membri della sua famiglia sono sopravvissuti, ma non per tutti è stato così: tornano allora i nomi, i soprannomi, le parentele, le caratteristiche di ciascuno e l’evocazione di quella mattina in cui i soldati entrarono facilmente perché il portone dello stabile era sfondato da tempo e non veniva chiuso. I nomi scorrono come in un elenco di memoria e contribuiscono a rendere davvero reale al lettore quel che raccontano.

Un testo adatto, grazie alla sua struttura, ad essere letto insieme, ad essere condiviso ad alta voce, per rendere vive accanto   chi legge e a chi ascolta i bambini, i ragazzi, gli adulti che sono citati. Tenendo d’occhio le carte di guardia, le strade del ghetto che riproducono, immaginando vie di fuga o angoli su cui si è posato per l’ultima volta lo sguardo di chi veniva trascinato verso la deportazione.

Il sito dell’illustratore, su cui trovate le tavole che accompagnano il testo.

Anna Foa – ill. Matteo Berton, Portico d’Ottavia, Laterza 2015, 64 p., euro 18

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