Quello che gli altri non vedono

28 Gen

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Il protagonista di questa storia, Milo, nove anni, viaggia in coppia con un maialino domestico di nome Amleto che il padre gli ha regalato nella speranza di creare un’accoppiata fantastica: Milo soffre di retinite pigmentosa, vede in sostanza il mondo come da un buco della serratura, focalizzandosi su un punto per volta e perdendo quel che c’è intorno; i maiali invece hanno una visione periferica, ma non riescono a mettere a fuoco. Amleto in realtà è utilissimo per aiutare il ragazzino a tenere a bada la bisnonna che vive in mansarda, che a tratti perde la memoria e spesso combina pasticci, ragion per cui la madre di Milo decide di sistemarla in una casa per anziani. Se ci aggiungete il fatto che la madre del ragazzino è davvero disastrosa, che il padre è andato a vivere negli Emirati Arabi e la casa di riposo è solo all’apparenza un buon posto dove trattano bene gli anziani, mentre la direttrice in realtà tenta di far profitto ad ogni costo, ai danni degli ospiti e anche del cuoco, fresco immigrato dalla Siria, ovviamente irregolare, ecco che vi vien voglia di dire che il protagonista le ha proprio tutte, o quasi. Già, come capita anche ad altri personaggi di libri per ragazzi che però, a differenza di Milo, sovente non nascono da una penna altrettanto felice: Virginia Macgregor invece è in grado di trasformare una potenziale zuppa di sfighe sommatesi oltremisura in un libro piacevole, a tratti molto divertente, che scorre veloce nonostante le quasi 400 pagine di cui conta e che si condensa in un’avventura il cui ritmo sale pian piano nella ricerca di indizi e modi che smascherino la cattiva gestione della casa di riposo.

Milo, a tratti disastroso come tante delle persone che gli ruotano intorno, si trasforma in un giornalista d’attacco, pronto a documentare cosa succede; grazie alla sua visione del mondo, riesce a concentrarsi sui particolari, non solo della situazione, ma anche delle vite e dei sentimenti di chi gli passa vicino, intuendo l’importanza dei ricordi, delle piccole abitudini e degli oggetti che per altri non hanno valore. Quel forellino che è il suo unico raggio di azione sembra a tratti un super potere e l’autrice è brava nel farne una componente naturale di Milo, senza piangergli addosso e facendo dimenticare al lettore anche le conseguenze che avrà la malattia per la vita di Milo; il lettore conosce Milo in un certo momento della sua vita e Milo è così, tutto intero, è lui, punto e basta, con la fatica nei giorni di nebbia o di pioggia, con la fatica nelle ore buie e non capisce cosa ci sia di tanto stupefacente per gli altri nel suo comportamento: basta cercare quel che si pensa nessun altro noterà; è un gioco di dettagli a cui lui e la nonna si allenano, con gli odori, coi suoni, coi sapori.

Il blog dell’autrice.

Virginia Macgregor, Quello che gli altri non vedono (trad. Chiara Baffa), Giunti 2014, 396 p., euro 12, ebook euro 6,99

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